moon trees

Nel nome della scienza, o di altro, gli astronauti hanno portato in orbita vari oggetti sin dai giorni dello Sputnik: nel 1971 l’Apollo 14 ha fatto fare qualche giro intorno alla Luna a un centinaio di semi, che sono tornati felicemente sulla Terra e poi piantati in vari luoghi degli Stati Uniti perché testimoniassero il grande passo compiuto dall’umanità e invitassero a guardare verso le stelle.

L’Apollo 14 è stato il terzo viaggio della NASA sulla Luna e i semi furono portati a bordo per valutare gli effetti dello spazio sulle specie botaniche, un esperimento frutto della collaborazione tra servizio forestale americano e la NASA; l’astronauta Stuart Roosa portò in orbita 450 semi di alberi di cinque specie: Pinus taeda, Platanus occidentalis, Liquidambar styraciflua, Sequoia sempervirens, Pseudotsuga menziesii. Altri semi di controllo vennero tenuti sulla Terra per un successivo confronto.

University of the South Moon Tree - Sewanee, Tennessee
University of the South Moon Tree – Sewanee, Tennessee

I semi, dopo aver girato intorno alla Luna per trentaquattro volte, furono riportati sulla Terra, dove gli scienziati determinarono la loro vitalità per valutarne gli sviluppi futuri, li fecero germinare e li tennero in osservazione fino a quando constatarono che i giovani alberi non presentavano differenze rispetto a quelli nati dai semi di controllo. Poichè negli anni ’70 l’esame del DNA non era usuale, non vennero condotte indagini genetiche.

Cinque anni dopo il viaggio dell’Apollo 14, nel 1976 un albero fu messo a dimora nel giardino della Casa Bianca per commemorare il bicentenario della nascita degli Stati Uniti; altri alberi furono piantati in luoghi particolarmente rappresentativi, altri ancora in centri della NASA, uno fu regalato all’Imperatore del Giappone, alcuni finirono in Brasile e in Svizzera. I Moon Trees (questo il nome che venne loro dato) in breve tempo divennero molto richiesti e si dovette far ricorso a semi nati dai primi alberi per soddisfare tutte le richieste, tuttavia quando l’euforia passò quasi nessuno ricordò dove fossero stati messi a dimora: nessuno, infatti, ne aveva tenuto una documentazione sistematica o aggiornata.

Oggi la Nasa ha creato un sito apposito, nel quale lo scienziato David Williams ha censito gli alberi di cui si ha conoscenza, di prima e di seconda generazione: i lettori sono anche pregati di segnalare gli alberi di cui sono a conoscenza e che non sono riportati in elenco.

In virtù di un rinnovato interesse, per celebrare il giorno mondiale della Terra nel 2009, a Washington, nel National Arboretum, è stato messo a dimora un Moon Sycamore (Platanus occidentalis), figlio di un albero originato dai semi portati sulla Luna da Stuart Roosa. Recentemente anche in Italia, el centro didattico scientifico del Parco Pineta di Tradate (VA), è stato piantato un Pinus taeda di seconda generazione, dono della figlia dell’astronauta dell’Apollo 14.