Le prime notizie del parco risalgono al 1769 quando il duca di Chartres, futuro duca d'Orleans e soprannominato durante la Rivoluzione "Philippe-Egalité", diede incarico all'architetto Louis-Marie Colignon di creare un primo progetto di giardino nello spazio di un ettaro. Per questo scelse un terreno situato fra i villaggi di Monceau e Clichy. Di questa originaria realizzazione oggi non resta più nulla. Restano invece tracce dei successivi adattamenti di altri architetti che portarono, in anni diversi, a termine il progetto, che nel frattempo dall'ettaro iniziale fu allargato prima a dodici e in seguito a diciannove ettari quando il giardino fu affidato al paesaggista scozzese Thomas Blaikie, nel 1783. Nel 1788 fu la volta dell'architetto, francese stavolta, Claude-Nicolas Ledoux, che fece costruire il casello del dazio come oggi ancora si vede nella sua imponenza all'entrata, proprio accanto all'uscita dal Metro Monceau. Alla morte del duca di Chartres il parco fu espropriato e destinato ad un periodo travagliato. Ritornò di proprietà degli Orleans solo nel 1819 per essere nuovamente tolto loro nel 1860 per volontà del prefetto Hausmann che tanta parte ha avuto nel riassetto urbanistico della capitale francese.

Casello del dazio visto dalle prime aiuole del parco

Colonnato corinzio

Da allora il Parco Monceau appartiene alla città di Parigi (che per la sola cura dei suoi parchi ha un bilancio pari a centoventi miliardi di lire). Per visitarlo interamente ci vogliono novanta minuti circa iniziando proprio dal casello del dazio voluto da Ledoux ed affiancano una delle due cancellate di terrono battuto riccamente dorate come i lampioni. Lungo tutto il perimetro del parco sono state collocate delle statue dedicate ad alcuni scrittori e musicisti francesi come Guy de Maupassant, Edouard Pailleron o Ambroise Thomas, monumenti che risalgono ai tempi della Belle Epoque. Ma non solo queste dislocazioni distinguono Parc Monceau, degno rappresentante di un quartiere parigino decisamente raffinato, anche altre "decorazioni" ne determinano la particolarità, come ad esempio lo scenario offerto dalla dislocazione del colonnato corinzio che circonda un piccolo e delizioso laghetto con l'immancabile isolotto al centro. Al colonnato fa eco un'arcata del XVI secolo proveniente dall'antico Hotel de Ville di Parigi bruciato nel 1871 ed opera del Boccadoro. Tutto il resto lo fanno le aiuole disseminate di fiori colorati, il verde quasi opulento a volte che pare costantemente irrorato da cascatelle e giochi d'acqua. Certo, passeggiare qui, come i parigini fanno numerosi, significa riappropriarsi di un contatto straordinario con la natura e destinato quasi a modificare il nostro rapporto con il tempo e le stagioni. E se non ci fossero i molti podisti dilettanti che "sfrecciano" lungo i viali, i molti bambini che giocando gridano la loro libertà, i molti lettori che educatamente fanno finta di non esserci, ci si potrebbe aspettare da un momento all'altro il comparire di qualche folletto come nelle vecchie fiabe mai dimenticate dai romantici.

Statue collocate nel parco

Scorcio del parco

Così, all'ombra dei platani d'oriente, dei tigli argentati o dei fiori americani pazientemente e costantemente accuditi dal personale del parco la sosta nel piccolo paradiso di Monceau diventa più che un semplice momento di ristoro, diventa l'occasione per riprendere contatto con l'universo.