Acaena anserinifolia
Acaena anserinifolia

Uno dei segreti più facili da proporre per la realizzazione di un giardino in vero stile anglosassone – un segreto però che è tra i più difficili da mettere in pratica, condizionati come siamo dalla nostra tradizione giardiniera all’italiana – è quello, come scriveva Vita Sackville-West, di “infoltire, infoltire, infoltire ogni recesso o fessura”, ricoprendo ogni più piccola area di terreno con un tappeto appropriato. A tale scopo, esperti e manuali hanno messo a punto una lunghissima lista di piante cosiddette tappezzanti – dalle comunissime edere e viole fino alle meno conosciute Arenaria o Mazus – che si prestano a svolgere questa funzione in modo egregio.

Una tappezzante, che da noi è ancora sottoutilizzata, ma che alcuni avveduti vivaisti stanno incentivando mediante la produzione di diverse specie, è Acaena, una rosacea davvero graziosa e dalle prestazioni sorprendenti.
Il genere Acaena comprende attualmente un centinaio di specie originarie in particolare dell’emisfero meridionale della Terra, con netta prevalenza di quelle provenienti dalla Nuova Zelanda e dall’America del Sud. Per quanto riguarda l’emisfero nord, invece, Acaena vivono in America centrale, Messico, California e Hawaii.

Introdotte in Europa fin dagli anni Venti del secolo passato, esse si sono anche naturalizzate, come Acaena anserinifolia, che non è difficile trovare qua e là in Inghilterra e in Irlanda. Sono piante che possiedono fusti a base legnosa pressoché striscianti, anche se per un tratto non lungo, quasi prostrati, rizomatosi e dotati di una grande facilità a ramificarsi. Le foglie, spesso sempreverdi, sono alterne e imparipennate, formate da foglioline a margine dentato dal colore verde, che però in più di un caso vira verso l’azzurro o l’argento, a causa di una folta pelosità.

Frutto di Acaena anserinifolia
Frutto di Acaena anserinifolia

I fiori sono molto piccoli, quasi insignificanti a motivo dell’assenza assoluta di corolla, raccolti in capolini o in spighe ascellari; molto più interessanti sono invece i frutti e in modo particolare quegli ‘aculei’ barbati, che in molti casi avvolgono gli acheni e che possono vagamente ricordare, in formato ridotto le infruttescenze degli anemoni di montagna o dei Geum.
Da un punto di vista botanico, il genere Acaena può essere suddiviso in due categorie, distinguendo appunto fra le specie dotate di capolini globosi o, al contrario, di spighe cilindriche interrotte, anche se sotto un profilo strettamente pratico è forse più semplice operare una ripartizione fondata sul colore e sulle dimensioni delle foglie.

Fra le specie caratterizzate dal colore azzurrastro o grigiastro, la più nota è Acaena anserinifolia, neozelandese e australiana, che in natura vive mescolata tra fasci di erbe alte, dalla pianura alla montagna. Il fusto principale è robusto e legnoso a maturità, alto sino a 1 metro, con rami lunghi una decina di cm e foglie con 9-13 segmenti. Il colore di queste ultime è solo apparentemente argenteo – grazie ai lunghi peli che le ricoprono – mentre in realtà è di uno strano verde-marrone. I capolini, portati da peduncoli della lunghezza di 10 cm, sono sferici e larghi 135 cm, compresi i famosi aculeii, di colore marrone o giallastro con alcune sfumature rosse.

Un tono ancor più accentuatamente metallico possiedono le foglioline di Acaena adscendens (chiamata anche A. affinis o A. decumbens), che vive nell’area della regione di Magellano e nelle Isole Falkland.
Provvista di un fusto principale pressoché legnoso e piuttosto robusto, la pianta forma tappeti larghi anche più di mezzo metro, con foglie di 6-12 cm colorate di grigio-azzurro sopra e più biancastre sotto.

Acaena adscendens
Acaena adscendens

Non meno attraente è Acaena magellanica, spontanea nei vasti territori meridionali di Cile e Argentina (Patagonia e Tierra del Fuego). I suoi fusti principali, spessi fino a 7 mm, sono pressoché legnosi e decombenti, solo raramente radicanti. Le foglie sono lunghe fino a 5 cm, di un chiaro grigio-verde, composte di 11-15 foglioline o anche più, con margini dentati profondamente e regolarmente.

acaena-magellanica
Acaena magellanica

Dotata di un fusto strisciante anche sotto terra e radicante, lungo circa mezzo metro, è Acaena buchananii, originaria della Nuova Zelanda dove cresce sulle montagne tra grossi ciuffi d’erba o anche sulle ghiaie dei fiumi. Le sue foglie, lunghe 2-5 cm e con 11-13 segmenti, hanno un colore grigio-verde non troppo intenso ma luminoso: ogni fogliolina, di forma oblungo-obovata, è pelosa sotto e ha un margine fortemente inciso. I capolini, quasi sessili e larghi fino a 2,5 cm, presentano setole che dapprima sono di un verde giallastro, poi diventano giallo-marrone alla fine dell’estate.

Acaena buchananii
Acaena buchananii

Un’ultima pianta contraddistinta dalle variazioni cromatiche delle foglie sui toni dell’argento e del grigio-azzurro è Acaena ‘Blue Haze’, i cui fusti principali sono robusti, decombenti, solo raramente radicanti, pronti a formare tappeti larghi fino a 1 metro. Le foglie, lunghe 3-10 cm e con 9-15 segmenti, presentano margini profondamente incisi e orlati da un’ombra sottile di rosso-violetto o bronzo. I capolini sono globosi e, al momento della fruttificazione, hanno un diametro di circa 2 cm, con aculei corti e rossastri. L’origine di questa pianta non è nota, anche se spesso è stata inserita nel gruppo di A. adscendens, oppure vista come un ibrido di origine pressoché ignota, ma con il quasi certo coinvolgimento di A. glabra. Alcuni avanzano anche l’ipotesi che essa non sia affatto un ibrido, ma una delle numerose forme sotto cui si presenta A. magellanica, a cui è davvero molto affine.

Acaena 'Blue-Haze'
Acaena ‘Blue-Haze’

Fra le specie provviste di foglie più risolutamente verdi primeggia, senza dubbio, Acaena novae-zealandiae, che nella sua terra d’origine è solita vivere tanto nelle praterie di montagna quanto negli spazi aperti di pianura. I suoi fusti principali sono forti e sempre più legnosi con il procedere degli anni, striscianti e radicanti sino a una lunghezza massima di circa 1 m. Le foglie sono lunghe 5 -10 cm e hanno 11-15 segmenti di forma arrotondata, con margini dentati in modo regolare, il cui colore varia fra il verde brillante della pagina superiore e quello più pallido della pagina inferiore. I capolini delle infruttescenze sono decisamente vistosi sia per il colore (gli aculei sono di un bel viola scuro) sia per le dimensioni (sino a 3,5 cm di diametro), anche perché sorretti da fusti alti una decina di cm.

Acaena novae-zealandiae
Acaena novae-zealandiae

Anche Acaena caesiiglauca, pure neozelandese, ha foglie di 3-5 cm, di un verde chiaro sopra e più grigio sotto, a causa della presenza di un fitto strato di peli setosi. Nel complesso, questa specie ha caratteri un po’ simili a quelli di A. novae-zealandiae, ma quasi sempre con dimensioni inferiori, tranne che nel peduncoli delle infruttescenze, alti una quindicina di cm. A questo proposito, va senz’altro citata un’altra specie, Acaena splendens, i cui fusti fioriferi possono alzarsi dal suolo anche per 25 cm, apparendo cosi come lunghe antenne emergenti da un basso tappeto di foglie; queste ultime possiedono segmenti con margini crenato-dentati, mentre il fusto principale tocca i 100 cm di lunghezza e il capolino ha un aspetto più cilindrico che non globoso.

Acaena splendes
Acaena splendens

Non rimane ora che accennare alle specie che mettono in mostra foglie di altro colore, perlopiù bronzeo o marrone: la più importante fra loro è certamente Acaena microphylla, che vive in Nuova Zelanda, nelle praterie e nei campi erbosi, ma anche fra le ghiaie dei fiumi di montagna. I fusticini sono abbastanza sottili, striscianti e radicanti fino a una sessantina di cm; le foglie sono piuttosto piccole – non più di 3 cm – composte di 7-13 segmenti rotondi a margine dentato. I capolini delle infiorescenze hanno un aspetto globoso, con antere bianche, mentre le infruttescenze sono provviste di aculei di un bel rosso vivo, su peduncoli di appena 1-2 cm.

Acaena-microphylla
Acaena microphylla

Questa pianta, inoltre, dispone di un corredo di numerose sottospecie di origine naturale, fra le quali è stata a lungo inserita una forma che invece oggi viene riconosciuta come specie a sé, Acaena inermis: essa è molto simile ad A. microphylla soprattutto nel fogliame, anche se la lunghezza della singola foglia può toccare i 5 cm. Il colore bronzeo-marrone che caratterizza questo gruppo di piante risulta particolarmente evidente in una bella cultivar, A. m. ‘Kupferteppich’ che, soprattutto al termine dell’inverno, si esprime con una tinta rosso-mattone particolarmente accentuata.

Acaena-Kupferteppich
Acaena microphylla ‘Kupferteppich’

Come già si è accennato, le Acaena sono coltivate e apprezzate in virtù delle loro qualità di formidabili tappezzanti, dal momento che, se le si lascia libere di espandersi, sono in grado di coprire vaste porzioni di terreno. Per lo stesso motivo, al contrario, è bene non utilizzarle nei giardini rocciosi di dimensioni troppo modeste, così come è necessario ricordare che non tutte le specie raggiungono i risultati voluti: tuttavia, sul mercato italiano sono poste in vendita solo le piante più belle e più efficaci come tappezzanti. Tutte le Acaena raggiungono il massimo della loro bellezza se poste in pieno sole o anche in mezz’ombra, mentre una maggiore tolleranza mostrano per la qualità del suolo, che tuttavia non dovrebbe essere troppo pesante, compatto e umido. Anche nei confronti delle temperature invernali non ci sono problemi, dal momento che le specie più comuni sopravvivono fino a -15°C, sia pur perdendo le foglie, che a temperature più elevate rimangono sempreverdi.

La moltiplicazione avviene per divisione dei fusti radicati o anche tramite semina autunnale o primaverile. Non va scordato che le Acaena, oltre che come tappezzanti, possono essere impiegate utilmente anche come rampicanti, facendole correre su fili, magari addossati a pareti, oppure per riempire gli spazi interposti fra le lastre delle pavimentazioni da giardino. Nella loro funzione primaria, esse sono adatte anche per ospitare tra il loro fogliame gruppi di bulbose; un altro bel modo di valorizzarle le vede accompagnate da esemplari di Hebe, come H. armostrongii o H. pinguifolia.

 

Acaena inermis purpurea
Acaena inermis ‘Purpurea’

Propagazione di Acaena (a cur DI Barbara Descovich)

Il genere Acaena comprende numerose specie di erbacee perenni anche se alcune si possono considerare piccoli arbusti. Molte hanno un portamento strisciante: i fusti si sviluppano sulla superficie del terreno (alcuni sono rizomatosi) e da questi si dipartono numerose radici e nuovi germogli tanto da coprire ampie superfici in breve tempo. Grazie alla facilità e alla spontanea capacità di formazione di radici avventizie, da molte delle specie di Acaena si possono ottenere nuovi esemplari mediante la moltiplicazione vegetativa, sia con la divisione dei cespi sia mediante il taleaggio dei fusti. Tale metodo permette di ottenere nuovi esemplari identici alle piante madri, in tempi ristretti e con mezzi limitati.
Questo genere si può propagare con ottimi successi anche con la semina senza che i semi subiscano particolari trattamenti per facilitare la germinazione. La semina si esegue in letto freddo, alla fine dell’estate (inizio settembre) o a fine inverno (inizio di marzo) con terriccio neutro, facendo particolare attenzione al drenaggio. La temperatura non dovrà superare i 20-25 °C e dopo circa due settimane si saranno sviluppate le prime foglioline. Non appena le giovani piante avranno generato almeno 3 o 4 nodi ed un apparato radicale sufficiente potranno essere ripichettate e messe a dimora in primavera (maggio). Non subiscono di solito danni da trapianto.
La divisione dei cespi si esegue prima della ripresa vegetativa, preferibilmente alla fine di febbraio oppure alla fine di agosto, prelevando dalla pianta madre – quei fusti più giovani o parti di essi in cui siano ben visibili le radici avventizie. Possono essere ripiantati direttamente a dimora senza particolari accorgimenti.