Bulbose: colori di primavera

Le bulbose più diffuse che fioriscono in primavera sono i giacinti, unici per il loro delicato profumo, e i tulipani, di grande pregio per la molteplicità de colori, delle forme, delle taglie

 

Tulipano Pappagallo «Estella Rijnveld»
(gruppo X)
Tulipano a fiore di giglio «Ballade»
(gruppo VII)

I giacinti e i tulipani sono per antonomasia i fiori della primavera. Donano profumi inconsueti, senso di freschezza, vivaci colori. E oltretutto si prestano a varie utilizzazioni: in vasi, ciotole o altri contenitori sono idonei per adornare balconi, terrazzi, cortili; in piena terra, in giardino, per formare aiuole e bordure o per creare macchie di colore mono o policromatiche; si possono, inoltre, sottoporre a forzatura, in coppe o apposite caraffe, per ottenere la fioritura in casa, durante l’inverno.

Tulipano Cottage frangiato
(gruppo VIII)
Tulipano Cottage «Maja»
(gruppo VIII)

Caratteri botanici
I giacinti (Hyacinthus orientale) hanno foglie lineari, erette, spesse, lucenti, tutte radicali. Tra esse si erge, alla fioritura, lo scapo che porta molti fiori profumati, riuniti in racemo. I singoli fiori, portati da corti pedicelli, hanno 6 lobi ricurvi e 6 stami. Vi sono molte varietà dai diversi colori: bianco, blu, rosa, giallo, viola, ardesia, blu-scuro, ecc.
I tulipani (Tulipa spp.) hanno foglie allungate e lanceolate. I fiori, a forma di coppa, sono formati da 6 tepali più o meno uguali, che racchiudono 6 stami. Lo scapo fioraie porta un solo fiore, ad esclusione delle varietà derivate da Tulipa praestans. I tulipani che oggi si coltivano derivano da diverse specie (Tulipa gesneriana, Tulipa suaveolens, Tulipa turcica, ecc.) e si denominano scientificamente Tulipa hybrida. L’incrocio fra le diverse specie ha dato luogo a migliaia di varietà e razze (si calcola oggi intorno alle 10.000) per cui si è sentita la necessità pratica di creare dei gruppi in base alle differenti caratteristiche. Secondo una classificazione internazionale i gruppi sono 15; li elenchiamo nella tabella

Tulipano Ibrido Darwin
Tulipano Ibrido Darwin (gruppo IV)
Gruppi Denominazione Cenni descrittivi Altezza pianta (cm) Periodo
di fioritura
Gr. I Precoci a fiori semplici fiori piccoli, appuntiti, a forma conica in boccio 15-30 mar.-apr.
Gr. II Precoci a fiori doppi fiori simili a peonie; tepali più di sei 30-40 mar.-apr.
Gr. III Mendel fiori tondeggianti su scapi sottili 40-50 apr.-mag.
Gr. IV Trionfo fiori angolosi su scapi robusti 50-60 aprile
Gr. V Ibridi Darwin fiori grossi con colori vivaci su scapi eretti e robusti (Darwin x T. foresteriana) 60-70 apr.-mag.
Gr. VI Darwin fiori tondeggianti, grandi, su scapi eretti e robusti; tepali arrotondati alla sommità 60-80 maggio
Gr. VII A fiori di giglio tepali con punta che si piega all’infuori 40-60 apr.-mag.
Gr. VIII Cottage fiori a forma di uovo allungato su scapi alti 70-80 apr.-mag.
Gr. IX Rembrandt maculature su fiori e piante dovute a virus; razze di tulipani Darwin virosati 60-80 maggio
Gr. X Pappagallo tepali attorcigliati e irregolarmente frangiati su scapi sottili e deboli 40-60 maggio
Gr. XI Tardivi a fiori doppi tepali più di sei su scapi rigidi 45-50 maggio
Gr. XII Der. da T. Kaufmanniana fiori bicolori che si aprono a stella 20-30 mar.-apr.
Gr. XIII Der. da T. Fosteriana fiori lucenti, sericei, con tepali a punta arrotondata, alla cui base internamente vi è quasi sempre una macchia scura. Antere nero-porpora 40-45 mar.-apr.
Gr. XIV Der. da T. Greigii tepali corti e appuntiti, retroflessi in punta, con base internamente nera o marrone. Foglie glauche, marmorizzate di porpora e bronzo 30-40 mar.-apr.
Gr. XV Specie botaniche sono classificate in questo gruppo anche le varietà derivate da T. praestans che hanno scapo portante da 2 a 5 fiori 30-50 mar.-apr

 

aiuola bulbose primavera
Aiuola mista costituita da tulipani tardivi, Myosotis e Euphorbia in primavera


Tecnica di coltivazione

I giacinti e i tulipani amano terreni leggeri, soffici, profondi, freschi, permeabili. I terreni umidi possono procurare la marcescenza dei bulbi, per cui vanno opportunamente drenati; se poco fertili possono essere concimati con letame, a patto che questo sia ben maturo, cioè’ ridotto a terriccio, e che venga distribuito 2-3 mesi prima della piantagione. Qualche settimana prima dell’impianto sono utili i fertilizzanti chimici come il fosfato biammonico e il cloruro o solfato di potassio oppure i ternari ad alto titolo di fosforo e potassio. La cenere può sostituire i sali di potassio con risultati quasi identici. Durante la fase vegetativa e soprattutto prima e dopo la fioritura è consigliabile somministrare fertilizzanti azotati (nitrato o fosfato di ammonio) i quali, prima della fioritura, favoriscono lo sviluppo dei fiori, mentre dopo giovano all’accrescimento dei bulbi.
I bulbi si internano da settembre a novembre, alla profondità di 10-15 cm e alla distanza di 10-12 cm.
Se il tempo decorre siccitoso, bisogna ricorrere a opportune innaffiature, ma senza esagerare e intervenendo solo se c’è effettiva necessità, quando cioè il terreno comincia ad asciugarsi e ciò per evitare possibili marcescenze.
Giacinti e tulipani hanno bisogno di una fase di riposo che avviene nella stagione estiva, per cui dopo la fioritura e il successivo disseccamento delle foglie, i bulbi si tolgono dal terreno e si fanno seccare all’ombra. Si conservano poi in locali freschi e asciutti, previa esportazione di residui terrosi, radici e squame distaccate.
I bulbi di alcune specie di tulipani come Tulipa turkestanica, Tulipa tarda e di tutte le varietà derivate da Tulipa kaufmanniana si possono lasciare per sempre nel terreno ove si propagano spontaneamente. Anche i bulbi dei giacinti si possono lasciare nel terreno, ma solo se si avrà cura, nelle zone fredde, di coprirli durante l’inverno con paglia, foglie secche o torba.
I tulipani in ordine di fioritura

A fioritura precoce:
(marzo-aprile)
Tulipani derivati da Tulipa Kaufmanniana
Tulipani derivati da Tulipa fosteriana
Tulipani derivati da Tulipa praestans
Tulipani derivati da Tulipa greigii
Tulipani semplici precoci
Tulipani doppi precoci
A fioritura media:
(aprile)
Tulipani Mendel
Tulipani Trionfo
Tulipani Ibridi Darwin
A fioritura tardiva:
(maggio)
Tulipani Darwin Tulipani a fiore di giglio
Tulipani Cottage
Tulipani Rembrandt
Tulipani doppi tardivi
Tulipani Pappagallo

Dopo alcuni anni, comunque, i fiori degenerano cioè perdono le loro caratteristiche originali.
La moltiplicazione di ambedue le specie avviene per bulbilli che daranno piante fiorifere dopo alcuni anni, quando cioè si saranno sufficientemente ingrossati. Tra le cure colturali, oltre alle concimazioni e alle innaffiature, sono importanti: l’eliminazione delle erbacce, le zappettature e l’asportazione dei fiori appassiti. Quest’ultima pratica è necessaria per evitare la formazione dei frutti e dei semi che sottrarrebbero alla pianta molte sostanze nutritive, quelle sostanze indispensabili al normale accrescimento dei bulbi.
È utile ricordare che i bulbi più grossi daranno i fiori più belli, mentre quelli piccoli daranno fiori striminziti, ammesso anche che riescano a fiorire. Nell’impianto di aiuole, per ottenere un ottimo effetto decorativo, è bene accostare varietà della stessa altezza, dello stesso colore e del medesimo periodo di fioritura.

Giacinto ‘Blue Jacket’ Giacinto ‘Orange Boven’

TRA STORIA E LEGGENDE 
Il nome generico del giacintoHyacinthus – sembra derivare dal greco-albanese giak che significa sangue. È dal sangue del Giacinto, bellissimo giovane greco, secondo la leggenda, pare sia nato il fiore omonimo. Il Dio Apollo si era innamorato di questo giovane, ma involontariamente, mentre giocavano insieme, lo uccise con una piastrella. Dal sangue che ne scaturì, Apollo, per ricompensa e grande rimpianto, fece nascere un bellissimo e profumato fiore.
Il nome di tulipano sembra sia derivato dal turco tulban o turban per la somiglianza del fiore al turbante. L’etimologia, però, non è certa. Sono certe, invece, le vicende legate al tulipano che avvennero in Europa agli inizi del XVII secolo. L’amore per questo fiore orientale – si racconta colpì un gran numero di persone e si trasformò presto in una vera e propria mania (si chiamò tulipomania) tanto che in poco tempo il prezzo di qualche varietà salì alle stelle. Vi furono in seguito a ciò persone che accumularono ingenti ricchezze, mentre altre andarono in rovina.
Chi non aveva denaro contante scambiava con bulbi terre, palazzi e altri beni. Questa mania e la speculazione commerciale che ne, derivò giunse a tal punto che dovette intervenire il Governo olandese il quale il 27 aprile del 1637 fu costretto ad emanare un’apposita ordinanza per regolare tale commercio e mettere così fine alla paradossale speculazione.