Biancospini

Il genere Crataegus al quale appartiene il biancospino, comprende molte specie di arbusti o alberi rustici, a foglie decidue e rami per lo più spinosi. I fiori bianchi, rosa o rossi, appiattiti, da cinque petali, sono riuniti in corimbi composti.

Crataegus oxyacantha: è a mio parere il principe degli arbusti autoctoni, bella pianta spontanea nel nostro Paese dalla pianura alla montagna.
Nei boschi di latifoglie occupa le radure o i margini, poiché preferisce esposizioni soleggiate. Si trova spesso associato con sanguinello, prugnolo, crespino e Rosa canina. Può raggiungere 6 metri di altezza e oltre. La forma spontanea è arbustiva, ma può assumere anche la forma di piccolo albero. I rami sono spinosi e i fiori semplici, a cinque petali di colore bianco nella specie originaria, sono riuniti in corimbi composti e compaiono in maggio. A fine estate si formano frutti che spesso persistono a lungo sulla pianta. Le foglie sono di colore verde chiaro, caratteristicamente lobate. Molto simile alla specie precedente è Crataegus monogyna, che si può confondere con facilità con C. oxyacantha perché ha dimensioni, portamento e caratteri simili alla specie precedente. Le due specie hanno dato origine a molte cultivar sia singolarmente che per incrocio. Crataegus monogyna ”Praecox’ con fiori di colore bianco, oltre la fioritura primaverile è in grado, se il clima è mite, di produrre una seconda fioritura fra novembre e marzo. C.m. ‘Fastigiata’ ha portamento eretto. Esistono anche varietà con fiori rossi e doppi, come C.m. ‘Rubra Piena’, o rosa, come C.m. ‘Rosea’.
Tra le varietà di C. oxyacantha, famosissima ‘Paul Scarlet», a fiori doppi, di colore scarlatto. Allevata ad arbusto la cultivar si presta bene per formare vivaci macchie arbustive; ad alberello forma effetti bellissimi in gruppi o viali. Veramente deliziosi certi vialetti che ho visto in giardini inglesi!
Crataegus coccinea ha invece fiori rossi, semplici. C. ‘Fiore pleno» ha fiori rosa, doppi, C. ‘Rosea» ha fiori semplici, rosa. Infine splendido C. ‘Plena» a fiori doppi, di un bianco purissimo.
Se non conoscete Crataegus azarolus, uno degli arbusti affini al biancospino che preferisco, provatelo subito. Può essere coltivato in giardino e farà delle meline gialle o rosse commestibili, ma soprattutto molto belle da vedere. Anche in un grande contenitore da terrazzo farà una splendida figura. L’azzeruolo è un alberello o arbusto, spinoso allo stato spontaneo, originario dell’Asia Minore e dell’Africa settentrionale. In Italia è coltivato. Si propaga per innesto sul biancospino, sul cotogno e sul pero. Può raggiungere un’altezza di 5-7 metri, ha foglie profondamente incise, verde-grigiastre, coperte da una fine peluria e fiori bianchi.
Tutti i Crataegus sono arbusti molto rustici e di facilissima coltura: resistono al freddo degli inverni del nord Italia, al vento e anche all’inquinamento atmosferico. Sopportano anche terreni argillosi e parzialmente calcarei e resistono sia al secco che all’umidità. Tollerano l’ombra parziale, ma crescono e fioriscono meglio in esposizioni di pieno sole.
Tra tante qualità possiamo concedere a questo arbusto alcuni difetti. Come tutte le Rosaceae e il biancospino ha una notevole facilità ad ammalarsi: tra i parassiti animali afidi, lepidotteri e ragnetti sono frequenti. Oidio e ruggine sono invece i parassiti fungini che più frequentemente si presentano. Inoltre le radici vengono attaccate con facilità da Armillaria mellea, un fungo (chiodino) che può far morire le radici.
Un parassita che si sta diffondendo in molti arbusti appartenenti a questa famiglia botanica è Erwinia amylovora, un batterio che provoca alle piante colpite un marciume irreversibile. Queste due ultime infezioni, le più gravi perché difficilmente curabili, non sono però cosi frequenti da sconsigliare l’impiego del biancospino che rimane uno degli arbusti più validi sia per impieghi nelle sistemazioni paesaggistiche (le specie pure C. oxyacantha e C. monogyna), sia nei giardini. Nei parchi e giardini le specie pure sono consigliabili per siepi pure o miste, mentre le varietà a fiore doppio e colorate possono formare bellissime macchie o essere impiegate anche nella forma di allevamento ad alberello.
Per formare siepi piantare 2-3 piante per metro.
Tutte le specie di biancospino si moltiplicano per seme. Raccogliere i semi a fine estate quando i frutti sono maturi, stratificarli in sabbia per 18 mesi e seminarli in primavera. Le varietà si ottengono tutte per innesto sulle specie pure.
Il biancospino non necessita di una potatura annuale e regolare. Negli arbusti potare dopo la fioritura avendo cura di rinnovare i rami vecchi e di predisporre le sostituzioni.

Attenzione

In alcune regioni è vietata la piantagione dei Crataegus a causa della presenza di una malattia denominata Colpo di fuoco batterico, provocata da Erwinia amylovora, un batterio che trova ospitalità in alcune piante ornamentali molto pericoloso per la frutticoltura. Per avere informazioni dettagliate è opportuno rivolgersi al competente Servizio Fitosanitario Regionale.