Giorni fa, alla Soms ABBA di Cairo Montenotte si è svolto un altro incontro sul tema attualissimo della città sostenibile.
Il Prof. Luigi Lagomarsino, docente di urbanistica alla facoltà di architettura di Genova ha illustrato come progettare senza consumare nuovo suolo e come migliorare le prestazioni energetiche degli edifici.

In questi ultimi anni, accanto a Findhorn e Greensburg, le due cittadine simbolo dello sviluppo urbano sostenibile, si stanno realizzando nuove soluzioni per città eco-compatibili, con una maggiore attenzione alla qualità della vita.

Sviluppo urbano, crescita economcia e sostenibilità  sono tre elementi che possono coesistere nel nostro presente e, soprattutto, nel futuro delle nostre città; si devono progettare strade, piazze e parcheggi verdi.

In un momento di crisi come quello attuale, una profonda revisione delle nostre città può costituire una prospettiva concreta di lavoro per molti: si devono reinventare le città, oppresse dal cemento, prendendo come esempio gli altri paesi europei che stanno riorganizzando interi quartieri residenziali in senso ambientale.

Ne è un valido esempio Vauban, una ex caserma di 38 ettari in un distretto di Friburgo, dove gli esperimenti urbanistici ecosostenibili hanno dimostrato la possibilità di realizzare una Città del Verde, cioè una città ecologica a dimensione umana.

Vauban, infatti, dimostra che quasi 5.000 abitanti possono vivere con poche auto (maggior uso di bici e mezzi pubblici) e in appartamenti costruiti con le moderne tecnologie del risparmio energetico. Espressione di una progettazione partecipata, il quartiere è nato e si è sviluppato sulla spinta di un gruppo di persone che già abitavano a Friburgo, ma che desideravano vivere in un quartiere a misura d’uomo e che hanno indirizzato i progettisti verso un modello abitativo che accogliesse le loro istanze e soddisfacesse le loro necessità.

Per costruire il quartiere sostenibile Vauban non è stato nemmeno necessario abbattere alberi secolari, anzi, le aree verdi sono state pensate e sviluppate insieme ai futuri residenti, così che molte strade e aree pubbliche sono a completa disposizione dei bambini.

Tutto il quartiere è dotato di elevati standard di riduzione dei consumi: un alto numero di unità abitative sono case passive, che producono più energia pulita di quanta ne abbiano bisogno, esiste un impianto di cogenerazione alimentato esclusivamente da trucioli di legno e gas naturale, agganciato alla rete del riscaldamento, la riduzione del 60% delle emissioni di CO2, è garantita dalla coibentazione e dall’efficienza dell’utilizzo del calore, la presenza di impianti solari è in crescita (a oggi sviluppano il 65% dell’energia prodotta). L’acqua piovana viene raccolta ed utilizzata per le case e per l’irrigazione del terreno.
E’ stata ridotta la presenza delle auto, mentre i pochi parcheggi sono situati al di fuori del quartiere, anche perchè il potenziamento dei mezzi pubblici ha permesso al 40% delle famiglie di non aver bisogno dell’auto (chi non utilizza il parcheggio gode di veri e propri incentivi economici) e i residenti praticano il car-sharing.