200mila metri quadri ogni giorno mangiati dal cemento che avanza nel bacino del po. e’ questo l’inquietante risultato che emerge dal primo rapporto sui consumi di suolo presentato a luglio dall’osservatorio nazionale sul consumo di suolo (oncs), costituito da inu, legambiente e diap del politecnico di milano. 20 ettari di territorio che l’urbanizzazione ricopre ogni giorno, in un processo inesorabile che cancella quotidianamente aree grandi come 12 piazze del duomo di milano o 28 volte piazza maggiore di bologna. “il primo rapporto sui consumi di suolo e’ – hanno sottolineato le associazioni – lo strumento necessario per avviare nel nostro paese la raccolta sistematica di dati necessari a conoscere le dimensioni di un problema ambientale, fortemente connesso al modo in cui si sviluppano le nostre citta’, ma fino ad oggi sostanzialmente inesplorato. il lavoro dell’osservatorio non si e’ limitato a misurare il suolo ‘consumato’ dall’urbanizzazione, ma ha valutato anche le trasformazioni del suo uso: suoli agricoli che vengono abbandonati alla natura, zone umide bonificate o ripristinate, insomma una ‘fotografia’ delle mutazioni recenti del nostro paesaggio. anche per quanto riguarda il fenomeno preoccupante dell’erosione delle superfici agricole il protagonista resta l’urbanizzazione, responsabile di 2/3 delle perdite di suolo agricolo, con l’aggravante che ben difficilmente i suoli ‘sigillati’ da cemento e asfalto potranno mai tornare ad essere produttivi: nelle regioni del grana padano e dei salumi ‘made in italy’, emilia romagna e lombardia, ogni giorno scompaiono 32 ettari di superfici agricole: le dimensioni di una media azienda cerelicola.