Assegnata la Zappa Nera al parco agrario peggiore

Italia Nostra presenta la quarta edizione dei ?Paesaggi Sensibili 2011: I Paesaggi Agrari



Un dossier con la classifica delle località maggiormente a rischio, le “zappe nere” assegnate da Italia Nostra ai casi peggiori, i luoghi storici da salvaguardare, ma anche i paesaggi di bellezza da preservare e le proposte di tutela e di conoscenza per uno sviluppo che vede al centro dell’economia del Paese un nuovo interesse per l’agricoltura sostenibile. Dopo la campagna 2010 dedicata ai paesaggi di costa, i “paesaggi sensibili” del 2011 individuati da Italia Nostra sono i “paesaggi agrari”. La rete dell’Associazione Nazionale per la tutela del Patrimonio Storico, Artistico e Naturale della Nazione, con le 200 sezioni sparse in Italia, i 16 coordinamenti regionali e le decine di migliaia di soci che vigilano costantemente sul territorio, insieme a tutti i cittadini, partendo dal primo censimento presentato oggi a Roma, alimenteranno la classifica dei territori più minacciati nel nostro Paese, luoghi ricchi di storia che rischiano di perdere la loro identità per l’attacco o l’incuria dell’uomo, zone deturpate, ma anche  località di estrema bellezza rimaste integre e da salvare.

Italia Nostra lancia un forte allarme rivolto alla politica e alle istituzioni, perché fermino lo sfruttamento dei beni comuni, riconsiderino il valore della terra e dei suoi prodotti, grande ricchezza del nostro paese e merce pregiata sulle tavole di tutto il mondo.

A fianco dell’associazione in questa battaglia si è schierata anche Coldiretti, la principale Organizzazione degli imprenditori agricoli a livello nazionale e a livello europeo.

«Da anni stiamo assistendo ad una devastazione incontrollata e dissennata del nostro paesaggio rurale – afferma Alessandra Mottola Molfino, Presidente di Italia Nostra. E’ necessario bloccare questo scempio perché il paesaggio, il nostro territorio, la nostra agricoltura sono una risorsa economica fondamentale per il nostro Paese. Il turismo, la produzione agricola, i nostri prodotti alimentari, insieme al nostro patrimonio storico e artistico rappresentano “il volto dell’Italia” nel mondo».

Se non verrà fermato il processo di devastazione che erode il territorio, il paesaggio agrario e agricolo del nostro paese rischia di scomparire. Ecco allora il monito forte di Italia Nostra: fermare tutte quelle azioni dell’uomo che ne stanno compromettendo non solo la bellezza ma anche la sua ricchezza, che è ricchezza del paese, bene comune di tutti gli italiani. Dopo il fallimento della economia tradizionale di mercato finanziario e la crisi mondiale che ne è conseguita, è sulla terra e sul paesaggio che bisogna puntare attraverso una politica economica europea che rivaluti il valore dell’agricoltura come risorsa fondamentale per l’economia. L’Unione Europea deve rivedere la PAC (Politica Agraria Comunitaria) attraverso investimenti forti nel settore che favoriscano lo sviluppo, l’occupazione giovanile per un ricambio generazionale e pongano fine all’abbandono che gradualmente ma costantemente da 50 anni a questa parte la campagna ha subito. Da sempre l’Italia è identificata con le sue vedute agresti, il suo paesaggio rurale, fonte di prodotti preziosissimi (olio, vino, verdure, pane, pasta, formaggi). Ma il processo virtuoso si sta inceppando: sempre meno campi sono dediti all’agricoltura, soppiantati da campi di pannelli fotovoltaici (energia al posto del cibo), attraverso l’edificazione dei terreni agricoli, attraverso lo sversamento di veleni che inquinano il territorio e contaminano i suoi prodotti. Italia Nostra dice basta alla violazione continua dei territori tutelati. L’edilizia, le energie rinnovabili devono essere promosse nel rispetto delle regole dell’ambiente e del paesaggio. Lo sviluppo deve essere anche culturale attraverso un’azione politica che promuova un’economia agraria sostenibile, che abbandoni il retaggio negativo che legava la povertà della terra, ma che ne faccia un valore importante, un nuovo modello di imprenditoria agraria che in grado di dare un contributo determinante all’economia del Paese.

Italia Nostra presenta in questa conferenza, e consegna alla stampa e ai cittadini, alcune forti denunce; ma anche le proprie proposte costruttive.

I pericoli di perdita dei paesaggi agrari e con essi della vocazione agricola dell’Italia, che abbiamo rilevato, sono molti:

  • i territori agricoli abbandonati, incolti, a rischio frane;
  • il cambiamento antropologico e sociale che ha messo in fuga i contadini e ha trasformato i loro figli in cittadini che si vergognano delle proprie origini; non ci sono più abitanti nelle campagne, ma quasi solo turisti e “utenti”;
  • i monumenti e le testimonianze storiche dell’agricoltura antica abbandonati e degradati;
  • l’inquinamento che devasta l’agricoltura con le discariche e gli sversamenti incontrollati;
  • il disprezzo e la perdita delle agro-biodiversità; cioè la tendenza delle aziende agrarie a standardizzare i processi produttivi e quindi alla semplificazione genetica degli agroecosistemi;
  • le leggi sbagliate (anche quelle europee) che hanno annullato le nostre colture specifiche;
  • la desertificazione e lo spreco dell’acqua; le bonifiche inutili;
  • i disboscamenti e gli incendi motivati da nuove costruzioni;
  • la rovina dei terrazzamenti (“le fascie” in Liguria) che sostenevano tutto il territorio collinare italiano;
  • le nuove destinazioni devastanti dei terreni un tempo fertili che oggi si trasformano in centrali fotovoltaiche, migliaia di ettari di “specchi ustori” che inaridiscono la terra;
  • le coltivazioni destinate alla produzione di energia e non più al cibo  o alle produzioni manifatturiere;
  • lo sfregio delle grandi infrastrutture, progettate/tracciate sulla carta senza riguardo alla morfologia agraria dei territori che percorrono;
  • la cementificazione dei grandi centri commerciali o delle infrastrutture per cosiddetti svaghi nei territori agricoli periurbani; una volta ricoperto di asfalto o di edifici il territorio agricolo sarà perduto per l’agricoltura e l’ambiente chissà per quante generazioni.

10 proposte positive di Italia Nostra per una economia agricola sostenibile:

  • ridare valore alla terra: la campagna è vita, è cibo, la terra vale per il futuro
  • più terra e zero cemento; basta mangiare la terra d’Italia o torneremo alla fame
  • sostenere gli agricoltori innovatori; i giovani e le famiglie che tornano alla terra;
  • ridefinire la distribuzione, invertendo il percorso produttivo per cui solo il 10% del prezzo pagato dal consumatore rimane nelle tasche dell’agricoltore
  • valorizzare i nuovi stili di vita per il risparmio energetico e l’economia sostenibile;
  • sostenere e finanziare i prodotti agricoli e alimentari di qualità e identitari dei nostri paesaggi;
  • incoraggiare le imprese che praticano i nuovi valori dell’economia sostenibile;
  • una nuova politica deve dare nuove regole e leggi in favore dell’agricoltura sostenibile; l’agricoltura, infatti, appare oggi il sistema che, meglio di altri, può assumere e potenziare le varie funzioni necessarie ad assicurare la sostenibilità ambientale che l’intera umanità cerca di raggiungere; l’agricoltura deve essere sostenuta in tutti i modi perché sarà in futuro il perno non solo della catena alimentare, ma anche della gestione consapevole di una quota significativa della superficie terrestre;
  • recuperare, conservare, rigenerare la biodiversità; e sostenere le ricerche sulla biodiversità: un valore per la ricerca e una risorsa per la medicina e le biotecnologie;
  • i paesaggi si difendono riattivando in forme nuove le pratiche colturali, sociali ed economiche che hanno contribuito alla loro costruzione e possono ancora contribuire a tenerli in vita o a trasformarli in maniera coerente con il loro contesto.

Numerose le segnalazioni documentate ad oggi: non semplici foto/denuncia ma schede scientifiche nelle quali si segnalano perfino le scelte di economia sostenibile per l’agricoltura, per il turismo lento (quello che Italia Nostra chiama il turismo “bello, lento e gentile”).

Le segnalazioni dei nostri soci sono organizzate in 4 sezioni:

  • Monumenti e paesaggi agrari storici
  • La classifica dei paesaggi a rischio, l’attacco al paesaggio agrario italiano: “le zappe nere!
  • Il volto dell’Italia”: i paesaggi della bellezza
  • Le nostre proposte per salvare i paesaggi agrari

Al termine della mappatura, i nostri “paesaggi sensibili” verranno visitati da tutti con eventi, visite, conferenze, incontri nei luoghi stessi, convegni, a cura delle sezioni e dei regionali di Italia Nostra, nella settimana dei ‘Paesaggi Sensibili’ del 17-23 ottobre 2011, e per alcuni di essi verrà proposto il vincolo a norma dell’art. 136 del Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio, per essere tutelati nei piani paesaggistici regionali.

Un comitato di esperti (ne fanno parte con il Consiglio Direttivo Nazionale di Italia Nostra illustri scienziati e specialisti di paesaggi agrari  come Pietro Bevilacqua, Antonio Di Gennaro, Pietro Laureano, Teresa Isenburg, Gherardo Ortalli, Massimo Quaini, Leonardo Rombai, Saverio Russo, Francesco Vallerani, Agnese Visconti, ed altri docenti universitari) analizzerà la campagna da diversi punti di vista, coinvolgerà le Università e i Ministeri dei Beni Culturali, delle Politiche Agricole e dell’Ambiente.

Con i nostri esperti, e con le sezioni e i soci, organizzeremo per un anno in tutte le regioni dei seminari di formazione per i cittadini e per le scuole su “come leggere e conoscere i paesaggi agrari”.

La campagna si collega, infatti, all’impegno che durerà per tutto il nuovo anno scolastico 2011-2012 del Gruppo Educazione al Patrimonio (di cui fanno parte i referenti per l’educazione di tutti i coordinamenti regionali di Italia Nostra, diretti da Maria Rosaria Iacono), che con le sezioni, lavora ai progetti del concorso nazionale “Il paesaggio raccontato dai ragazzi: narrazioni ed https://www.verdeepaesaggio.it/immagini nell’era digitale”.

 

“LE ZAPPE NERE” DEL 2011: I CASI PEGGIORI, OVVERO BELLEZZE PERDUTE PER SEMPRE?

 

  • La tenuta di Cavour a Leri in provincia di Vercelli

La tenuta agricola del padre dell’Unità d’Italia trasformata in immenso parco fotovoltaico

  • Caserta e la “Terra di Lavoro”: i borghi e i siti reali borbonici. la real tenuta di Carditello

Nella “Real Tenuta” la presenza di discariche legali, illegali ed abusive ha di fatto sottratto vaste aree del territorio alle attività agricole. Rappresentano una fonte di inquinamento la cui pericolosità ancora non è stata sufficientemente quantificata.

  • I terrazzamenti in Liguria: l’Italia che frana

Le “fascie” liguri sono i terrazzamenti che hanno modellato il paesaggio, dalla costa alle montagne, creando terreno coltivabile e un paesaggio agrario complesso comprendente, oltre ai terrazzamenti, edifici rustici, villaggi, opere idrauliche. Questo paesaggio risulta oggi in pericolo di abbandono e di manomissioni, con gravi problemi di dissesto idrogeologico. E’ l’Italia che frana.

  • Motorcity: progetto sportivo-edilizio su terreni agricoli tra Vigasio e Trevenzuolo in provincia di Verona

Nella campagna tra Vigasio e Trevenzuolo, in un’area di oltre quattro milioni e mezzo di metri quadrati, in cui ci potrebbero stare città come Reggio Emilia e Ferrara, sta per essere realizzato il mostro Motorcity, il “più grande centro commerciale d’Europa”, di un parco dei divertimenti più ampio di Gardaland, di 500.000 mq. di capannoni produttivi, di 230.000 mq. di residenza, di due hotel ed infine di una pista automobilistica. Tutto autorizzato da una delibera della Regione Veneto il 29 dicembre 2009 e il tutto su una zona caratterizzata dalla presenza di risorgive che rende l’ambiente fragile e prezioso e particolarmente fertile per l’agricoltura.

  • Campi da golf, speculazione edilizia e invasione del fotovoltaico. La fine del Paesaggio Agrario della Sardegna

Le trasformazioni del caratteristico paesaggio sardo, rischia, a lungo andare, di scomparire. Tra i poderosi insediamenti industriali, il diffondersi di strutture altamente impattanti come le centrali eoliche e i parchi fotovoltaici, la quasi totale urbanizzazione turistica delle aree costiere e lo sconvolgimento delle dinamiche insediative tradizionali, oltre ad imporre uno stile di vita e dei modelli culturali estranei alla storia e alle tradizioni dell’isola, hanno causato dei mutamenti radicali del territorio che rischiano di stravolgere in modo definitivo ed irreversibile il paesaggio locale.