L’arte dei giardini somiglia straordinariamente alla poesia: il poeta fa con le parole ciò che il giardiniere fa con le piante, i fiori, le acque. 

Il pensiero corre al Vittoriale degli Italiani, la cittadella di Gardone Riviera dove Gabriele D’Annunzio approda nel 1921 per poi stabilirvi la sua ultima dimora concepita, con l’aiuto dell’architetto Gian Carlo Maroni, come mausoleo della sua avventura di artista ed eroe.

Collezionista e arredatore d’eccezione, il poeta progetta nel dettaglio la scenografia stravagante della sua abitazione, la Prioria, dove sono raccolti migliaia d’oggetti d’arte, ceramiche, argenti, tappeti.

Al pari degli interni anche i nove ettari di verde digradanti sul lago sono oggetto di un accuratissimo allestimento d’autore.

 

Natura e Arte si rivelano più che mai un unico “dio bifronte”, tra apparizioni, simbologie, prospettive curiose, esaltate da una profusione di oleandri, palmizi, acanti, rododendri, molti cipressi e ulivi tra siepi di lauro e mirto, mentre la geometria delle terrazze di un’antica limonaia convive a sorpresa con la sensualità di un roseto. Fruttifica ovunque il melograno, che d’Annunzio elegge a suo emblema di vita e che nel Frutteto viene celebrato nell’opulenta scultura della Canefora di Napoleone Martinuzzi.

Inquadrato in una incredibile cornice naturale sorge un arioso Anfiteatro all’aperto, oggi sede di una prestigiosa stagione teatrale estiva.


D’Annunzio è anche l’eroe della Grande Guerra, la cui esperienza militare è illustrata nel Museo della Guerra allestito nell’ala della Prioria detta Schifamondo.

Anche nel verde prendono posto le memorie epiche della Storia: dai massi discesi dai monti delle grandi battaglie al Motoscafo MAS della celebre “Beffa di Buccari”; dai Giardini Privati con l’invenzione scenografica di fusti di 17 colonne, simbolo di altrettante gesta gloriose, al bosco sacro, chiamato Arengo, dove D’Annunzio celebrava con i compagni più fedeli i riti commemorativi o iniziatici dell’esperienza di guerra. E dall’Arengo l’occhio è irresistibilmente sospinto verso l’apparizione più sbalorditiva: la prua metallica della nave da guerra Puglia, incastonata nella collina e protesa verso le acque del lago.