PAESAGGIO BELLO E PAESAGGIO BRUTTO

Qualsiasi contesto, rimanendo costanti i fattori evolutivi tende ad un assetto stabile e coerente ed in quanto tale percepito come bello ?
I variare veloce dei fattori evolutivi rende difficile la determinazione di un assetto stabile e coerente, quindi impedisce la configurazione di paesaggi belli ?

Il Paesaggio necessario è bello ?

Le economie locali, rimaste tecnologicamente stabili per secoli hanno esaltato le potenzialità di ogni specifica nicchia territoriale, creando dei paesaggi sensati. Case e campi hanno sviluppato una loro modularità, funzione delle condizioni territoriali, economiche e tecniche delle società in questione.
Tendenzialmente questi moduli, che siano le terrazze olivate Toscane o le vigne arrampicate della Valtellina, vengono percepiti come “belli”. Forse perché vi si legge una logica d’essere ambientale, economica e sociale, l’armonia tra i territori e le società in esso possibili, arrivate ad una piena ed ecologicamente equilibrata espressione.
Un insieme  plasmato e verificato nella sua validità da secoli di evoluzione è quindi definibile come Paesaggio Necessario, luogo che stimola il desiderio di esserci in relazione, di far parte di  quel senso d’essere sensato e positivo delle cose.
Un giardino non è paesaggio, ma un’insieme di giardini può eventualmente diventarlo, se vi si evidenzia una omogeneità territoriale, una maglia logica, economicamente e/o socialmente sensata.
Un paesaggio sensato, anche se non del tutto adatto all’economia corrente, può ricordare un ordine antico, suscitare quindi nostalgia. L’effetto è infatti gradevole, rimanda ad un mondo ordinato e prevedibile, alternativo alla lotta ed al dubbio quotidiani attuali, ma da piacere finché un qualche senso d’essere economico e sociale persiste. La farsa totale è infatti terribilmente kitch.

La velocità dell’evoluzione economica e tecnologica determina però, continue modifiche nelle esigenze ambientali, negli equilibri economici, quindi nelle forme fisiche del territorio. Crea, quindi, disordine, impedisce il codificarsi di un qualche paesaggio.
Il territorio in transizione dà la sensazione di sgradevolezza, quale che sia il materiale usato.
E’ brutto ?

Si può, allora, pensare che sia proprio la modularità delle unità sul territorio, quindi il loro ritmo nello spazio, quale che sia il materiale dominante a dar luogo ad un paesaggio bello.
Terrazze o case di pietra arroccate su una collina, o capanne di bandone distribuite in un sobborgo, possono dar luogo ad un paesaggio bello se il ritmo della loro distribuzione evidenzia un ordine sociale, cioè una cultura codificata ?

Franco Paolinelli 1999 / 03/ 010