Berberis

Speci spinose adatte a costituire siepi difensive, ornamentali e, in alcuni casi, ambientabili nei giardini naturalistici,

Berberis wilsonii
Berberis wilsonii

Il genere Berberis comprende un gran numero di specie e di varietà armate di spine. Questa caratteristica conduce a impiegarli largamente come siepi difensive e negli spazi verdi pubblici, nei quali il vandalismo e i furti di piante sono purtroppo una piaga comune. Le  specie originarie hanno dato origine a un grande numero di cultivar: alcune sono cespugli eretti, adatti a formare siepi, altre sono cespugli con rami ricurvi all’estero, altre ancora hanno portamento tappezzante. Le specie nane sono adatte per piccole bordure o per giardini rocciosi. Si distinguono due gruppi di Berberis, quelli persistenti e attraenti per il loro fogliame e, a volte, per la fioritura, e quelli a foglia caduca, le cui foglie sono rosse o verdi. Le specie caducifoglie a fogliame verde assumono di frequente bellissimi colori in autunno.
Berberis vulgaris, il comune crespino, è una specie spontanea in Italia. Nel paesaggio agricolo tradizionale il crespino era una delle specie tradizionali per le siepi rustiche. Poi negli anni Sessanta, nell’ansia di recuperare tare agricole alla coltivazione e nella convinzione che le siepi fossero dannose all’agricoltura perché ricettacolo di insetti dannosi alle colture, questa pianta quasi sparì dalle nostre campagne assieme alla siepi e ai filari. Oggi una nuova sensibilità ambientalista riconosce l’importanza nel paesaggio agrario di siepi, filari, vegetazione ripariale e di tutte quelle strutture verdi effettuate con piante autoctone o tipiche del paesaggio agrario tradizionale.
La stessa Comunità Europea con la Direttiva 2078/1992 riconosce l’utilità della rinaturalizzazione degli spazi agricoli e finanzia il recupero naturalistico del paesaggio agrario.
Il Berberis vulgaris è un arbusto di medie dimensioni, con bacche autunnali, persistenti di colore rosso vivo e translucide raggruppate in grappoli pendenti. Esiste una varietà ‘Purpurea’ il cui bel fogliame rosso scuro forma un bel contrasto con i racemi penduli di fiori gialli.
Una specie interessante e molto comune è Berberis thunbergii, un arbusto eretto alto fino a 1,5 m, le cui foglie verdi virano all’arancione prima della caduta; i suoi fiori gialli sfumati di rosso compaiono in maggio e sono seguiti da frutti rosso vivo. La specie ha dato origine a numerosissime varietà di altezza e portamento diversi: si va da forme erette a forme striscianti. La cultivar B. thunbergii  ‘Atropurpurea‘ differisce dalla specie originaria per il colore delle foglie che, rosso chiaro all’inizio della vegetazione, diventano in seguito rosso scuro. B. thunbergii  ‘Atropurpurea’ facilissima da coltivare, è molto usata nel verde pubblico e privato, soprattutto delle città perché resiste agli ambienti atmosferici inquinati e all’ombra. Ideale per siepi monospecifiche o miste e per gruppi di arbusti. Molto decorativa la varietà ‘Rose Glow‘ ha foglie giovani rosse screziate di rosa e di color argento che da adulte diventano rosse. La varietà B. thunbergii  ‘Atropurpurea nana‘ raggiunge il mezzo metro di altezza ed è adatta a formare siepi basse o nei giardini rocciosi. ‘Bagatelle‘ è un’altra cultivar nana a foglie rosse di portamento più compatto della precedente. A portamento strisciante sono invece le due cultivar di B. thunbergii  Carpetbagger‘ con foglie verdi che in autunno assumono una bella tonalità giallo-arancio e ‘Green Carpet‘ che produce un’abbondante fruttificazione autunnale.
La specie Berberis wilsonii dalle piccole foglie verde-grigio è nota per la sua abbondantissima fruttificazione.

Tra le specie di Berberis a fogliame persistente, decorative sia per le foglie che per i fiori, una delle più interessanti è Berberis darwinii, una specie cilena che forma un cespuglio a crescita lenta, capace di raggiungere i due metri di altezza. Le foglie sono lucide, verde scuro; la fioritura avviene nella seconda metà di aprile con fiorellini gialli sfumati di arancione. B. darwinii ha dato origine a numerosi ibridi tra i quali Berberis x stenophylla, caratterizzato da lunghi rami flessuosi e ricurvi verso l’esterno. Questo ibrido ha foglie strette e porta dalla fine di aprile vere e proprie cascate di mazzi di fiori giallo-arancio. Berberis stenophylla Autumnalis‘ è un piccolo arbusto che fiorisce una seconda volta in autunno. Berberis x stenophylla ‘Nana’ è un piccolo arbusto compatto con fiori giallo carico; Berberis x stenophylla ‘Prostrata’ è una specie tappezzante con boccioli arancioni e fiori giallo oro.

Berberis julianae è uno splendido arbusto sempreverde che può raggiungere l’altezza di m 3, molto adatto a formare siepi o a essere tenuto in forma libera in gruppi monospecifici o misti. Ha fusti molto spinosi, foglie strette e rigide, spinose che all’inizio della vegetazione sono di color rame. Fiori gialli, leggermente profumati, riuniti in densi grappoli.
Berberis x ‘Chenault è un arbusto nano e compatto, a rami arcuati e foglie spinose, grigie e pruinose sulla pagina inferiore.
Berberis sono tutti di facile coltivazione, resistono in tutti i tipi di terreno a parte quelli eccessivamente umidi. Tollerano sia le posizioni soleggiate che ombreggiate. Non occorre una potatura regolare, ma per rinnovare di tanto in tanto la vegetazione bisogna tagliare i fusti vecchi a livello del terreno o di un ramo giovane. La potatura di contenimento, se necessaria, consiste nell’accorciamento dei rami troppo lunghi con la tecnica del ‘taglio di ritorno’ su un ramo laterale rivolto verso l’esterno.
Le specie a foglie decidue si potano in febbraio, quelle sempreverdi dopo la fioritura.

LE PRINCIPALI MALATTIE

Cancri dei rami
Agenti: Nectria sp., Coniothyrium sp.
In primavera-estate una parte della chioma ingiallisce e dissecca; osservando la corteccia dei rami danneggiati si osservano zone di colore brunastro che si lacerano mettendo a nudo il legno sottostante.
In autunno su tali aree si formano corpiccioli rotondeggianti, brunastri o rossastri.
E’ indispensabile asportare i rami infetti; in caso di attacco grave spruzzare sulle parti residue, in autunno ed in primavera, prodotti a base di rame.Maculature fogliari
Agenti: Ascochyta berberidis Cladosporium sp. Mycosphaerella sp.
Sulle lamine fogliari compaiono macchie brune o grigiastre, talora con alone giallo.
Spesso le lamine ingialliscono, disseccano e cadono; se la malattia è molto diffusa la chioma assume un aspetto sofferente.
In tal caso è opportuno effettuare alcuni trattamenti primaverili con prodotti a base di rame.
Le foglie cadute a terra vanno raccolte e distrutte.Mal bianco
Agente: Microsphaera berberidis
In primavera sulle parti più giovani compaiono macchie di muffa, rotondeggianti e di aspetto polverulento. Successivamente tale muffa va a ricoprire gli organi più teneri che si deformano ed avvizziscono. Di norma la pianta reagisce spontaneamente a tali attacchi e rigenera le parti danneggiate. In caso di manifesta sofferenza si debbono effettuare trattamenti con zolfo bagnabile.

Ruggine
Agente: Aecidium sp.
Il Berberis è ospite intermedio in genere di alcune ruggini ed in particolare quella del frumento; su di esso pertanto nella tarda primavera si formano particolari pustole allungate di color arancio chiamate acidi che sono presenti sulla pagina inferiore delle foglie. Le lamine più colpite ingialliscono e cadono.
In caso di presenza massiccia dell’infezione utilizzare fungicidi triazolici (bitertanolo, ciproconazolo, triadirnefon ecc.) che vanno somministrati per 2-3 volte fino alla scomparsa dei sintomi.