Il Governo accoglie l'appello di FAI e WWF ed esclude dal “maxiemendamento” della Manovra finanziaria l'applicazione della Segnalazione Certificata di Inizio Attività (SCIA) per i casi in cui ricorrano vincoli ambientali, paesaggistici o culturali. Soddisfazione delle due associazioni ambientaliste che rimangono però critiche nei confronti della introdotta Segnalazione Certificata.

 

Sostituire la “Dichiarazione di Inizio Attività (DIA)” con una semplice autocertificazione, la Segnalazione Certificata di Inizio Attività (SCIA), che permetta a chiunque di edificare anche in aree vincolate e protette senza dover aspettare alcun permesso. E' quanto prevedeva l'emendamento alla Manovra finanziaria presentato dal Senatore del Pdl, Antonio Azzollini, verso il quale si era immediatamente alzata la voce di FAI e WWF. Le due associazioni ambientaliste avevano lanciato un appello al Governo e al Ministero per i Beni e le Attività Culturali affinché l'emendamento fosse “rifiutato con sdegno civile”.

L'appello, con soddisfazione delle associazioni, è stato subito raccolto dal Governo, che ha deciso di escludere l'applicazione della SCIA per i casi in cui ricorrano vincoli ambientali, paesaggistici o culturali. In questo modo, diversamente da quanto prevedeva l'emendamento originale, non si potrà più costruire case, alberghi, ipermercati in aree paesaggisticamente vincolate e in aree protette come per esempio parchi nazionali e riserve naturali, senza acquisire alcun permesso.

La SCIA si potrà utilizzare invece per tutti gli altri casi: chiunque, facendosi garante dell'osservanza delle regole, potrà iniziare i lavori nelle aree previste senza dover attendere un pronunciamento della Pubblica Amministrazione locale. L'emendamento, spiega la Presidente FAI, Ilaria Borletti Buitoni, sarebbe stato un “vero e proprio delitto nei confronti del nostro retaggio culturale” e avrebbe portato a una “imminente distruzione del paesaggio italiano”.

Secondo FAI e WWF, la proposta conteneva peraltro evidenti elementi di incostituzionalità, perché la libertà d'impresa e la semplificazione amministrativa non possono, secondo quanto più volte ribadito dalla Corte Costituzionale, prevalere rispetto a un principio supremo dell'ordinamento costituzionale qual è l'art. 9 della Costituzione italiana sulla tutela del Paesaggio e del patrimonio culturale del Paese.

I presidenti di FAI e WWF, Ilaria Borletti Buitoni e Stefano Leoni, pur rimanendo critici nei confronti della introdotta Segnalazione Certificata, ringraziano il Governo, e in particolare il ministro Bondi, per aver accolto l'Appello congiunto di FAI e WWF evitando così di inferire una ulteriore gravissima e irreparabile ferita alla tutela del territorio.
 

 

www.fondoambiente.it