Il declino è stato particolarmente severo nelle regioni tropicali e subtropicali e nelle aree che hanno vissuto il maggior aumento della popolazione negli ultimi decenni: è questo il risultato di una ricerca condotta dal Consiglio Nazionale delle Ricerche francese e pubblicata sulla rivista Geophysical Research Letters.

Gli studiosi hanno realizzato la prima mappatura mondiale delle terre umide nel tempo, coprendo un periodo che va dal 1993 al 2007; il fattore che ha determinato i principali cambiamenti sarebbe stato l’impatto della popolazione sul ciclo dell’acqua.

Sebbene le zone umide costituiscano meno del 5 per cento della superficie terrestre, svolgono un ruolo fondamentale nelle attività umane, nella biodiversità e nel ciclo dell’acqua; producono circa un terzo del metano atmosferico, il più importante gas serra, e hanno una grande importanza nel trasferimento delle acque dolci continentali al mare e nel clima locale, poiché incrementano l’evaporazione. .

Studiando le rilevazioni satellitari, gli scienziati hanno scoperto che tra il 1993 e il 2007 le zone umide hanno cambiato molto la loro distribuzione, con forti modifiche soprattutto durante gli eventi legati a El Niño; il declino del 6 per cento negli anni 1993-2007 è stato localizzato soprattutto nelle regioni che hanno fatto registrare il maggiore incremento della popolazione.