Il 18 giugno 2010 il Museo Archeologico Nazionale di Ferrara ha riaperto al pubblico i propri Giardini, restituendo a cittadini e visitatori il piacere di frequentare l’unico esempio compiuto di giardino formale storico sopravvissuto a Ferrara. La riapertura è anticipata da una presentazione dei lavori di restauro curata dall’Architetto Matteo Pernigo, Direttore dei Lavori, poi il pubblico potrà finalmente passeggiare tra le siepi di bosso, il labirinto e il pergolato di rose illuminati da percorsi di fiaccole offerti dal Garden Club.

Il restauro
L’accurato lavoro di restauro ha riportato i giardini a nuova vita, mantenendo non solo l’impostazione storicizzata ma anche i percorsi geometrici, incluso il fondale con i monumentali cedri del Libano.
Restaurato anche il Giardino di Levante, cioè quel che resta dell’antico, splendido giardino rinascimentale: questo spazio esporrà al proprio interno i segnali tombali rinvenuti nella necropoli di Spina, costituiti da elementi lapidei provenienti da tutto il bacino del mediterraneo. Questa esposizione servirà anche a testimoniare le rotte commerciali dell’emporio spinetico.
Per acquisire un quadro conoscitivo preciso e dettagliato, il restauro vero e proprio è stato preceduto da una serie di indagini a tappeto. Le analisi archeobotaniche e palinologiche hanno restituito interessanti dati sulle specie vegetali presenti nell’area nel corso dei secoli; studi agronomici condotti grazie ad una convenzione di collaborazione con il Comune di Ferrara, hanno consentito di ricostruire un quadro completo dello stato vegetazionale e agronomico; saggi archeologici hanno restituito nuovi importanti dati e conferme sulle strutture antiche e sugli impianti storici.
Il Giardino di Palazzo Costabili, quello attuale a mezzogiorno, costituisce l’unico esempio compiuto di giardino formale storico superstite a Ferrara. Non si tratta, in realtà, dell’originale giardino rinascimentale ma di una simulazione, un esercizio di stile realizzato negli anni Trenta, in occasione dei lavori di restauro del complesso, in un’area che corrispondeva in parte con gli antichi orti del Palazzo. Il giardino di rappresentanza vero e proprio era invece situato lungo la Via della Ghiara, a levante del Palazzo Costabili. Di questo giardino non rimane che un piccolo brandello e la memoria storica, testimoniata dai documenti e da vedute antiche.
Il giardino di mezzogiorno ha subito, soprattutto negli anni cinquanta, numerosi interventi e l’impianto di specie arboree e arbustive incongrue, dettato più da mode e gusti del momento che da un vero progetto.
Lo stato dell’impiantistica era obsoleto, la necessità di grandi manutenzioni non era commisurata alle risorse umane del Museo ed alcuni alberi avevano mostrato preoccupanti segni di degrado.
Per questi motivi la Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici dell’Emilia-Romagna ha deciso di utilizzare parte dei Fondi Lotto 2004-2006 per un intervento finalizzato ad una valorizzazione degli spazi verdi del museo che ha permesso, oltre al restauro dei valori storici e formali, anche una ottimizzazione delle risorse di manutenzione.
Il progetto è stato elaborato dall’architetto Maria Luisa Mutschlechner in collaborazione con specialisti di molti settori e con il contributo dello Studio Associato Pangea di Padova.
Il Comune di Ferrara ha partecipato alla fase preliminare di valutazioni e rilevi agronomici.