Villa d’Este, capolavoro italiano dell’arte dei giardini, patrimonio dell’umanità Unesco, con la sua impressionante concentrazione di fontane, ninfei, grotte, giochi d’acqua e musiche idrauliche costituisce un modello più volte emulato nei giardini europei manieristi e barocchi. Il prestigio del giardino aumenta ulteriormente se la sua bellezza viene considerata nel contesto paesaggistico, artistico e storico di Tivoli, con rovine come Villa Adriana e un territorio di forre, caverne e cascate.

 

Il cardinale Ippolito II d’Este, governatore di Tivoli dal 1550, fece rivivere qui i fasti delle corti di Ferrara, Roma e Fontainebleau, e rinascere la magnificenza di Villa Adriana. Dopo il 1560 si chiarì il progetto del pittore-archeologo-architetto Pirro Ligorio, poi realizzato dall’architetto di corte Alberto Galvani.

 

Lo splendido giardino, si estende a partire dalla facciata posteriore della villa, rispetto all’ingresso attuale del palazzo, ed è articolato fra terrazze e pendii, con un asse longitudinale centrale e cinque assi trasversali principali, collegando e raccordando con maestria le diverse pendenze del giardino, utilizzando uno schema architettonico tipico delle città romane. Ligorio sfruttò le vecchie mura urbane come contrafforti e risolse il problema dell’approvvigionamento della grande quantità d’acqua che occorreva per far funzionare tutte le fontane che aveva progettato, realizzando un sistema di tubazioni e una galleria lunga circa seicento metri, sotto la città di Tivoli, che adduceva l’acqua direttamente dall’Aniene fino ad una vasca: la portata era di ben 300 litri al secondo. Il risultato è solo in parte visibile ai giorni nostri, e i numeri sono sorprendenti: 35.000 m2 complessivi di giardini, 250 zampilli, 60 polle d’acqua, 255 cascate, 100 vasche, 50 fontane, 20 esedre e terrazze, 300 paratoie, 30.000 piante a rotazione stagionale, 150 piante secolari ad alto fusto, 15.000 piante ed alberi ornamentali perenni, 9.000 m2 di viali, vialetti e rampe.

 

Nella parte più bassa del giardino, sull’asse principale, vicina all’antico originario ingresso del Palazzo, si trova la Rotonda dei Cipressi: un piazzale a forma di esedra circolare, contornata da giganteschi alberi di cipresso secolari, che svettano maestosi verso il cielo. Sono forse fra i più antichi esemplari esistenti; completano il piazzale quattro basse fontane. La Rotonda offre una splendida e affascinante vista d’insieme del palazzo e del giardino, che tanto stupore doveva provocare nel cinquecentesco visitatore. Gabriele d’Annunzio dovette essere vittima della bellezza di questo piazzale, ricordandone, in un verso del suo “Notturno”, gli alti cipressi.

 

Quest’anno Villa d’Este a Tivoli ha avviato un’interessante iniziativa: “Martedì in Arte”, aperture straordinarie nell’ultimo martedì di ogni mese. Il prossimo 29 novembre ed il 27 dicembre Villa d’Este aprirà di sera con illuminazione delle fontane e del giardino, creando un’occasione di visita ed un’esperienza indimenticabile per i visitatori.

 

 

Per maggiori informazioni: www.grandigiardini.it Sezione Eventi oppure tel. 031-756211