36 anni, tedesco, Andreas Schmidt è il fondatore di „Indoorlandscaping”,“Agency for new green strategies“ (www.indoorlandscaping.de) che dal 1998 ad oggi ha realizzato progetti importanti per clienti come Siemens, Sony, HypoVereinsbank, Bank of America. Tra le „visioni verdi“ dello studio ci sono gli „Hanging Gardens“ a Monaco di Baviera, i “giardini pensili” per i grattacieli di Suzhou in Cina (in cui si coltiverà riso), e, soprattutto, diversi  progetti di vertical green realizzati grazie a Grüne Wand®, parete verde per interni, ideata da Schmidt nel 1999, messa a punto dal suo team e distribuita da “art aqua” (www.artaqua.com).

Perché ha scelto questo nome, „Indoorlandscaping“, per il suo studio?
Perché „piante per interni“ non è molto attraente e poi non descrive esattamente quello che facciamo. Ci occupiamo di progetti di verde, ma innovativi, cioè non ci limitiamo a mettere delle piante nei vasi, per poi distribuirli nello spazio, ma progettiamo dei paesaggi per interni.  Questa parola, Indoorlandscaping, è stata coniata ragionando in termini globali, per interessare soprattutto architetti, architetti del paesaggio, designer, costruttori.

Quante persone lavorano nel suo studio? chi sono?
Siamo un gruppo di 12 persone distribuite tra Monaco di Baviera, il quartier generale, Città del Messico e Los Angeles. Il team comprende diverse figure professionali: architetti di interni e del paesaggio, communication e light designer, un ingegnere specializzato nella progettazione di giardini, un biologo, un briologo, cioè uno studioso di muschi, e io…

Qual è il Suo ruolo?
Metto in comunicazione creativi ed esperti, ma sono anche Art Director, quando per esempio decido la linea da seguire in un concorso.

Parliamo di Grüne Wand;
qual è la grande novità di questa parete verde?
Non è solo un „quadro“ verde, non ha un valore esclusivamente estetico, ma è un vero e proprio climatizzatore biotecnico per interni. Produce umidità, in maniera passiva, come accade in natura, ma senza la presenza di germi, ed è regolabile. La grande innovazione è qui: il raffreddamento adiabatico, effetto dell’evaporazione, può essere utilizzato in maniera mirata per climatizzare una stanza.

In che senso?
Nel senso che più acqua fornisco alle piante, maggiore è l’evaporazione, maggiore il raffrescamento; posso per esempio programmare di fornire più acqua durante le ore lavorative, meno di sera, nella pausa pranzo o nei weekend. Inoltre la grandezza della parete viene calcolata in base alle caratteristiche del luogo in cui sarà installata, in modo che funzioni al meglio.

Come? Fate un sopralluogo?
Non sempre, abbiamo una checklist che facciamo compilare ai clienti con tutta una serie di variabili: il numero di finestre, di persone che lavorano lì, il tipo di materiali presenti in una stanza, per esempio se ci sono pavimenti di legno, l’aerazione, la qualità dell’acqua …
In base a questi dati possiamo realizzare una parete verde grande abbastanza per climatizzare in modo appropriato quella stanza; ma non troppo grande, altrimenti il locale rischia di trasformarsi in una serra!

Quanto tempo ci vuole perché il muro inizi a “funzionare”? La manutenzione come avviene?
Grüne Wand è fatto di pannelli con piante precoltivate in una serra per 14-18 settimane; una volta montato è  pronto. Per quanto riguarda la manutenzione è un po’ come per i capelli, dipende dallo stile che gli si vuole dare, ma di norma deve essere potato ogni due-tre mesi. Di questo se ne occupa il nostro distributore, oppure, a seconda del contratto che stipuliamo, viene fatto un training ai giardinieri che già lavorano nell’edificio.

Quali piante vengono utilizzate?
Piante tropicali e subtropicali dalle foglie piccole, perché hanno una texture interessante, ma anche perché riescono a sopravvivere in interni caldi tutto l’anno. Poi, a seconda dell’ispirazione o richiesta dei clienti utilizziamo felci e piante con fiore, anche se io  preferisco la monocromia, la presenza di una sola specie.

Chi sono i vostri clienti?
Per la progettazione, siamo consulenti di grandi studi di architettura; le pareti verdi vengono richieste direttamente da banche, aziende, ristoranti…

Il suo modo di vivere è „green“?
Il rispetto della natura è molto importante per me. Cerco di viaggiare soprattutto in treno; quando sono a Monaco, solo in tram e metropolitana. Le mie figlie frequentano la scuola Waldorf, dove, grazie alle attività di giardinaggio, cominciano ad acquisire una mentalità ecologica. Compro verdura di stagione e di produzione locale al mercato o in negozi bio. Ho un giardino. L’energia elettrica di casa mia è prodotta da fonti rinnovabili.

Dove trova l’ispirazione per i suoi progetti?
Le fonti sono diverse: viaggiare, parlare con altre persone, leggere, guardare; è importante vivere con gli occhi bene aperti.

Eugenia Marchisio