Bellis: la margherita dei campi anche in cucina

Piccola ma resistente e rustica. È anche un'alimentare poco utilizzata: descrizione, coltura e ricette per la cucina

Meno papaveri, meno fiordalisi e anche meno margheritine o pratoline a seconda di come vogliate chiamarle. L’impiego sempre più massiccio di diserbanti e agenti chimici nelle colture di cereali ha sensibilmente ridotto la diffusione di questo bel fiore nella Pianura Padana ed in altre zone caratterizzate da un’agricoltura intensiva.
Nonostante questa riduzione di areale, la margheritina non corre nessun pericolo di estinzione e quando alcuni anni or sono il WWF italiano aveva lanciato una campagna di diffusione di semi di fiori prativi minacciati la margheritina non figurava fra quelli prescelti.

Note botaniche
La margheritina, nome scientifico Bellis perennis, è pianta perenne, spontanea nei terreni incolti e diffusa sia in pianura che in montagna. La sua fioritura si protrae tutto l’anno anche se si manifesta in modo esplosivo a primavera quando l’erba dei prati deve ancora raggiungere un’altezza tale da dissimularla. Ama infatti tutti i luoghi erbosi, siano essi gli argini dei fossati o i prati-pascoli.
Il suo areale di diffusione è vastissimo: Europa, Asia occidentale e Nord America dove si è ben naturalizzata. In Italia nelle regioni meridionali o insulari caratterizzate da un clima più secco la margheritina diviene meno ubiquitaria preferendo i rilievi e le montagne.
La delicatezza della pratolina è più una licenza poetica che una realtà botanica perché la piantina è rustica, molto adattabile, resistente a temperature molto basse spingendosi fino a -17°C.
Si difende dal maltempo reclinando il capolino e richiudendolo per poi rialzarsi e riaprirlo in direzione del sole quando le condizioni meteorologiche volgono al bello. Dalla rosetta di foglie basali, di forma abovata-spatolata con brusco restringimento in picciolo alato, si differenziano numerosi scapi fiorali. I petali bianchi, possono assumere, specialmente all’estremità, sfumature dai colori diversi, fatto questo sfruttato per le varietà ornamentali da giardino, e pure molto variabile può essere la lunghezza dello stelo.


Appartenendo alla famiglia delle Compositae la pratolina ha una vera e propria schiera di cugini fra cui ricordiamo i più ‘ricchi’ cardo e carciofo.

Una semplice bontà
Sono pochi i riferimenti in letteratura per la margheritina, anche se un tempo il nome Margherita era fra i più comuni e non mancano nella storia donne famose che del semplice fiore avevano il nome.
In cucina si possono usare i fiori e qualche foglia nelle insalate miste dove la margheritina aggiunge anche una piacevole e insolita nota di colore, nei minestroni è consigliato l’uso delle foglie e la pianta intera (radici escluse ovviamente) può essere facilmente lessata e condita secondo il vostro gusto personale.
Le proprietà medicinali della margheritina sono blande, ma sicure e opportunamente unita ad altre erbe depurative, come l’ortica, il tarassaco, la cicoria, consente all’organismo di migliorare la sua omeostasi.
Le proprietà astringenti e decongestionanti vengono usate in cosmesi per coadiuvare la lotta contro eczemi o, più semplicemente, per lenire la cute irritata da un’imprevidente esposizione agli agenti atmosferici.
Già nel Medioevo venivano attribuite alla margheritina proprietà abortive del tutto inesistenti che solo nel XVIII secolo si è riusciti a dimostrare infondate.
Oggi viene impiegata anche dalla medicina omeopatica, ma un bel tè di capolini freschi, come la tradizione suggerisce, resta un’ottima bevanda consigliata soprattutto per i bambini.

RICETTE

Proprio per la facilità con cui e possibile trovarla e raccoglierla abbiamo pensato di dare largo spazio questa volta ad alcuni possibili modi di utilizzo del nostro fiore in cucina.

Zuppa di erbe alla maniera inglese

Prendete 500 g di ortica, 150 g di foglie di pratolina e quattro patate medie. Tagliate il tutto a pezzi e cuocete in poca acqua senza alzare troppo il bollore. Lasciate freddare, frullate, aggiungete brodo di pollo fino ad ottenere la quantità desiderata e fate cuocere per altri cinque minuti.
Se intendete servirla calda aggiungete prima dell’ultima cottura un cucchiaio di prezzemolo tritato e accompagnatela con crostini.
Se intendete presentare in tavola qualcosa di insolito lasciatela freddare, ponetela in frigo in modo che diventi fresca, ma non troppo fredda, e una volta fatti i piatti aggiungete un bel cucchiaio di panna, meglio se di caseificio; ottima per le calde serate d’estate.

Insalata cruda

Tritate finemente in parti eguali foglie di margheritina, foglie di primula, foglie di tarassaco e foglie di malva e condite con sale, succo di limone e olio che prima avrete battuto. Delle margherite potete impiegare anche i capolini ancora chiusi.

Insalata cotta

Sempre nelle stesse proporzioni cuocere foglie di ortica, di primula, di ortica e bietole da taglio. Conservate la poca acqua di cottura per un’eventuale zuppa o minestrone.

Acqua da toeletta

Bollite una manciata di fiori e foglie in una tazza d’acqua abbondante per dieci minuti. Usate preferibilmente quando ancora tiepido.