Anthurium

          Dall'unione di due vocaboli del greco antico: «Anthos» = fiore, e «Urà» coda, con allusione allo spadice. Famiglia.: Araceae o Aroideae. Tribù: Photoideae o, secondo […]

 

 

 

 

 

Dall'unione di due vocaboli del greco antico: «Anthos» = fiore, e «Urà» coda, con allusione allo spadice.

Famiglia.: Araceae o Aroideae.
Tribù: Photoideae o, secondo altri, Anthurieae.
Specie: il numero di specie è imprecisato, ma certamente molto numeroso: alcuni Autori le fanno ascendere addirittura al 600, originarie delle foreste tropicali e umide dell'America. Sono tutte erbacee perenni, a foglia persistente, semiepifite. Lo stelo può essere breve o allungato con radici aeree.

Quello che comunemente è chiamato «fiore» è in realtà una inflorescenza che si divide in due parti: «spata», libera, più o meno concava, di color verde o diversamente colorata, sempre lucente come laccata, derivata da una foglia trasformata la quale all'inizio avvolge lo «spadice» (inflorescenza) che è cilindrico con fiori ermafroditi e sessili.
Per la formazione di vasi fioriti si impiegano due specie (o loro ibridi) di cui diamo qui una sommaria descrizione.

A. carneum Hort. – Origine orticola, 1874. Gli anthurium che i giardinieri coltivano e commerciano sotto il nome di A. andreanum Lindley (importato dalla Colombia nel 1876) sono in realtà tutti o quasi degli A. carneum e sue cultivar: è questo un ibrido orticolo ottenuto incrociando A. andreanum e A. ornalum Schott (pervenutoci dal Venezuela nel 1869). A sua volta questo ibrido è stato reincrociato con questo o quello dei genitori, al punto che oggi sarebbe molto difficile stabilire nelle varietà moderne il vero apporto dato dai singoli genitori. E' una pianta caulescente che, coltivata in piena terra, può raggiungere anche un metro e mezzo di altezza. Per la commercializzazione dei vasi fioriti si preferiscono le piante giovani.
A. scherzerianum Schott – Originario della Costarica, 1862. Pianta alta 40 cm circa, numerose foglie oblungo-lanceolate color verde scuro. Stelo fiorale ascellare che si erge sopra le foglie e termina con una spata di colore generalmente rosso e lo spadice giallo. Fiorisce tutto l'anno. Ha dato origine a numerose varietà che hanno sostituito completamente la specie tipica. La varietà bispathaceum è una forma curiosa: porta due spate invece di una. Altre varietà hanno spata di color bianco, rosa-arancio, bianco picchiettato di rosso, giallo, ecc.

Moltiplicazione
La moltiplicazione degli anthurium si fa per seme, margotta, talea di testa, separazione dei getti di base.

Seme. La moltiplicazione per seme si attua quando si vuol ottenere un gran numero di esemplari e quando non ha importanza riprodurre fedelmente una varietà. Le piante destinate alla produzione del seme si pongono in una serra non molto umida, badando di non spruzzare i fiori per non disturbare la fecondazione e la maturazione dei semi. I semi, raccolti, vanno liberati dall'involucro mucillaginoso e seminati, il più presto possibile, in terrine, impiegando un substrato formato da torba e muschio tritato in parti uguali. Le terrine, debitamente coperte, vanno collocate in ambiente con 25°C circa. La nascita avviene in 30-40 giorni. Quando le piantine hanno 3-4 foglioline si ripicchettano nel medesimo composto, singolarmente quelle di A. carneum e suoi ibridi, a gruppetti di 4-5 quelle di A. scherzerianum. Il substrato è molto povero, quindi le piantine vanno alimentate con concimazioni fogliari da farsi ogni 8 giorni.
Dopo 60-70 giorni dalla prima, si fa la seconda ripicchettatura, impiegando però il substrato indicato per la coltivazione.
Gli altri metodi di moltiplicazione sono impiegati specialmente per riprodurre A. carneum.

Margotta. Le piante alte, molto vecchie, defogliate alla base, si rinnovano per margotta. Appena sotto l'inserzione delle foglie si lega un pugno di muschio, che si avrà' cura di mantenere sempre umido. Quando le nuove radici si sono infiltrate nel muschio, si taglia la pianta appena sotto e si invasa.

Talea di testa. La talea di testa si fa negli stessi casi della margotta; lo stelo deve avere le radici aeree vegetanti e la pianta non essere troppo vecchia. La talea tagliata si invasa nello stesso composto della semina, e, fino a quando le radici non si sono ben sviluppate attorno al vaso, si deve tenere in ambiente confinato.

Separazione dei getti. Quasi tutti gli anthurium emettono alla base dei germogli. Quando questi germogli hanno fatto le radici e due tre foglie, la prima delle quali almeno della grandezza pari alla metà di quelle adulte, si staccano dalla pianta madre e si piantano in vasetti singoli come indicato per la talea.

Una bella composizione di fiori di Anthurium scherzerianum

Di tutte le sfumature dal bianco al rosso le spate di Anthurium andreanum

Coltivazione
Gli anthurium fioriscono tutto l'anno ma si può sfruttare la tendenza naturale della pianta a fiorire di più in inverno per avere vasi fioriti da dicembre a Pasqua. Sono piante semiepifite e richiedono perciò un substrato molto grossolano, organico e con una reazione pari a pH tra 5 e 6. Una buona formula è la seguente: una parte di torba, una parte di letame sfatto, una parte di polypodium tritato o sfagno, due parti di terriccio di bosco organico, due parti di foglia di faggio grossolana. Sulla parte superiore del vaso si tiene sempre uno straterello di muschio, che aiuta a risolvere il problema dell'alto grado di umidità costante di cui hanno bisogno le radici superficiali.
Le piante devono essere concimate di frequente per via fogliare e almeno una volta al mese anche per via radicale. I vasi non debbono mai. essere troppo grandi, di 12 cm per A. scherzerianum, di 14-15 cm per gli altri.

Temperatura – Luce – Umidità
Gli anthurium necessitano di una temperatura di 23°C. Si possono coltivare o mantenere anche a temperature inferiori, ma "crescono e fioriscono poco. Le esigenze non cambiano durante il periodo vegetativo.
La luce può essere limitata per A. scherzerianum, mentre per gli altri occorre una luce assai più abbondante. La luce dovrebbe provenire solo dall'alto, in modo che le foglie assumano una posizione eretta.
L'umidità deve essere molto alta, minimo intorno al 70%. Le piante vanno costantemente spruzzate. Le radici sono molto sensibili all'acqua stagnante e marciscono con facilità. Quindi il fondo dei vasi deve essere ben drenato e il bancale dove poggiano i vasi deve avere uno straterello di materiale grossolano (truciolo, granuli di argilla espansa, ghiaino, ecc.).

 

Anthurium scherzerianum bispathaceum