Con il DPR 3/8/1968 n. 1255, gli agrofarmaci, denominati "Presidi sanitari", furono suddivisi convenzionalmente, in relazione alla tossicità per l’uomo e per gli animali domestici, in quattro classi tossicologiche, con pericolosità crescenti:- classe I, per i presidi sanitari più tossici, con riportati sulle etichette un teschio su tibie incrociate e la dicitura "veleno";- classe II, con riportate sulle etichette una croce di S. Andrea e la dicitura "nocivo";- classe III, con riportata sulle etichette la dicitura "Attenzione manipolare con prudenza";- classe IV, senza diciture specifiche sulle etichette.Attualmente, il D. Lgs. n.194 del 17/03/1995, che recepisce la direttiva 91/414 CEE, ha abolito la vecchia divisione in quattro classi tossicologiche sostituendola con la classificazione comunitaria che, dal punto di vista della tossicologia acuta, distingue i prodotti fitosanitari in molto tossici (indicazione di pericolo T+), tossici (T), nocivi (Xn) e irritanti (Xi). Le sostanze non pericolose per le quali non è richiesto nè simbolo nè indicazione di pericolo sono considerate non classificate. I prodotti ‘molto tossici’ e ‘tossici’ corrispondono alla vecchia I classe. I prodotti ‘nocivi’ corrispondono alla II classe; gli altri prodotti non classificabili come molto tossici, tossici e nocivi corrispondono alle vecchie III e IV classe. Le restrizioni già richieste con il DPR 3/8/68, n.1255 per i prodotti fitosanitari di prima e seconda classe tossicologica (patentino per l’acquisto, registro di carico e scarico per la vendita, nonchè detenzione in locale separato e sotto chiave, ecc.), competono ora unicamente ai prodotti fitosanitari Molto tossici, Tossici e Nocivi, corrispondendo i primi due all’abolita prima classe tossicologica ed i Nocivi all’abolita seconda classe tossicologica.