Al Convegno SOS Agricoltura tracciata la strada per il rilancio



Un’agricoltura sana, multifunzionale, in grado di coniugare produzione di qualità e rispetto dell’ambiente e del carattere identitario del paesaggio. E’ l’identikit dell’agricoltura del futuro che emerge dal Convegno FAI “SOS Agricoltura”. Un settore oggi in crisi, che deve essere recuperato e rilanciato sulla base dei valori tradizionali e delle buone pratiche del passato se si vuole realizzare uno sviluppo economico sostenibile del Sistema Paese.

Qualcuno l’ha chiamato gli “Stati Generali” dell’agricoltura e forse è stato davvero così. Sono stati numerosi ed estremamente competenti i relatori del Convegno FAI “SOS Agricoltura” che si è svolto giovedì 18 novembre all’Aula Magna dell’Università di Bolognaesponenti delle Istituzioni, docenti universitari, studiosi ed esperti del settore. Tutti riuniti in una lunga giornata di lavori per trovare la giusta via per un rilancio dell’agricoltura italiana. Un settore oggi in grande crisi che però svolge un ruolo decisivo per uno sviluppo economico sostenibile del Sistema Paese e per la tutela del paesaggio come elemento distintivo dell’identità di un intero popolo.

E la strada è stata tracciata, in modo chiaro. Tutti d’accordo nel ritenere che il futuro dell’agricoltura non possa che essere legato al suo passato. Occorre cioè ritrovare e rilanciare le buone pratiche e i valori della tradizione: equilibrio tra paesaggio e coltivazione, riscoperta di un’agricoltura biologica e biodinamica al posto di quella intensiva puntando sulla qualità dei prodotti, sviluppo di una multifunzionalità in grado di offrire servizi ai cittadini, tutela della biodiversità, filiera corta, coinvolgimento dei giovani.

Una nuova agricoltura “sana” e sostenibile sarà in grado non solo di garantire la sicurezza alimentare, ma molto, molto di più: dalla tutela del paesaggio e dell’ambiente alla competitività economica garantita dalla qualità dei prodotti; dal presidio del territorio e quindi la prevenzione del dissesto idrogeologico alla tutela delle risorse naturali (aria, acqua, suolo); dalla lotta all’inquinamento attraverso l’assorbimento delle emissioni CO2 alla creazione di un turismo culturale di qualità.

La sfida non è certo semplice visto che il settore agricolo sta vivendo la peggior crisi degli ultimi sessant’anni. Per avere un’idea è sufficiente dare qualche dato: negli ultimi 10 anni le unità produttive sono calate del 27% e quelle con allevamenti del 50%; dal 2000 a oggi sono state chiuse 198mila stalle; il prezzo dei cereali è diminuito del 55% e quello del latte del 30%, mentre i costi di produzione sono aumentati del 33% per i cereali e del 21% per il latte; solo il 3% delle aziende a conduzione familiare è gestito da un giovane sotto i 35 anni.

Il messaggio ai cittadini e alle istituzioni è stato lanciato forte e chiaro durante il Convegno. Nell’attesa che esso sia raccolto soprattutto dalle seconde, poiché il rilancio dell’agricoltura deve passare anche attraverso una riforma della Politica Agricola Comunitaria (PAC), FAI, WWF e Associazione per l’Agricoltura Biodinamica stanno preparando un documento conclusivo che farà il punto su quanto discusso e sui prossimi passi da seguire.