Introduzione
Molte persone, di tutte le fasce di età e di condizione socio – economico – sanitaria della società, esprimono, direttamente od attraverso Istituzioni ed organizzazioni di vario tipo, il desiderio ed il bisogno di relazionarsi con l’ambiente e con il verde. Ne consegue l’offerta di servizi ludico-culturali e socio-sanitari basati sul territorio, pagati sia dai privati che dalla Istituzioni Pubbliche. Già quelli esistenti stanno determinando un cambiamento nelle forme del paesaggio, ma la domanda ancora insoddisfatta e non identificata dalla cultura e dalle politiche del territorio, è molto vasta. Altrettanto vasti sono, quindi, il suo potenziale di sviluppo e gli impatti, positivi e negativi, che può avere sul territorio e sul suo paesaggio. Nella scheda che segue tenteremo di identificarne le principali componenti.

Verde urbano e peri-urbano
Le comunità locali, anche le più sperdute e periferiche, oggi chiedono a gran voce, con associazioni e comitati locali, che il loro territorio sia di qualità e nella qualità c’è soprattutto il verde, sia esso  pubblico o privato. E lo vogliono pulito, sicuro ed accessibile, nessuno si accontenta più della “marrana”, del brandello di ruralità rimasto per caso tra i casermoni.
Su questa esigenza, vive, già oggi, una complessa filiera di ruoli che va dalla gestione politica ed amministrativa, alla formazione, alla progettazione, alla creazione e manutenzione delle aree verdi, alla produzione e distribuzione di piante, alla gestione di attività di fruizione del verde…..
Il settore, nel suo insieme crea spazi d’impresa e posti di lavoro per una miriade di soggetti, pubblici e privati, imprenditoriali e sociali ed interessa, direttamente ed indirettamente, notevoli porzioni del territorio urbano e peri-urbano, con un notevole beneficio ambientale per la città.

Multifunzionalità nelle aree protette peri-urbane ed extraurbane
In parallelo a quanto detto, già oggi ogni ceto sociale consuma esperienze di turismo rurale e sport naturalistico, spesso accompagnate da riscoperte enogastronomiche e salutistiche.
Le aree protette, da quelle locali a quelle nazionali, offrono oggi le migliori opportunità per questo tipo di fruizione, spesso affiancata alla soddisfazione di esigenze pubbliche strategiche, quali la conservazione naturalistica, la tutela delle acque, la difesa del suolo ….. , creando opportunità d’impresa e di occupazione per una discreta quantità di soggetti. Maggiore è la multifunzionalità delle aree in oggetto, maggiore è l’indotto sulla filiera floro-vivaistica.

Agriturismo, multifunzionalità rurale
Più recentemente una risposta alla domanda di verde e di ruralità è venuta dalle imprese agrituristiche. Gli operatori sono già molto, ma la domanda, quindi lo spazio per iniziative di qualità, appare ancora abbondante.
Uno sviluppo molto interessante si va configurando in forme quali le fattorie didattiche, le aziende agricole ed i parchi peri-urbani a funzioni multiple, dove si persegue l’obbiettivo di una più approfondita esperienza della natura e della ruralità. Anche in questo caso, maggiore è la multifunzionalità delle aree in oggetto, maggiore è l’indotto sulla filiera floro-vivaistica.

Agricoltura sociale
Anche i servizi di formazione e reintegrazione al lavoro di soggetti con difficoltà, sociali o fisiche hanno trovato spazi idonei nel mondo rurale. Sono nate infatti le aziende di agricoltura sociale che all’attività di produzione di beni o servizi associano l’assistenza alle categorie svantaggiate.
I problemi a monte di queste esigenze, come anche la consapevolezza dell’idoneità del mondo rurale ad affrontarli, sono in  crescita. Crescono quindi sia l’offerta, sia l’indotto generato su tutta la filiera, incluso il settore floro-vivaistico.

Agricoltura terapeutica
La consapevolezza spontanea che avere a che fare con il verde fa bene alla salute ha trovato nel Nord America e nel Nord Europa verifiche scientifiche. Si è quindi sviluppato e strutturato il mondo dell’agricoltura terapeutica (Horticoltural Therapy): il coltivare non solo per il prodotto, ma per l’attività in se, positiva in termini ortopedici, fisiologici, neurologici, psicologici…., utilizzata come terapia di sostegno in molte forme di disagio fisico, psichico e sociale.
Questi servizi vengono offerti sia valorizzando gli spazi verdi dei centri della salute, sia creando apposite strutture i giardini terapeutici.
I passi fatti da questa disciplina in Italia sono ancora molto timidi. Infatti, se da un lato la filiera salute pone ancora resistenze di tipo culturale, burocratico e sindacale, dall’altro la filiera del verde ritiene questo mondo ancora assolutamente estraneo al proprio. Dato quanto detto e data la crescita della domanda di terapia, le potenzialità di espansione e d’indotto sono invece notevoli.

Agricoltura urbana e peri-urbana
Nel Nord America e nel Nord Europa l’agricoltura già da tempo entra anche nel mondo del verde urbano, dei musei, della scuola. Ad esempio, orti urbani e giardini didattici sono funzioni sviluppate a livello di quartiere. Mentre l’Italia del nord è al passo con l’Europa, in quella del centro sud c’è ancora solo abusivismo che si confonde, senza soluzione di continuità, con la micro-agricoltura peri-urbana e rurale. Comunque, anche questo mondo crea un indotto nel consumo di beni e servizi. Infatti, una visione a volo d’uccello dell’Italia metterebbe in evidenza un capillare tessuto di piccole e medie imprese agricole, di agricoltura part-time, di prime e seconde casa in campagna, tutte realtà dotate di giardino rurale ed area di coltivazione.
Questo mondo esprime un “bisogno emotivo di ruralità”, ma porta poco o niente nel mercato dei prodotti primari. Quel poco che produce, infatti, lo autoconsuma o lo distribuisce in piccole reti di amici e parenti. Quindi vi si lavora la terra per hobby, per tradizione, per mangiare bene e sicuro, per fare “agrogymnic”, per conservare gli immobili, per stare insieme……

Conclusioni
Tutte le realtà descritte possono essere incluse nella definizione di “Terziario Rurale”, un mondo in cui i servizi prodotti dal territorio prevalgono sui beni.
L’interesse economico suscitato, come vedremo nelle schede successive, non nasce da quanto viene prodotto, ma dai quattrini che vi si spendono, comprando piante, sementi, attrezzi, servizi.…., dando quindi luogo ad una vasto indotto che ricade in gran parte sulla filiera floro – vivaistica.

Franco Paolinelli