Esploratorio Paesaggi Prossimi by Anna Lambertini – parte II

Sono cinque le parole chiave utilizzate nell’Esploratorio Prossimi Paesaggi per collegare i progetti selezionati e per comporre le stazioni tematiche dell’itinerario in video-proiezione, da esplorare come contenitori aperti di riflessione critica.
Multigreen, In between Green, Smart Green, Infill Green, Extreme Green: ispirate da concetti in uso nel dibattito sulla città contemporanea, queste 5 parole chiave invitano a ribaltare il punto di vista sulla città, per lasciar emergere in positivo tutto il sistema dei vuoti e permettere di considerare la componente vegetale come materiale privilegiato di costruzione nelle trasformazioni urbane.
L’obiettivo dell’Esploratorio a MADE expo 2012 tuttavia è di evidenziare come il fattore Green (inteso nella sua accezione più comune di sostenibile, ecologico o semplicemente verde) da solo non sia sufficiente per determinare un buon progetto di paesaggio: dalla micro alla macro scala, dalla dimensione del vuoto architettonico a quella territoriale, costruire paesaggi significa saper attivare sistemi di relazioni, nello spazio e nel tempo, e far emergere identità culturali, sociali ed estetiche.
La scelta di inserire Milano come unica tappa italiana nell’itinerario europeo di questa prima edizione dell’Esploratorio Paesaggi Prossimi è motivata dal legame con il MADE.
L’Esploratorio si propone infatti come un progetto aperto, nomade e mai finito: i ventidue progetti presentati al MADE 2012 costituiscono solo il nucleo iniziale di un catalogo multi≠GREEN.
Dopo decenni di anestetico verde attrezzato le città si rinnovano riscoprendo i valori dell’eterogeneità e della multifunzionalità degli spazi aperti e il loro ruolo strategico. Gli scenari europei indicano che per affrontare le sfide di una qualità urbana diffusa occorre creare non più verde generico, ma bei paesaggi quotidiani.
Parchi metropolitani, siti rigenerati e giardini di quartiere divengono espressione di identità molteplici e di una rinnovata attenzione alle dinamiche ecologiche.
In questa sezione: Atlantik Park (Santander, Battle i Roig arquitectes), Opfiker Park (Zurigo, Büro Kiefer landschaftsarchitektur), Shinkel Eilanden (Amsterdam, Buro Sant en Co landschaparchitectuur), Les Jardins des Grands Moulins (Parigi, Ah-Ah paysagistes), Centroparco (Milano, AG&P Architettura dei giardini e del paesaggio).
in between/GREEN Rileggere il ruolo degli spazi intermedi a tutte le scale, rendere percepibili le temporalità stagionali, creare sistemi integrati di spazi aperti: buone pratiche, riferimenti e idee per lavorare sugli interstizi interni agli isolati, i vuoti di margine tra i quartieri e tra gli edifici e, ad esempio, trasformare una superficie asfaltata in un giardino da abitare, una corte interna in un’oasi di biodiversità urbana, le strade di un quartiere in una rete di corridoi biologici.
In questa sezione: Giardini del Municipio (Schwalbach, Dutt&Kist Landschaftsarchitekten), Haute Deule River Banc (Lille, Atelier de Paysages Bruel-Delmar), Charlotte Garden (Copenaghen, SLA Landscape Architecture/Urban Design), Bürgerbogen (Lipsia, Häfner/Jimenez Büro für Landschaftsarchitektur).
smart:GREEN Progetti, azioni di cittadinanza attiva e strategie di riconfigurazione di vuoti e spazi aperti che utilizzano abilmente i tempi dell’attesa dei processi di trasformazione urbana per conferire, anche in forma temporanea, nuovi significati, ruoli diversi e inaspettate forme di uso a microspazi, luoghi comuni, margini e aree abbandonate. La presenza vegetale si rivela in una gamma insospettabile di idee di giardino, di estetiche della natura, di pratiche condivise per coltivare luoghi comuni e spazi viventi.
In questa sezione: Prinzessinengärten (Berlino, progetto-azione di Marco Clausen e Robert Shaw), ParkDesign (Bruxelles, biennale sulla gestione degli spazi pubblici), Jardin DeMain (Montpellier, Atelier Coloco), Culpeper community garden (Londra, progetto-azione della comunità locale).

infill»GREEN Per migliorare la qualità della vita nelle città è fondamentale riuscire ad aumentarne il capitale vegetale. Tecniche, progetti e suggerimenti per offrire alle piante maggiori opportunità di diffondersi nella realtà domestica e urbana e creare reti verdi: dai giardini verticali alle azioni di depaving, dal prato sul tetto alle tessere botaniche integrate nelle pavimentazioni, la popolazione vegetale viene invitata ad infiltrarsi negli edifici, a radicare ai loro piedi, a espandersi dentro e fuori le nostre case, gli ambienti di lavoro, i luoghi di incontro.
In questa sezione: Giardino verticale sede TechnoGym (Milano, Beretta Kastner architetti) Jardin du Palais du Rhin (Strasburgo, Digitale Paysage), Par(k)ing (Courtrai, Wagon Landscaping ), Que Dalle (Dunkerque, Wagon Landscaping), Mediacity (Salford, Manchester, Gibson and Gillespies).

extreme*GREEN Dalle sperimentazioni dell’arte urbana e del landscape design, dalla ricerca applicata, dalle pratiche di cittadinanza attiva, nuovi modelli progettuali, capacità di invenzione, provocazioni e immaginari poetici per nutrire la cultura del progetto dei paesaggi urbani prossimi.
In questa sezione: MFO Park (Zurigo, Raderschall Landschaftarkitekten), Jardin vertical envasado (Madrid, Luz Interruptus), Wind Wasser Garten (Lipsia, Rehwaldt Landschaftsarchitekten), Darsena Pioniera (Milano, progetto azione di associazione di cittadini).

L’Esploratorio è un progetto ideato da Anna Lambertini (La.St. Landscape/ Ricerca LUS), che ne ha curato i contenuti con la collaborazione di Tessa Matteini (La.St. Landscape). Contributi culturali e scientifici sono stati forniti da Anna Lisa Metta e Maria Livia Olivetti (Ricerca LUS/Living Urban Scape Università di Roma 3, Programma FIRB finanziato dal MIUR www.livingurbanscape.org).


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