Al genere Allium appartengono tre specie comunemente coltivate nei nostri orti: la cipolla (Alllum cepa), l’aglio (Allium sativum) e il porro (Allium porrum), tutti forniti di bulbo.
L’aglio (Allium sativum) è una pianta erbacea, ormai naturalizzata nei Paesi mediterranei che, nella pratica orticola, è allevata come annuale.
La pianta è caratterizzata da un grosso bulbo composto da 8-14 bulbilli o spicchi arcuati, sessili, impiantati su un dischetto detto cormo. Le foglie sono basali, lineari acute, leggermente canaliculate; fusto (scapo fiorale) cilindrico alto 40-60 cm; spata univalva; fiori di colore bianco-rosato raccolti in una infiorescenza a ombrella.

Infiorescenza di Allium sativum
Infiorescenza di Allium sativum

La parte commestibile è costituita dai buibilli, ricchi di carboidrati caratterizzati dalla presenza di sostanze volatili che rendono il vegetale fortemente odoroso.

Clíma e terreno.

Coltura da clima temperato asciutto, l’aglio predilige terreni sciolti, ben drenati in quanto soffre in modo particolare della presenza di acqua, ben dotati di sostanza organica e di calcare.

Propagazione

La riproduzione avviene, in pratica, per bulbilli, utilizzando quelli della corona esterna che sono i meglio formati. Si hanno due momenti di semina: quello autunnale (ottobre-novembre) e quello di fine in inverno che è il più importante.

I bulbilli, posti nel terreno con la punta rivolta verso l’alto, vanno ricoperti con 3-5 cm di terra. Nei nostri climi il fotoperiodo non sufficientemente lungo impedisce spesso la fioritura o anche soltanto la maturazione del seme.

coltivare-aglio
I bulbilli (spicchi) vengono utilizzati per propagare l’aglio e vanno posti nel terreno con la punta rivolta verso l’alto

La coltura di questo ortaggio viene praticata su righe distanti tra loro 30-35 cm con una distanza sulla fila di circa 15 cm pari a un investimento per ogni mq di 20-25 piante.

Avvicendamento e consociazione

L’aglio non deve succedere a se stesso. Negli orti familiari viene frequentemente consociato con numerosi ortaggi quali lattughe, cavoli cappucci, ravanelli, sedano, carote, ecc.

Lavori di preparazione del terreno e concimazione

La somministrazione del letame (non oltre 100-200 q/ha), che deve essere ben maturo in quanto il letame fresco risulta dannoso, precede l’aratura. Fosforo e potassio antecedono la semina dei bulbilli. Le dosi di concimi minerali comunemente consigliate sono le seguenti: anidride fosforica 50 kg/ha, ossido di potassio circa 100 kg/ha, azoto circa 100 kg/ha. Il fosforo in dosi eccessive danneggia questa coltura. L’azoto è dato in copertura.

Lavori di coltivazione e irrigazione

Durante la primavera sono indispensabili frequenti scerbature e sarchiature per mantenere pulito il terreno dalle erbe infestanti, per arieggiare e, quando piove, favorire la penetrazione dell’acqua.
L’irrigazione normalmente non è praticata; si ricorre ad essa, ma sempre in modo limitato, solo nel caso di siccità prolungata.

Raccolta e conservazione

La raccolta principale avviene nel mesi di giugno-agosto quando le foglie sono secche. L’antica pratica di annodare le foglie della pianta giunta a maturazione è caduta in disuso. Prima dell’immagazzinamento le piante devono restare al sole ad asciugare.


La conservazione dei bulbi avviene in locali freschi, ben ventilati, non umidi, a una temperatura che non dovrebbe superare i 10°C. Buona è anche la conservazione in frigorifero alla temperatura di 0°C.