Le foglie dorate di un carpino sono particolarmente adatte ad illuminare un giardino ricco di sempreverdi

L'autunno è una stagione di colori e struggenti atmosfere, come insegnano i giardinieri inglesi, che piantano sempre qualcosa di speciale per questi mesi, in sapienti e previdenti accostamenti. Di fiori autunnali ce ne sono molti più di quanto si creda: astri d'ogni colore (basti pensare alla ricca collezione del Vivaio Priola, a Treviso), dalie e crisantemi d'ogni forma, il dolcissimo Sedum spectabile 'Autumn Joy' dalla infiorescenza porporina, Echinops globoso e violetto, colchici insoliti e anemoni giapponesi, senza contare la sottile bellezza dei contrasti di certi fogliami, come quelli delle peonie arboree, diventate giallo oro, con i velluti grigio argento del senecio o l'azzurro di Festuca glauca. Per non parlare poi degli alberi e degli arbusti a foglia caduca, che assumono colorazioni splendenti, soprattutto dopo qualche giorno di freddo.

Ci si può insomma davvero sbizzarrire, con le "piante autunnali"! Le siepi, in particolare, possono diventare un elemento di grande decoro a bassa manutenzione. Alcune specie o varietà, tuttavia, sono più spettacolari delle altre: perché più gialle, o di un rosso più intenso, o di un bronzo o un porpora più avvincente. 0 perché si ricoprono di spine o di frutti decorativi. L'abilità, e il divertimento, sta perciò nell'individuarle e piantarle assieme.

Una raccomandazione, però: tra tutte quelle proposte, sceglierne solo poche, per evitare "l'effetto orto botanico". E poiché i colori autunnali accentuano la loro intensità in masse e contro uno sfondo verde scuro, si guadagnerà in efficacia inserendo qualche sempreverde e utilizzare più volte di seguito la stessa specie o varietà. Per una siepe d'autunno sono perfetti i biancospini (Crataegus crus-galli e C. monogyna), che diventano di colore arancione e bronzo e molti Cotoneaster (es. C. lucidus), che si trasformano in masse bronzee punteggiate da bacche rosso brillante.

Le bacche di Crataegus monogyna

Hydrangea quercifolia

E magnifici sono i Berberis non persistenti, anche per i mazzi di bacche minute molto graziose, rosse, gialle o blu. Di altezza contenuta, si distinguono per il portamento elegantemente arcuato (120 centimetri), oltre che per l'intensità del colore delle foglie: colore porpora in B. thunbergii, rosso carminio in B. sieboldii, rosso acceso in B x rubrostilla.

In autunno si svela poi tutta la bellezza degli evonimi caduchi, come Euonymus alatus ed E. europaeus, la comune fusaggine o berretta da prete, e la sua varietà 'Red Cascade'. Le loro foglie pendule diventano di un incredibile rosso intenso, accompagnate dai caratteristici frutti a capsula, rossi, che, aprendosi rivelano semi arancioni o rossi.

Diventano invece monete d'oro le foglie rotonde della fothergilla (Fothergilla major e F. monticola), dalla piacevole fioritura primaverile.

Altri arbusti autunnali per eccellenza, per foglie e bacche sono poi i cornioli (Cornus mas, C. kousa, C. florida e Cornus alba 'Sibirica', che, se potato ogni due anni, produce getti dalla corteccia rosso acceso) e i viburni (Viburnum opulus, V. betulifolium, V. dentatum, V. lantana), le cui belle foglie lobate si tingono di giallo oro, tra le quali si spiccano mazzetti di bacche nere o rosse.

Risplendono rosso fuoco, lo scotano (Cotinus coggygra, ma hanno sfumature colore prugna le sue varietà 'Foliis Purpureis' e Royal Purple') e di giallo arancione e rosso, i sommacchi (Rhus thyphina e i meno vigorosi R. glabra e la sua varietà 'Laciniata'), arbusti per il resto dell'anno dall'aspetto un po' troppo rigido.

Per una siepe da collezionisti, si segnalano inoltre: Hydrangea quercifolia, l'unica ortensia che può essere piantata al sole, dove anzi le sue grandi foglie lobate, verde opaco e tomentose, prendono colorazioni rosse e porporine; Disanthus cercidifolius, un arbusto (150-180 centimetri di altezza e diametro), amante dei terreni fertili e acidi, sensibile a gelate, da piantare all'ombra dove fa caldo, le cui foglie a cuore diventano, da verde azzurro, di un brillante colore vino in autunno; Clethra alnifolia, di analoghe dimensioni, le cui infiorescenze a panicoli, bianche o rosa, sbocciano fino a ottobre, tra foglie appuntite giallo e arancio. Assai piacevoli, per una siepe formale da tenere potata, sono poi il faggio (Fagus sylvatica, soprattutto le varietà 'Atropurpurea' e 'Tricolor') e il carpino (Carpinus betulus).

Proprio da non dimenticare, per una siepe di maggiori dimensioni, i carpini e gli aceri, dal campestre (Acer campestre), da allevare come grande arbusto, ad Acer ginnala e Acer monspessulanum, per natura arbustivi. Le loro foglie, dapprima gialle o rosse e in seguito marroncine, rimangono a lungo sulla pianta, prima di cadere: il carpino, in particolare, può conservarle per tutto l'inverno.

Infine il tocco di fogliame persistente, si può scegliere tra i Berberís (come B. x chenaultii, B. darwinli, B. julianae, B. verruculusa), gli agrifogli (come Ilex crenata), alcuni Cotoneaster, come il grande C. salícifolius e l'elegante C. frankettíPyracantha (es. il classico P. coccinea), che hanno anche il vantaggio delle bacche (e in primavera dei fiori) e l'ottimo e comune ligustro (Ligustrum vulgare), che tende a conservare le foglie, dove non fa troppo freddo: robusto e indistruttibile, dalla fresca e profumata fioritura primaverile, cresce praticamente ovunque.

E, ancora, le camelie, magari a fioritura autunnale (come le Camellia sasanqua) e le abelie (Abelia x grandiflora), le cui foglie sono semipersistenti o persistenti a seconda dell'andamento climatico, ma assumono in autunno sfumature porporine.

Nei luoghi un po' riparati o non gelivi, sono adatti anche gli Osmanthus: 0. delavayi, dal bel portamento arrotondato, e i più grandi 0. heterophylla, i cui fiori bianchi e profumati sbocciano in ottobre. Oltre, ovviamente, alle conifere, come ginepri (es. Juniperus viginiana) e tuie (es. Thuja occidentalis), che tuttavia possono danneggiare quel certo sapore rustico conferito invece dalle latifoglie.