In uno scritto dei primni anni del ‘900, Luigi Sturzo auspicava che la cultura generale si indirizzasse verso l’istruzione professionale agricola e artigianale, evitando però di creare solo insegnanti delle stesse scuole e cioè una classe chiusa senza contatti con la realtà.
La riflessione di uno dei grandi personaggi politici della storia d’Italia è utile per illustrare la storia dell’Istituto Tecnico Agrario F. Cucuzza di Caltagirone, città natale di don Sturzo.
Ancora più di oggi, Caltagirone negli anni dopo l’unità d’Italia era un grosso borgo eminentemente agricolo. Con 45.000 abitanti e 28.000 addetti all’agricoltura, rappresentava – alla congiunzione della piana di catania e di quella di Gela – un centro economico di rilevante importanza. Sono noti, infatti, gli avvenimenti che la videro protagonista sia per le prime manifestazioni sindacali agrarie e sia per la diffusione di originali forme di “affittanza collettiva”, grazie alla quale i soci di cooperative di lavoro assumevano collettivamente in affitto la conduzione di terre demaniali.
Le origini della scuola di Caltagirone nascono da un’ epidemia di colera che si sviluppò nel 1867, quando gli ammalati furono ricoverati nel locale convento dei Cappuccini. Cessata l’epidemia, fu necessario provvedere al mantenimento e all’istruzione dei giovanetti in gran parte rimasti orfani, e per tale scopo venne realizzato un “Asilo Agrario”, con annesso orto per le elementari pratiche agricole.
Visto il parziale successo dell’iniziativa, furono presi in affitto nove ettari adiacenti al fabbricato, con stalle e allevamenti di piccoli animali, che contribuirono così alla creazione nel 1877 della “Colonia Agricola”.
Successivamente, si ritenne opportuno dare una struttura stabile ed ordinata a tutta l’attività, istituendo la Regia Scuola Pratica di Agricoltura. Direttore della nuova istituzione venne nominato il professor Tommaso Simonetti. Nel 1883-84 gli allievi erano già 37, in prevalenza figli di contadini e di piccoli proprietari.
Nel 1924 la scuola venne trasformata in “Scuola consorziale Autonoma” e poi nel 1933, a seguito della riforma Gentile, in “Regia Scuola Agraria”. Nel 1948 l’Istituto cambiò ancora nome divenendo “Istituto Tecnico Agrario Regionale” e finalmente a partire dall’anno scolastico 1957/58, fu riconosciuto come “Istituto Tecnico Agrario Statale” con proprio statuto e sotto la direzione del professor F. Cucuzza, a cui l’Istituto oggi è dedicato.
L‘I.T.A.S. di Caltagirone opera attualmente su un’area geografica a sud est della Sicilia, denominata Calatino Sud-Simeto, che comprende 15 comuni: S. Michele, S. Cono, Mirabella Imbaccari, Grammichele, Mineo, Palagonia, Ramacca, Vizzini, Scordia, Militello V. C., Mazzarrone, Licodia Eubea, Raddusa e Castel di Iudica.
E‘ una zona vitale per tutta la Sicilia orientale che fino ad alcune decine d’anni fa è stata a vocazione agricola e ultimamente, grazie ai Patti Territoriali, ha visto il fiorire di attività legate alla salvaguardia dei beni naturali, dei prodotti tipici e del turismo. Sono nate così tante iniziative quali “la via dell’olio”, “la via del vino”, nonché tante aziende agrituristiche.
Il crescente interesse, inoltre, dei consumatori verso un’alimentazione più sana ha dato un forte impulso al biologico, ad un’agricoltura che tende a rispettare le esigenze di produzione e le richieste del consumatore. Puntare su uno sviluppo agricolo in tutti i sensi avanzato, sul biologico è l’obiettivo primario dell’Istituto per la formazione di personale qualificato, capace di tener conto delle richieste del mercato, di valorizzare i prodotti tipici calatini e promuovere lo sviluppo di una cultura agro-turistica.
Oggi, l’ITAS dispone di un’azienda agraria, ad uso didattico sperimentale, estesa circa 16 ettari ad indirizzo polivalente e due serre per le colture protette. L’attività didattica dell’istituto è rivolta in particolare all’introduzione nell’azienda delle nuove tecnologie agrarie: già dall’A.S. 2001/2002 è in funzione presso l’ITAS una serra attrezzata di bancali riscaldati, di nebulizzatore, di impianto di irrigazione computerizzato e di strumentazione atta a ricevere le piantine ottenute con la micropropagazione per la relativa fase di ambientamento.
Grazie a due grandi progetti, l’ Istituto possiede un'area con oltre 7330 essenze di specie autoctone quali sorbi, noci da legno, azeruoli, melicucchi, mentre su un’altra area, grazie alla convenzione con la S.O.A.T. n.24 di Caltagirone e l'Assessorato Agricoltura e Foreste della Regione Sicilia, sarà realizzato un campo di raccolta di germoplasma dell'olivo regionale, unico in tutta la Sicilia orientale, che permetterà la conservazione e produzione di cultivar in via di estinzione.

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