Le radici legnose degli alberi sono organi che sopportano l'albero meccanicamente, funzionano come organi di riserva di energia, trasportano acqua e sostanze in essa disciolte, sintetizzano sostanze organiche: regolatori di crescita, aminoacidi e vitamine essenziali per lo sviluppo. Le radici legnose possono essere molto superficiali o molto profonde e non assorbono acqua. Altre caratteristiche delle radici legnose sono: assenza di midollo, gli elementi conduttori sono più larghi di quelli del tronco, le cellule parenchimatiche sono in percentuale maggiore rispetto a quelle del tronco ed il parenchima accumula sostanze di riserva, generalmente amido. E' importante ricordare che il parenchima delle radici legnose accumula riserve di energia e che la capacità di difesa delle radici dipende dalle riserve stesse. Quando si abbassano le riserve, la difesa è bassa. Quando diminuisce la difesa, si ha l'attacco dei patogeni più deboli ed opportunisti.

Le radici non legnose sono organi che assorbono acqua e gli elementi in essa disciolti, i peli radicali presenti su radici non legnose sono espansioni delle singole cellule epidermiche.

La RIZOSFERA è l'interfaccia assorbente radici-suolo. E' la zona di circa un millimetro di spessore posta attorno all'epidermide dei peli radicali e delle cellule intorno alle micorrize (verranno descritte approfonditamente in seguito). Il rizoplano è la striscia di suolo in cui avviene l'assorbimento degli elementi nutritivi disciolti da parte dall'albero. Nella rizosfera e nel suolo circostante, abitano una grande varietà di organismi, più informazioni si riescono ad avere sulla rizosfera e maggiori saranno le probabilità che i trattamenti fatti risultino benefici e non dannosi. Ovunque nel mondo si assista ad un declino degli alberi in città e nei boschi, può significare che gli alberi sono malati a causa di un problema a livello di rizosfera.

Per quanto riguarda il suolo, ancor oggi molti testi lo definiscono come: -materiale sciolto, costituito da roccia disgregata e altri minerali e da sostanza organica parzialmente decomposta, che ricopre gran parte della superficie terrestre-. Una definizione più corretta del suolo potrebbe essere che si tratta di sostanza costituita da sabbia, limo, argilla, sostanza organica in decomposizione, aria, acqua ed un enorme numero di organismi viventi. La sopravvivenza di tutti i sistemi viventi dipende enormemente dalla sinergia e dall'efficienza nell'ottimizzare il funzionamento di tutti i processi, mantenendo gli sprechi al minimo livello possibile. Quando efficienza e sinergia iniziano a diminuire, inizia il declino. Gli alberi a livello energetico sono dipendenti dalla radiazione luminosa del sole, dall'acqua e dagli elementi assorbiti dal suolo come componenti strutturali.

Una strategia biologica sviluppata dagli alberi per sopravvivere è la costituzione di un’associazione tra specifici microrganismi e le radici non legnose localizzate nei primi 20-30 centimetri di terreno. Il numero di organismi coinvolti in questa associazione è altissimo! Questa enorme biodiversità rende pressoché impossibile isolare gruppi individuali di microrganismi e identificare il loro ruolo nella decomposizione e riciclo del carbonio organico che è alla base del benessere del suolo. Il ciclo del carbonio è una catena di eventi; ogni singolo anello o passaggio, è caratterizzato da una differente specie di microrganismo che va a modificare lo stato chimico del carbonio organico disponibile in quel momento. I diversi gruppi di microrganismi, si nutrono, procurandosi così composti nutritivi ed energia, ciò che è loro concesso e che trovano; lasciano poi il posto, morendo, ad altri gruppi in successione che continuano il lavoro biologico di demolizione del carbonio organico… e così via, fino a che il carbonio è ritrasformato in anidride carbonica e acqua. Siamo quindi al punto di partenza, cioè di nuovo all’anidride carbonica, disponibile per il ciclo del carbonio attraverso la fotosintesi, per ripetersi all’infinito. L’insieme dei microrganismi del terreno costituisce solo il 5% della sostanza organica totale (viva e morta); eppure, in tutti i suoli, i microrganismi sono alla base del ciclo del carbonio. Senza di essi non vi sarebbe vita.

 

Stefano Cattaneo

Tratto da: Alex L. Shigo