Un balcone in città

La crescita smisurata di grigi contesti urbani, di cui troppo spesso protagonista rimane il cemento, ci ha allontanato sempre di più dal senso del luogo come appartenenza, rischiando di farci sentire come quei vecchi che non riescono più a vedere né a raccontare la loro storia. È dunque il momento di chiederci se, oltre ad ammirare i grandi progetti del mondo del verde riusciremo, nel nostro piccolo, a restituire colore e gioia alle nostre città. Se si ha la fortuna di avere a disposizione un balcone si può pensare di trasformare questo anonimo spazio in un ambiente con una sua precisa fisionomia. Infatti se per definizione è una struttura architettonica sporgente da un edificio, la sua vera identificazione dipenderà unicamente dal soggettivo significato che gli vogliamo attribuire. Insieme ad una giusta valutazione delle reali possibilità degli spazi e di tutte le variabili  ci sarà anche il piacere di creare un angolo, espressione  del proprio gusto e creatività. In questo modo sarà  possibile recuperare un rapporto sia con il nostro spazio interno, ovvero con il nostro modo di essere e di pensare che con quello esterno, offrendo un ornato affaccio allo sguardo curioso del passante. In ogni caso, proprio perchè spesso di piccole dimensioni, la sua cura dovrà essere finalizzata ad una decorazione precisa : creare piccoli angoli di colore sia a gradazione che a contrasto; arricchire le pareti di piante rampicanti quasi a voler dare un effetto avvolgente; riunire varie piante aromatiche dove il senso di spontaneità e profumi di altri tempi possano toccare le nostre corde più nostalgiche. Se vogliamo poi creare una nuvola sospesa si possono far scendere dalle ringhiere piccole cascate di gerani o petunie, oppure giocare a  far fare capolino ai ciclamini che, con le loro delicate tonalità, fanno avvertire dolcemente il sopraggiungere dei mesi invernali.
Dovrà essere dunque un gioco di equilibri fra spazi e colore, luci ed ombre con quella nota di giusta armonia cha nasce dalle personali interpretazioni fatte di conoscenza, fantasia ed anima.
Con la creazione di un balcone fiorito ed ancora di più con la sua cura possiamo quindi entrare in contatto con la natura e le sue regole, osservando da vicino  l’avvicendarsi delle stagioni , le sue diverse esigenze ed il continuo bisogno di attenzione e amore.
Nello stesso tempo  tra zappette, forbici ed annaffiatoi potremo  ritagliarci  momenti sereni tra i ritmi incalzanti della vita di oggi  trovando un po’ di pace e benessere e, in alcune occasioni, anche un luogo dove  saperci ascoltare. Infatti è proprio tra le cose semplici e naturali, come veder nascere un fiore o cadere una foglia che possiamo riflettere, rifugiarci ed anche ritrovarci. Il balcone dunque può diventare un mezzo per poterci confrontare con  il nostro pollice verde ma anche un angolo dove far riaffiorare  stati d’animo spesso dimenticati. Così, attraverso questo linguaggio in continua trasformazione, un balcone fiorito può diventare un’espressione del nostro modo di essere ed un vestito a colori per una realtà  che troppo spesso ci appare in bianco e nero.  Sarà bello dunque poter dare un colpo di pennello variopinto alle nostre  città, troppo spesso opacizzate per la mancanza di una politica più sensibile all’importanza del verde e riuscire tutti insieme a ritrovarci in un progetto comune che ci possa far superare questa epoca che, come è stata definita da M. Weber , “ vive nel disincanto”.

Rampazzi Laura della Promoverde nazionale