Resiste benissimo al freddo e fiorisce in marzo-aprile. 

Lo si utilizza nei giardini o in vasi e ciotole su balconi e terrazzi.

Il muscari ha, come organo sotterraneo, un piccolo bulbo chiaro, non più largo di 2 centimetri.
Anche i suoi fiori sono molto piccoli, simili a campanelline panciute. Osservateli con un lente di ingrandimento: sono incantevoli, dei veri e propri minuscoli gioielli, dai dettagli perfetti.
Azzurri, blu, violetti o bianchi, sono riuniti in un’infiorescenza conica e compatta, chiamata comunemente spiga, sorretta da uno stelo alto da 10 a 20 centimetri, sottile e nudo, poiché le foglie, lineari e simili a lance in miniatura, che i botanici definiscono infatti lanceolate, di colore verde scuro, spuntano tutte alla base dei gambi, formando un fitto ciuffo.

Colori e varietà
A una prima occhiata i muscari si assomigliano un po’ tutti, ma a osservarli meglio ci si accorge che Muscari armeniacum, il più noto, ha i fiori azzurro intenso. Muscari latifolium ha foglie più larghe e fiori che, quando si aprono, da azzurri diventano violetti. Il Muscari ‘Blue Spike’, invece, ha le corolle doppie, per cui i suoi singoli fiorellini sono più grandi del normale, mentre le spighe di Muscari botryoides sono più lunghe di quelle degli altri. Impossibile confondere infine la sua varietà album, che ha fiori tutti bianchi.

Come si coltiva
Che li coltiviate in giardino o in vaso, i muscari danno pochi problemi, al punto che in piena terra in genere si inselvatichiscono, moltiplicandosi e fiorendo anno dopo anno senza alcuna cura. Si piantano in autunno, da ottobre fino a novembre, in terreno fertile, soffice e ben drenato, al sole o in mezz’ombra: troppa ombra, infatti, li spingerebbe a produrre più foglie a discapito dei fiori. Il terreno, però, dovrà essere sempre appena umido, fino a dopo la fioritura.

In giardino
Potete coltivare i muscari in primo piano nelle aiuole e nelle bordure in gruppetti nel prato, lungo i sentieri, nel sottobosco, ai piedi di alberi e arbusti, lasciandoli poi naturalizzare. Di grande effetto è anche l’usanza inglese e olandese di piantarli in una lunga e fitta striscia curvilinea: quando fioriranno, vi sembrerà un torrente d’acqua o la pennellata di un gigantesco e misterioso pittore. I bulbi vanno interrati a 5-8 centimetri di profondità, e a 5 centimetri circa di distanza uno dall’altro. Tenete conto che, per un buon risultato, ne occorrono tanti assieme: almeno 20 o 30 nelle macchie, da 50 a 150 per metro quadro per aiuole, bordure o strisce.

In vaso
Potete piantarli nei vasi in cui crescono già arbusti o piccoli alberi, per ottenere una macchia di colore all’inizio della primavera. Oppure, potete utilizzarli assieme ad altre bulbose dagli steli più alti, come giacinti, narcisi e tulipani, o da soli, in una ciotola o cassetta anche poco profonde. Utilizzate un terriccio universale alleggerito con un paio di manciate di sabbia di fiume. Innaffiateli e collocateli in un angolo del terrazzo soleggiato o in ombra leggera.

Le cure successive
Una volta piantati, nei periodi in cui non piove, dovete ricordarvi di innaffiarli con una certa regolarità, in modo da conservare il terreno sempre appena umido. Quelli coltivati in vaso andranno bagnati più spesso, perché, avendo meno terra a disposizione, si asciugano più in fretta. Attenzione al sottovaso: non lasciatevi ristagnare l’acqua, perché risalirebbe attraverso il foro sul fondo del vaso, rendendo il terriccio troppo umido e facendo, di conseguenza, marcire i bulbi.

Dopo la fioritura
Ai Muscari piantati nel prato, nel sottobosco e lungo i sentieri, non servirà granché: solo abbiate cura di bagnarli se non piove, finché le foglie non saranno appassite, poi rastrellatele via. Nel caso di quelli in vasi e aiuole, eliminate le spighe sfiorite; se volete estirparli, aspettate che le foglie siano ingiallite. Pulite i bulbi da terra e residui e conservateli durante l’estate in sacchetti di carta o cassette, al fresco e al buio, fino all’autunno successivo, quando potrete piantarli di nuovo.

La curiosità

In Italia i muscari sono detti anche muschini, pentolini e pian del cucco. Gli Inglesi li chiamano invece grape hyacinth, cioè giacinto-uva, in riferimento alla forma dei suoi minuscoli fiori. Ma taluni anche bluebells, cioè campanelle blu (di nuovo, a causa delle corolle), soprannome utilizzato anche per i giacinti selvatici, il che, come potete immaginare, genera una certa confusione. In ogni caso, sempre di bulbose si tratta.