Achillea millefolium: dai campi alla cucina

Pianta erbacea perenne, spontanea nelle aree poco umide, aromatica e pelosa, che emana un leggero profumo di canfora.

Raccoglierò la verde Achillea cosicché la mia figura possa essere più piena… la mia voce più dolce… le mie labbra come il succo della fragola… ferirò ogni uomo, ma nessun uomo potrà ferire me.

Da un antico canto gaelico.

Nomi comuni: achillea, millefoglio, erba formica, erba dei tagli, erba del marchese.
Il nome del genere, Achillea, le è derivato dall’eroe omerico che, secondo la leggenda, avrebbe per primo scoperto, sotto la guida del suo maestro il centauro Chirone, le sue doti di pianta medicamentosa. Il nome specifico fa riferimento alle sue numerose, sottilissime foglie.
Appartiene alla vasta e cosmopolita famiglia delle Composite, piante in prevalenza erbacee con spiccata predilezione per l’areale del bacino mediterraneo.
Le Composite annoverano numerose specie commestibili, aromatiche, medicamentose ed ornamentali, molte delle quali largamente coltivate quali: carciofo, girasole, calendula, camomilla, lattuga, santolina, cardo ecc.

Pianta di Achillea millefolium

Le caratteristiche
L’Achillea è pianta erbacea, perenne, aromatica e pelosa, con fusto eretto, rigido e solcato, alta da 20 a 50 cm che emana un leggero profumo di canfora. Le foglie, portate su fusti ramosi, sono alterne ed oblunghe, 2-3 pennate e minutamente suddivise su di una robusta nervatura centrale. I fiori piccoli, bianchi o rosati, che si presentano raggruppati in densi corimbi compatti compaiono da maggio a tutto ottobre.
I frutti sono acheni piccoli, compressi e senza pappo. E’ molto comune in tutta Europa dove occupa i prati, i pascoli ed i margini di strade e sentieri, su terreni prevalentemente secchi.

Achillea a fiori rosa

Le proprietà
L’Achillea era ben conosciuta fin dalla più lontana antichità per le sue proprietà vulnerarie ed astringenti, per la cura delle ferite da arma da taglio e lacero contuse, cure che si praticavano con pomate ed unguenti, ottenuti mischiandola ben triturata a grasso animale od olio.
Possiede inoltre molte qualità toniche, stimolanti ed antispasmodiche che ne facevano una ottima pianta medicinale ben utilizzata nelle fitoterapie del passato. Alcuni principi attivi tossici, contenuti in tutta la pianta, quali achilleina, aspargina, tannino ecc. la fanno considerare blandamente velenosa, potendo provocare, se fortemente stropicciata sull’epidermide, reazioni ed infiammazioni di tipo allergico.
Le foglie dell’Achillea, usate in piccole quantità, possono essere consumate unite alle insalate come aromatizzanti od in aggiunta a minestre e minestroni, alle quali donano un sapore tutto particolare, mentre con i fiori essiccati si può preparare un ottimo infuso molto utile ai sofferenti di coliti ed emorroidi come decongestionante ed antispasmodico.
Solo le foglie basali vanno raccolte, in primavera, quando sono più grandi e più numerose e prima dello sviluppo dello stelo, avendo l’accortezza di tagliarle rasente terra senza danneggiarne la radice. In Irlanda era considerata “pianta magica”, utilizzata da fattucchiere e stregoni nella composizione di filtri e fatture ed ancora come pianta cosmetica nelle cure di bellezza.