La scalinata barocca

La Scalinata Barocca, posta nella parte centrale del Giardino, conduce all’elemento più scenografico dell’intero complesso: lo splendido Belvedere sulla città di Firenze.
Il giardino della Scalinata è costituito da un'ampia zona che, dal prato antistante il Belvedere, scende verso la parte bassa della proprietà, articolandosi in terrazzamenti tagliati ortogonalmente da una lunga e ripida scalinata.
Il prato è separato per mezzo di piante officinali ed ornamentali, un tempo più numerose ma ancora oggi presenti: rosmarino (Rosmarinus officinalis L.), lavanda (Lavandula angustifolia Mill.), rosa del Bengala (Rosa bengalensis Persoon), maonia (Mahonia aquifolium Nutt.).

I terrazzamenti sono occupati da piante di olivo (Olea europaea L.) – alcune forse secolari – ed alberi da frutto (Prunus domestica L.), mentre la scala è bordata da arbusti di rosa del Bengala (Rosa bengalensis Persoon) e da giaggioli (Iris germanica L.).
Questa sistemazione ripropone l'antica tradizione toscana della coltivazione del giaggiolo (da cui si estraevano essenze usate in profumeria) associata all'olivo, ma denota anche un'accurata scelta dei colori del giardino: il viola pallido del giaggiolo, il colore rosato dei fiori della rosa del Bengala costituiscono, insieme al grigio-verde delle foglie dell'olivo, un'insieme di grande eleganza e sobrietà.

Il bosco all’inglese

La zona, con funzione di passeggio ombroso, è attraversata da un viale con ampi tornanti, ai lati del quale boschetti d'altofusto si alternano a radure prative; la vegetazione è costituita quasi esclusivamente da specie autoctone quali il leccio (Quercus ilex L.), il cipresso (Cupressus sempervirens L.), l'alloro (Laurus nobilis L.), il bosso (Buxus sempervirens L.), la fillirea (Phillyrea latifolia L.), il pungitopo (Ruscus aculeatus L.) associate ad altre specie forse di origine spontanea (l'acero campestre – Acer campestre L., l'orniello – Fraxinus ornus L., il maggiociondolo – Laburnum anagyroides Med.).
La Villa è circondata da un vasto prato, disseminato di piante isolate fra le quali alcuni esemplari di Kolreuteria paniculata Laxm., mentre addossata alla villa, e sostenuta da un elegante 'berceau' in ghisa e vetro, cresce una secolare pianta di rosa banksiana (Rosa banksiae R.Br.), che all'inizio della primavera si copre di migliaia di minuscoli fiori gialli; uniche concessioni, insieme a qualche arbusto di lillà (Syringa vulgaris L.), al gusto ottocentesco per le piante esotiche.

Il parco agricolo

La vocazione prettamente utilitaristica e rurale di quest'area si è mantenuta quasi inalterata nel tempo dal Medioevo al XX secolo. Ancora nel 1935, come dimostrano le foto aeree dell'epoca, la zona presentava la caratteristica sistemazione collinare a terrazze coltivate ad olivi (Olea europaea L.), mentre la copertura di altofusto era quasi esclusivamente limitata all'area sommitale pochi esemplari di leccio (Quercus ilex L.) ed una rovere (Quercus petrea Liebl) sono tuttora esistenti.
Il parco agricolo è percorso da un viale di collegamento che un tempo era impreziosito da una ricca collezione di azalee (Rhododendron sp. cv.) in vaso. Il recente restauro ha creato un frutteto “nano” secondo una tradizione di origine cinquecentesca e ha recuperato anche il tunnel di glicini (Wisteria sinensis) e ortensie (Hydrangea). 

 

L'ingresso al Giardino Bardini è da Via dei Bardi 1 rosso e da Costa San Giorgio 2, Firenze.

Fondazione Parchi Monumentali Bardini e Peyron promossa da Ente Cassa di Risparmio di Firenze 

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