Non sempre i fiori grandi sono i più belli, qualche volta possono piacere anche quelli di ridotte dimensioni per la loro delicata struttura, per il loro gentile aspetto.
E il caso di Zenobia, un piccolo arbusto della famiglia delle Ericacee, originario dell’America settentrionale, simile a Pieris ma distinto da queste perché spogliante o quasi. Il genere Zenobia (a ricordo della Regina di Palmira) è molto piccolo e comprende due specie soltanto. Zenobia speciosa e Z. polverulenta; tuttavia c’è chi asserisce che la specie vera sia Z .speciosa, mentre Z. polverulenta sarebbe soltanto una varietà della prima.

Esemplari di Zenobia speciosa

Alto poco più di un metro, l’arbusto (che ha come sinonimo il nome di Andromeda) porta piccole foglie ovali talvolta semi-persistenti e glauche, ricoperte da una sostanza cerosa. Anche i fiori bianchi, che si aprono in giugno, riuniti in mazzetti od in piccoli grappoli, hanno l’aspetto ceroso e sono a forma di campanella, assai graziosi e simili a quelli del mughetto. Sono i rami lignificati dell’anno precedente a portare i fiori, e ciò deve essere tenuto presente al momento della potatura che, del resto, deve limitarsi alla esclusione del legno troppo vecchio.
Poiché si tratta di una Ericacea, ogni terriccio calcareo deve essere evitato nella coltivazione. Impiegare quindi terra di bosco e di erica, mescolate a sabbia e torba, e conservare le piante, specialmente nel periodo estivo, in ambiente fresco e semi-ombreggiato, con frequenti annaffiature.

È facile moltiplicare Zenobia per talee semilegnose fatte radicare in sabbia sotto cassone vetrato, ma pare che anche la semina possa dare buoni risultati, sempre che i fiori diano il seme.

Sarebbe bene che la sperimentazione si occupasse maggiormente di questo simpatico arbusto, cosi raro in commercio e tuttavia utilizzabile in tutte le zone dei Laghi prealpini, dove predominano terreni acidi di morena.