Piante spontanee alimentari nel parco nazionale del cilento e vallo di diano

Titolo: Piante alimentari spontanee nel parco nazionale del Cilento e Vallo di Diano

Come imparare a distinguerle a raccoglierle e ad utilizzarle

Autore: Dionisia De Santis

Dimensioni: cm 15.0 x 21.0

Pagine: 410

Prezzo: Euro 22,00

Associazione Zefiro Editore, giugno 2011

Il testo ha lo scopo di favorire, attraverso numerose immagini e schede descrittive, il riconoscimento e il possibile utilizzo di 120 specie diverse di piante alimentari spontanee. Ma, soprattutto, vuole essere un contributo volto a valorizzare la Biodiversità biologica e culturale del territorio cilentano. Un territorio, che proprio per la sua elevata Biodiversità, è stato riconosciuto dall’UNESCO Patrimonio Mondiale dell’Umanità.

Viviamo in un’epoca in cui si avverte sempre più la necessità di un cambiamento radicale, di una transizione culturale, ma un passaggio che deve avvenire necessariamente guardando al passato, per saper cogliere il positivo di quelle che sono state le antiche esperienze umane. E in questa ottica, le piante spontanee alimentari e il loro uso nel tempo, diventano uno spunto straordinario per meglio evidenziare le tante interazioni positive che esistono tra la forza creatrice della Natura e le azioni dell’Uomo; per evidenziare la vasta Biodiversità che si è creata da queste antiche relazioni.

È un Uomo, però, che non pretende di misurare in rapporto a se stesso la validità dei processi, giudicando quelle che sono e quelle che non sono le specie utili. Perché, stabilendo se stesso come misura, l’Uomo diventa solo il distruttore della Natura, e quindi di se stesso.

Oggi sappiamo che non esistono specie utili e specie inutili. Le cosiddette specie utili non avrebbero potuto evolversi e non potrebbero vivere, se non all’interno di associazioni vegetali, di ecosistemi naturali, complessi formati da tante altre specie che vivono in relazione tra di loro e con l’ambiente fisico. E sappiamo anche che ogni specie è unica e irripetibile, il risultato di una storia particolare, in un determinato ambiente altrettanto unico, selezionata attraverso innumerevoli meccanismi evolutivi, in un tempo lunghissimo, e che ognuna di esse è inserita in quel meraviglioso gioco di equilibri che regolano la vita di tutto il Pianeta. E di conseguenza l’estinzione di una singola specie è una perdita irreversibile, gravissima, che altera il metabolismo di tutto il Pianeta.

Ed ecco il punto nuovo della storia umana, un punto che non si è mai dato prima: il principio fondamentale della vita etica, che è l’amore, e il principio fondamentale della vita fisica, che è la conservazione, stabiliscono una significativa coincidenza. È la biologia che giunge a toccare il principio: ama il prossimo come te stesso. L’amore per l’uomo che passa attraverso il rispetto della sacralità della vita, in tutte le sue forme.