E’ il volume di acqua che viene erogato al terreno in occasione di ogni apporto di acqua irrigua con quei metodi che prevedono adacquamenti concentrati nel tempo e convenientemente intervallati tra loro. L’entità del volume di adacquamento deve essere tale da elevare il contenuto idrico del terreno da un valore minimo esistente nel terreno stesso prima dell’apporto irriguo (valore, detto punto critico colturale, al di sotto del quale non si vuole scendere affinchè le piante non abbiano a limitare la loro attività vegetativa riducendo la produzione) ad un valore massimo finale coincidente con la capacità di campo (al di sopra del quale l’acqua irrigua verrebbe perduta per percolazione).