Acquatiche: Ninfee

… ad esempio presenta il periodo di fioritura più lungo tra tutte le piante ornamentali, dato che inizia a schiudere le grandi corolle ai primi di maggio e continua a fiorire fino a settembre inoltrato. Alcune specie poi hanno la particolarità di aprirsi nel cuore della notte, offrendo la loro bellezza solo ai raggi della luna, per questo, in molte regioni dell'Asia, vengono chiamate 'lune d'acqua'. Contrariamente a quanto si crede, le ninfee sopravvivono benissimo ai geli dell'inverno e non crescono soltanto nelle calde acque tropicati. Famose sono quelle descritte da Boris Pasternak nel Dottor Zivago, e se sopravvivono ai freddi della Russia siberiana, non soffrono certamente da noi. Ovviamente ci si riferisce alle ninfee rustiche, resistentissime e quanto mai robuste. 

Tra le rustiche, che non temono assolutamente il gelo e svernano all'aperto anche sotto uno strato di ghiaccio, purché ci siano almeno 30 cm d'acqua, la più conosciuta è la N. alba. La N. candida, molto simile alla alba, cresce spontanea in Svezia e in Finlandia e da queste specie sono derivati ibridi con caratteristiche intermedie.

 

N. rustica 'Escarboucle', dal colore intenso e dagli stami enormi, attira gli sguardi e un colorato mondo di insetti impollinatori

N. rustica  'Sioux', per chi preferisce colori più delicati. E' disponibile nelle floricolture specializzate, da giugno fino ad ottobre

Le specie tropicali, originarie dell'Asia, dell'Africa e dell'America centrale, hanno bisogno di qualche riguardo in più e, durante i mesi invernali, i vasi di coltura vanno ricoverati in serra fredda, ad una temperatura di circa 10°C costanti, coprendo la superficie del contenitore di un leggero strato acqueo.

Le ninfee tropicali sono particolarmente decorative e i loro fiori, dalla rara bellezza, sono molto profumati e hanno colorazioni spesso insolite nella gamma degli azzurri, dei lilla e dei porpora. Tra le varietà più belle troviamo la N. capensis dai fiori di un brillante blu-azzurro e dalle foglie verdi, macchiate di scuro, originaria del Sud Africa e la N. stellata dal fogliame insolito e irregolare, diverso dalle consuete foglie tondeggianti, aperte fino al centro. Questa varietà, originaria dell'India e dell'Asia sud-orientale, ha fiori profumatissimi, color lavanda, con stami dorati. Molti ibridi derivati da queste specie, da coltivare solo in serra calda, fioriscono però solo nelle ore notturne o nelle prime ore del mattino.

Se si ricerca un colore molto particolare tra le tropicali, si può scegliere l'ibrido 'Dott. Cassina' creato da Manlio Calvisi di Perteole 'Udine', dalle corolle blu molto scuro. C'è comunque solo l'imbarazzo della scelta tra varietà bellissime come l'egiziana Lotus, una tropicale notturna dai fiori bianchi, o il cosiddetto loto delle pagode (N. rubra tropicale notturna) dalle corolle rosso acceso, o si può ancora scegliere la N. coerulea dai colori delicatissimi. Forse non tutti sanno che esistono anche ninfee cangianti che da gialle diventano rosse, dopo tre giorni di fioritura.

Quasi tutti conoscono la 'Victoria Cruziana', una tropicale dai fiori bianchi e le enormi foglie dal bordo rialzato, ma non è molto noto che questo ibrido discenda dalla ninfea gigante del Rio delle Amazzoni, le cui foglie misurano addirittura due metri di diametro e sono così resistenti che su di esse camminano grossi uccelli. Questa ninfea ha anche un'altra particolarità: le sue foglie, nella lamina inferiore, sono spinose, proteggendo così la foglia dai morsi dei pesci. Ma non è tutto: i suoi fiori nascono bianchi, attirando i calabroni, utili per l'impollinazione. Quando un calabrone entra nel fiore, esso si chiude imprigionandolo per 24 ore. Quando finalmente si riapre, l'insetto è completamente coperto di polline e, impazzito dalla prigionia, vola molto lontano, assicurando la colonizzazione della specie. A questo punto il fiore ha compiuto la sua missione e quindi diventa rosa, un colore a cui i calabroni non sono sensibili, e dopo un giorno muore, affondando nell'acqua.

 

N. rustica  'Alba Plenissima" è forse la varietà più richiesta tra le rustiche, per l'abbagliante bianco neve delle corolle

N. tropicale 'Victoria Cruziana'. Le grandissime foglie dal bordo rialzato sono molto decorative, ma abbisognano di un grande specchio d'acqua e i rizomi vanno ritirati in serra fredda nel periodo invernale

Tecniche di coltivazione

Coltivare le piante acquatiche è semplice; si accontentano di una terra dura, argillosa e ben concimata, stesa in uno spessore sufficiente e di un livello acqueo costante. Queste piante sono robuste, sopportano anche due mesi di disseccamento e non soffrono se vanga e rastrello puliscono le vasche.

Possono bruciare per troppa concimazione, ma per il resto è quasi impossibile farle morire.

I problemi di coltivazione si riducono alla presenza di qualche afide, eliminabile con un trattamento serale di appositi antiparassitari, rispettando con molta cura le dosi consigliate, in modo che il trattamento sia efficace, ma innocuo sia per le piante che per i pesci rossi che eventualmente nuotano nei laghetti. Si consiglia una esposizione che preveda almeno quattro ore di insolazione diretta ed è importante non recidere, in autunno, le foglie che devono marcire sulla pianta per conservare, fino all'ultimo, la loro funzione aerifera e di organo di riserva per il rizoma ibernante.

Generalmente ogni foglia di ninfea porta un nodo fiorale che produce un gran numero di fiori se la pianta è coltivata correttamente, ma anche il più disastroso dei giardinieri riesce, di solito, ad avere fioriture splendide. Le specie rustiche possono essere lasciate a svernare all'aperto in acqua, mentre le tropicali, come già detto, vanno ricoverate in serra fredda. Se si coltivano tropicali in zone a clima invernale rigido, è opportuno che siano piantate in vasi di terracotta, in modo da rendere più facile l'operazione di recupero autunnale. L'impianto dei rizomi delle rustiche in vasi, con terriccio ben concimato con letame maturo o con fertilizzanti molto ricchi, permette di mantenere limpida la superficie del laghetto; per evitare l'intorbidamento è sufficiente ricoprire la terra dei vasi con uno strato di ghiaia. Per facilitare la fioritura, estiva per le rustiche, è necessario sopprimere buona parte del fogliame e recidere le corolle sfiorite, che tendono ad affondare. Alcune specie tropicali possono fiorire anche d'inverno, se coltivate però in serra. Ospitare pesci rossi nei laghetti delle ninfee permette di creare un ecosistema ben funzionante, infatti essi si nutrono con voracità degli afidi neri che attaccano le ninfee e ripuliscono le piante da ogni eventuale parassita che le aggredisca.

Alcune ninfee si possono riprodurre cioè per talea di foglia, ma si possono riprodurre in generale per divisione dei cespi con molta facilità: è sufficiente estirpare i grossi rizomi delle vecchie piante e, con un coltello ben affilato, recidere i germogli laterali, provvisti di radici e di un apice vegetativo. Le sezioni possono essere internate nella stessa vasca o in altri laghetti, affondandole nella melma orizzontalmente, in modo che sporga l'apice. Gli specchi d'acqua che ospitano le ninfee devono essere ben soleggiati, con acqua poco corrente, affinché la temperatura si mantenga tra i 15 e i 25°C. La profondità dell'acqua può variare tra 10 e i 200 cm secondo le varietà e le specie.

Cenni di storia

Anticamente le ninfee, sia in Egitto che nell'America tropicale, erano considerate sacre per una particolarità: i fiori, ben aperti alla luce del sole, si richiudono all'avvicinarsi dei temporali e del buio. Molto diffuse nell'antico Egitto, compaiono spesso nei dipinti delle tombe risalenti anche al 3.000 a.C. Il nome deriva dal greco Nymphatos, cioè dedicato alla ninfa, ricordando colei che, secondo la leggenda, fu trasformata in fiore acquatico poiché amava bagnarsi in uno stagno.