Berberis sempreverdi

Dotati di un colore giallastro tanto nel legno quanto nella parte interna della corteccia, sono ben riconoscibili per le spine; dalle fioriture graziose sono ottimi per le siepi e le bordure miste.

La famiglia delle Berberidaceae non è molto vasta – poiché comprende circa 15 generi e meno di 600 specie – ma ha acquistato una notevole fama, nel settore della flora ornamentale, grazie ad alcuni arbusti, quali Berberis, Nandina e Mahonia che s’impongono all’attenzione di tutti gli amatori di giardini, talvolta risolvendo situazioni “impossibili” con il loro fogliame molto spesso sempreverde e le loro infruttescenze colorate. In realtà, alla famiglia vanno ascritti anche alcuni alberi e, soprattutto, numerose erbacee perenni, che non sono per nulla da sottovalutare, come ad esempio Epimedium e Podophyllum, tappezzanti elegantissimi i primi e piante da bordura i secondi.
La distribuzione sulla Terra da parte delle berberidacee vede una decisa prevalenza nell’emisfero settentrionale, sia del Vecchio sia del Nuovo Mondo, con particolare preferenza per gli Stati Uniti, l’Europa e l’Asia centro-orientale; tuttavia, anche l’America del Sud non è trascurata, perché diverse specie, soprattutto arbustive, si estendono lungo tutta la dorsale andina, spingendosi fino alla Terra del Fuoco.

Berberis bergmanniae

Una delle principali caratteristiche che contraddistinguono le berberidacee riguarda le foglie, che sono quasi sempre alterne, da semplici a composte, ma, in quest’ultimo caso, sono pennate o ternate, solitamente senza stipole. I fiori sono raccolti in pannocchie, come in Nandina, ma anche in racemi o addirittura a fiori singoli, come in Jeffersonia. Essi sono molto regolari ed ermafroditi, con un perianzio costituito da diverse spirali di segmenti differenziati fra loro in modo vario: quelli più interni, o petali, sono ben distinti da quelli esterni, o sepali, anche per la presenza di sacche o scaglie nettarifere. Il frutto è succulento in tutti e tre i principali generi di arbusti e in Podophyllum, mentre è una capsule bivalve in Epimedium. Il genere Berberis, da solo, contribuisce per oltre quattro quinti alla formazione dell’intera famiglia, dal momento che in questo grande genere si contano ben 450 specie, ma più recenti studi parlano di 600, incrementando in tal modo il numero totale di tutte le berberidacee.

Berberis gagnepainii Berberis darwinii

Quasi cento specie vengono coltivate in Europa a fini decorativi, con una certa preponderanza degli arbusti sempreverdi, dei cui principali rappresentanti tracceremo qui un succinto panorama. In generale il portamento è eretto, ma in più di un caso ci si può trovare di fronte ad arbusti prostrati, comunque sempre con fusti abbondantemente ramificati e spesso arcuati, con un’altezza massima di circa 5 metri, raggiunta però solamente in casi limite.
Curiosamente dotati di un colore giallastro tanto nel legno quanto nella parte interna della corteccia, sono ben riconoscibili per le spine, quasi sempre raggruppate a 3, ma talvolta anche in numero variabile da 1 a 7.
Le specie sempreverdi hanno foglie piuttosto cuoiose e spesso lucide, ben consistenti ma flessibili, a margine intero o, più spesso, orlato da denti simili a piccole spine. I fiori, raggruppati all’ascella delle foglie, quasi sempre in pannocchie, racemi od ombrelle, ma talvolta anche solitari, hanno un colore giallo brillante, oppure anche arancione, mentre i frutti possono essere bacche sferiche o ellissoidali di colore rosso, nero o bluastro.

Berberis calliantha Berberis candidula

Prendendo in considerazione alcune fra le specie più note – ma anche meno note, purché dotate di un buon valore ornamentale – procediamo nella loro valutazione dopo averle suddivise in fasce d’altezza.
Fra le più basse (da 30 cm a 1 metro), troviamo la cinese B. candidula, un cespuglio che si assesta sui 50 cm, formando “collinette” dense e compatte. Dotato di spine corte, ha foglie molto consistenti, strettamente ellittiche, caratteristicamente scure di sopra e del tutto bianche, o quasi, di sotto. Questo è uno dei pochi Berberis che hanno fiori singoli, ma anche assai grandi e di un bel giallo, con un diametro di 1,5 cm, che si aprono alla fine della primavera.

Berberis gagnepainii Berberis kawakamii

Non molto più alto – fino a 80 cm – è B. calliantha, pure cinese, un arbusto compatto o talvolta un po’ aperto, con spine lunghe 1-2 cm. Le foglie sono ellittiche, a margine dentato, lucenti sopra e pressoché candide sotto; i fiori, di un bel giallo limone, singoli come nella specie precedente ma talvolta anche a 2-3, appaiono decisamente penduli e sono ancora più grandi di quelli di B. candidula, toccando i 2,5 cm di diametro.

Berberis kawakamii ‘Formosana’ Berberis pruinosa

Un altro arbusto di taglia inferiore è B. x stenophylla – un ibrido ottenuto incrociando B. empetrifolia con B. darwinii ma tale qualità si ha non con l’ibrido primario, bensì con alcune sue cultivar. Infatti, mentre l’altezza di B. x stenophylla si aggira sui 2-3 m, quella di B. x s. ‘Corallina Compacta’ non supera normalmente i 30 cm, pur conservando immutate diverse altre caratteristiche: soprattutto le foglie, che sono curiosamente strettissime, quasi lineari e con margine intero ma arrotolato su se stesso.
Molto rinomata è anche B. x ‘Irwinii, che secondo taluni è da considerarsi una cultivar di B. x stenophylla, mentre altri la ritengono un ibrido distinto da quello, pur vantando la medesima parentela: alto circa 1 metro, questo arbusto è ancora più compatto, con foglie leggermente più larghe e fiori giallo-arancione.
Un secondo ibrido, B. x wintonensis (B. bergmannae x B. replicata) si mantiene attorno al metro d’altezza, con un fogliame densamente compatto e costituito da foglie oblungo-ellittiche di 5 cm, a margine spinoso-dentato e con pagina inferiore verde; molto belle sono sia la fioritura, a motivo delle numerose infiorescenze pendule, sia la massa di frutti blu scuro che poi ne deriva. Per un nutrito gruppo di altre specie l’altezza massima si aggira fra i 100 e i 150 cm, consentendo in tal modo un impiego di queste piante nella formazione di macchie arbustive più consistenti e più importanti, nell’ambito di un giardino di medie dimensioni. A tale scopo molto utile può risultare il contributo di B. gagnepainii, che però raramente si trova in coltivazione nella sua specie-tipo, mentre assai più facile è trovare B. x hybrido-gagnepainii, un suo stretto parente. Con tale nome, infatti, si allude a un intero gruppo di piante ottenute mediante l’incrocio fra B. gagnepainii e B. verruculosa, con la conseguente nascita di diverse cultivar, come, ad esempio, ‘Chenault’, dai ramoscelli caratteristicamente ricoperti di verruche e dalle foglie oblunghe di 3 cm, azzurrastre sotto e fortemente spinoso-dentate.

Berberis x lologensis Berberis x lologensis ‘Mistery Fire’

Molto resistente ai geli è invece B. pruinosa, una specie cinese dal portamento piuttosto aperto, con ramoscelli giovani rossastri, spine molto lunghe (4 cm) e foglie rigide, dapprima brunastre e poi verde scuro, con pochissimi denti ai margini e pruinose sulla pagina inferiore.
Forse la specie più diffusa in Italia è invece B. julianae, la cui altezza però può superare quella sopra indicata, arrivando a toccare anche i 2 metri o più. Il portamento è ben compatto, con foglie cuoiose, ellittico-obovate, lunghe anche più di 5 cm, molto spinose ai margini; brillanti le fioriture gialle, in gruppi di 10-20 fiori, e non meno belle le infruttescenze di bacche nerastre, ma con una densa pruina biancastra che le ricopre.
Si entra così nel terzo e ultimo gruppo, formato da esemplari che raggiungono un’altezza notevolmente più marcata, superando, a volte anche abbondantemente, i 2 metri. B. kawakamii, ad esempio, riesce a limitarsi a tale misura, con una crescita eretta e un aspetto abbondantemente ramificato; molto interessanti sono poi le foglie, dalla forma ellittico-obovata, ben consistenti e spinose ai margini; le infiorescenze sono formate da gruppi semplici di fiori di un giallo intenso, che poi danno vita a bacche ovate di 4 mm, molto scure e pruinose.

Berberis manipurana Berberis valdiviana

Una delle specie più attraenti, e perciò oggi ricercata, è la sudamericana B. darwinii, la cui altezza può essere molto variabile, fra i 150 e i 250 (ma a volte anche 350 cm). Si tratta di un arbusto compatto, con spine piccole (fino a 1 cm) e foglie spesse, a forma obovato-esagonale, piccole, terminanti con un apice acutissimo, e dai margini dotati di un paio di spine; il punto di forza di questa specie è costituito però dai fiori con un bellissimo colore arancione, in numero di 10-30 per ogni racemo, che poi sono seguiti da nere bacche sferiche di 6-7 mm di diametro. Incrociando questa specie con B. linearifolia, si è ottenuto un ibrido non meno interessante, B. x lologensis, attualmente sul nostro mercato con un paio di cultivar, fra cui si distingue per bellezza B. x l. ‘Mystery Fire’, che sembra voler riprodurre le doti di B. darwinii, ma con fiori ancora più grandi, gialli e soffusi d’arancione.

Berberis x stenophylla Berberis x stenophylla ‘Irwinii’

Pure ricca di fiori gialli è la specie B. bergmanniae (altezza 1,5-2 m), dotata di foglie resistentissime e piuttosto piccole, mentre quelle dell’indiana B. manipurana sono più sottili e caratterizzate da una forma oblungo-ellittica, con margini molto spinosi: l’altezza di questa specie varia fra i 150 cm e i 3 m.
Un aspetto completamente differente dai B. che siamo soliti incontrare possiede invece la cilena B. valdiviana, con foglie oblungo-ovate, a margine intero o con spine minutissime, lucenti sulla pagina superiore e di un verde decisamente scuro: questa specie non è oggi sul mercato italiano, forse anche per la sua altezza, che può raggiungere i 5 metri, facendolo così rassomigliare maggiormente ad un piccolo albero che non ad un arbusto.