Basella e Borragine

Alimentari poco note: descrizione, coltura e utilizzo in cucina

BASELLA

Nome botanico: Basella alba; B. rubra.

Nomi volgari italiani: Basella.

Nomi stranieri:
Inglese: Malabar spinach, Malabar nightshade
Usa: Land kelp.

Famiglia: Chenopodiacee (Basellacee).

Descrizione
Pianta erbacea rampicante, fino a 6 m di altezza, perenne nei climi tropicali.

Utilizzazione in cucina
Le foglie diventano leggermente mucillaginose dopo cottura e si consumano come gli spinaci cui assomigliano nel sapore, pur avendo, secondo alcuni, un leggero aroma di basilico. In India, con le foglie di basella, si prepara un tè. Nella cucina cinese la basella è alla base di molte zuppe mucillaginose. Le foglie più giovani possono essere consumate in insalata.

Proprietà
Molto nutriente.

Storia
Coltivata nel Sud -Est asiatico, nelle Filippine e nelle Mauritius, la basella è spontanea in India. Venne introdotta e coltivata in serra, in Inghilterra alla fine del ‘600.

Moltiplicazione
Si semina in vasetti al coperto e si trapianta ai primi caldi. Tempo di germinazione: 2-3 settimane.

Coltivazione
Nel nostro clima, la basella può essere coltivata all’aperto o in tunnel come pianta annuale, che necessita di sostegno, raggiungendo l’altezza di oltre 2 m.

Raccolta e conservazione
Si raccolgono a seconda del bisogno le foglie e gli steli giovani.

Malattie
Nessuna.

Reperibilità delle sementi
Redwood City Seed Co.

 

 

BORRAGINE

Nome botanico: Borago officinalis Lin.
Il nome deriva probabilmente dall’arabo “abu rach”, padre del sudore, a causa delle proprietà diaforetiche della pianta.

Nomi volgari Italiani: Borrana.

Nomi stranieri
Francese: Bourrache
Inglese: Borage
Tedesco: Borretsch. Gurkenkraut
Spagnolo: Borraja.

Famiglia: Borraginacee.

Descrizione
Pianta alta da 30 a 60 cm, interamente ricoperta di peli leggermente pungenti. Foglie ovali, spesse e ruvide. Da non confondere con un altra borraginacea, la buglossa (Pulmonaria officinalis) le cui foglie venivano ugualmente impiegate in cucina. Fiori azzurri. In Spagna è diffusa la varietà a fiori bianchi.

Utilizzazione in cucina
Componente importante della cucina popolare. I fiori e le foglie più giovani e tenere vengono accompagnate alle insalate o fritte con la pastella. Può essere mescolata agli spinaci e usata nelle frittate. E’ un componente del preboggion ligure e, in Campania, viene cotta con le lenticchie. Può essere aggiunta alle “salse verdi” e alle bevande fresche. Secondo l’uso tedesco, viene aggiunta alle insalate di cetrioli.

Proprietà
Depurativa, emolliente, sudorifera. Le foglie contengono nitrato di potassio e, secche, sono molto infiammabili. I fiori, immersi nell’aceto, lo colorano di azzurro.

Storia
Pianta probabilmente originaria dell’Asia minore, distribuita in tutto il Sud Europa, dove è spontanea. Ora coltivata in tutti i continenti. I greci la chiamavano “apportatrice di letizia” Euphrosynon: la borragine, immersa nel vino, aveva poteri euforizzanti e donava il buon umore.

Moltiplicazione
Per semi. Una volta introdotta tende a moltiplicarsi spontaneamente.