Bulbose in giardino: quali e come

Anche quest’anno ho sistemato definitivamente a dimora le piante erbacee annuali con notevole ritardo, sia a causa del lungo e rigido inverno che non mi ha permesso di vangare il terreno, sia per mancanza di collaboratori, sia per gli anni in … anta. Ho pensato, allora, come potevo risolvere il mio problema e mi ‘è venuta un’idea. Perché non fare un giardino tutto di bulbose? Non c’è semina, né rimpiolatura, né trapianto e molte piante rimangono nel terreno anni e anni indisturbate. Questa mia idea è stata confortata dal  libro Le Bulbose» (piante bulbose, tuberose, rizomatose ed a radici carnose, ornamentali e da fiore) di Henry R. Cocher e Giorgio Oelker, edito dall’Edagricole, che descrive dettagliatamente, in forma di scheda, ben 150 piante. Non è stato facile orizzontarmi tra tante specie, tra cui molte sconosciute e irreperibili in Italia, ma l’interessante lettura del libro mi permetterà di realizzare la mia idea.

La policromia di molte bulbose assortite crea angoli allegri di bell’effetto Una bella infiorescenza di

Lilium candidum

Preparazione del terreno
Ho ancora un pezzo di terreno molto calpestato, quindi assai duro e mi spaventa un po’ la lavorazione in profondità, perché essendo io un po’ perfezionista., impiegherò molto tempo. Farò fare il lavoro più pesante di dissodamento con un trattorino agricolo, ma poi dovrò drenare il terreno con sassi e cocci, vagliarlo con un setaccio a maglie larghe (tipo quello usato dai muratori), incorporandovi contemporaneamente torba ben sminuzzata e bagnata, abbondante letame ben maturo (che Nello, l’amico agricoltore riserva appositamente per me), qualche manciata di concime minerale a lento effetto e un po’ di sabbia grossolana. Dopo una sommarla spianata con un rastrello, smuoverò spesso vangando e zappando per mescolare bene il terreno che sarà lasciato riposare per qualche tempo affinché possa ben assestarsi e assimilare i vari ingredienti che ho usato per emendarlo e renderlo adatto alla coltura delle bulbose, rizomatose, piante erbacee perenni con radici carnose, ecc. Il terreno ha un lato, a mezz’ombra, parallelo al marciapiede della casa; l’altro lato, perpendicolare al primo, ma lungo il doppio, verso strada, in pieno sole. Chiude i due lati un arco a mezzaluna per un terzo a mezz’ombra e per due terzi al sole.
Tra le tante piante elencate nel libro citato, ho scelto quelle più adatte al clima della pianura padana, con inverni freddi, nebbiosi e umidi ed estati calde, assolate con abbondante rugiada notturna: sono circa 30 che ho suddiviso in piante da mezz’ombra e in piante da pieno sole, per collocarle al posto giusto. La forma un po’ insolita del terreno mi ha suggerito l’idea di creare delle aiuole o prode irregolari, qualcuna un po’ rialzata e asimmetrica per dare più movimento al giardino, lasciando naturalmente i sentieri per potervi accedere per i vari lavori.
Comincerò in ottobre con Crocus (adatti sia a mezz’ombra, sia al sole) che saranno piantati col sistema detto “a gettata” cioè gettati a manciate sul terreno e interrati dove si sono posati per ottenere un effetto più naturale. Una buchetta profonda 3-4 cm accoglierà il bulbetto colla punta verso l’alto; lì potrà rimanere e fiorire perennemente.

Le piante per il terreno a mezz’ombra
Sullo sfondo, lungo il lato a mezzo sole, pianterò alcune Alstroemeria, pianta erbacea perenne semirustica che necessita di un’abbondante copertura di foglie in inverno. Ha steli alti e fiori riuniti in corimbi nel colori giallo e arancio, campanulati, che sbocceranno in estate. Le radici tuberiformi si piantano in primavera a una profondità di cm 10; necessitano di una pacciamatura e abbondanti annaffiature estive. Proseguendo poi sempre su questo lato parallelo al marciapiede, quasi in pieno sole, metterò un bel gruppo di Agapanthus africanus, una belle erbacea semirustica, perenne in quasi tutte le regioni d’Italia. Ha lunghe foglie nastriformi, verde intenso, arcuate, assai eleganti e ornamentali. Il fiore raggiunge un’altezza di circa un metro con una grande infiorescenza portata da un solitario stelo in estate, di colore azzurro, colore insolito nel giardino, perciò maggiormente prezioso.
Nel rimanente terreno a mezz’ombra, in aiuole rialzate, qualcuna più alta, qualcuna più bassa. pianterò Begonie, piante erbacee perenni dotate di tuberi, con grandi foglie carnose verdi o rossastre, fusto breve e ramificato. I fiori hanno diverse forme, semplici o molto doppi, a petali lisci, arricciati e frangiati, di colore bianco, giallo, rosso. rosa, arancio e screziati. La coltivazione si effettua in vasi di circa 10-12 cm, con terriccio ricco di sfatticcio di letame, fertile e leggero, nel quale il tubero sarà integrato per metà del suo spessore con la parte concava verso l’alto. meglio far prevegetare i tuberi in locale caldo e interrare poi i vasi nelle aiuole già predisposte. Un piccolo tutore, al quale saranno legate, le terrà diritte, perché, essendo piuttosto fragili, un forte vento o un acquazzone potrebbero sciuparle. Richiedono annaffiature frequenti e abbondanti da diradare e sospendere quando le foglie saranno appassite. Si levano, allora, i vasi dal terreno e si trasferiscono in locali asciutti e non troppo caldi, per riutilizzarli la primavera successiva. Pianterò , in qualche angolo, un ciuffo di Bletilla, una piccola orchidea rustica avente radici bulbose che vive e vegeta bene in piena terra. I fiori, particolarmente eleganti, fioriranno in maggio-giugno. E’ una pianta molto facile, che può rimanere interrata per lunghi anni. In un altro angolo, stante la forma un po’ asimmetrica del giardino, per non lasciare alcun spazio vuoto, ecco venire in mio soccorso il mughetto, erbacea perenne con rizoma ramificato e radici fibrose e fiori bianchi, profumatissimi. Si piantano in autunno, rimangono nel terreno diversi anni, fioriscono in aprile-maggio. Un altro angolo sarà occupato dal Galanthus nivalis, un’altra pianta perenne rustica che darà i suoi teneri fiori allo sciogliersi delle prime nevi. Si pianta in autunno lasciandolo indisturbato per diversi anni. Il giardino a mezz’ombra è così terminato; ora devo sistemare l’altra parte, due terzi, in pieno sole.

Un singolare accostamento di colori, giacinti e narcisi Per creare aiuole e dare vivacità al tappeto erboso…

Le piante per il terreno al sole
Dove ho piantato Agapanthus, a partire da quel punto, lungo una linea immaginaria che parte dall’incontro dei due lati fino a un terzo del semicerchio (praticamente divide la parte a mezz’ombra da quella a pieno sole), sistemerò un bel filare di peonie erbacee nei colori rosso granato, rosa scuro, rosa chiaro, giallo e bianco (in gradazione di colore) ben sapendo che dovrò attendere 2-3 anni per vederle in piena fioritura. Le peonie sono piante erbacee perenni, con radici carnose, rustiche in tutta Italia.
Hanno ottimi requisiti per piante da giardino per l’eleganza del fogliame palmato, i bellissimi profumati fiori, che sbocciano in maggio, assai adatti per essere recisi. Le peonie si moltiplicano dividendo le grosse ceppaie in ottobre e si possono acquistare le radici dai vivaisti. Si interrano a una profondità di 10-15 cm, distanti 40-50 cm. Vicino all’agapanto, per allargare la macchia azzurra in giardino, interrerò una dozzina di iris olandesi azzurri, piccola bulbosa con foglie simili al gladiolo, che può rimanere in posto per diversi anni. Più sotto, vicino alle begonie (ancora quasi a mezz’ombra) pianterò alcune Fritillaria imperialis, piante erbacee perenni rustiche con bulbo tunicato (pare che l’acre odore di aglio tenga lontano i topi campagnoli). Hanno steli eretti 60-80 cm e numerosi fiori giallo o arancio con un ciuffo di foglie in cima al fiore. I bulbi si internano in autunno, a una profondità di 20 cm, verranno la primavera successiva, ma il meglio del loro sviluppo si avrà il secondo anno. I bulbi dovranno essere rimessi ogni 4-5 anni e si utilizzeranno i bulbilli per avere altre piante.
Un altro bel fiore troverà posto vicino Fritillaria, Dicentra spectabilis (cuor di Maria), perenne rustica con radici fibrose e tuberose. Ha foglie verde chiaro e fiori penduli a forma di cuore sopra steli arcuati, assai eleganti.
Tutto il rimanente terreno in pieno sole, lo inonderò di tulipani cominciando dai tulipani botanici. Hanno forme e colori diversi e alcune varietà hanno anche belle foglie striate perciò assai ornamentali. Aiuole, bordure, gruppetti qua e la: ovunque si troveranno a loro agio e risplenderanno con un’abbondante fioritura. C’è perfino qualche varietà che dà 4-5 fiori su ogni stelo! Seguiranno i tulipani semplici precoci e i tulipani doppi che fioriranno subito dopo. Appartengono entrambi alla grande famiglia dei «Murillo» con due importanti caratteristiche: fioritura contemporanea e medesima altezza. I tulipani pappagallo hanno una forma estrosa ed esotica con petali profondamente frastagliati. Si piantano qua e là a gruppi di 10-15. I tulipani a fior di giglio, di una elegante, sofisticata, altera bellezza, hanno i petali appuntiti e incurvati che gli fanno assumere l’aspetto di un giglio. Infine, gli ultimi a fiorire, i tulipani Rembrandt dai colori screziati, molto decorativi e i tulipani Darwin con petali slanciati e perfetti. Tutti i tulipani si piantano tra settembre-ottobre ad una profondità di 10-11 cm.

Giacinti, narcisi e dalie
Con i giacinti creerò un aiuola rotonda: ogni giro un colore diverso: bianco, rosa, giallo, blu, azzurro e arancio. Hanno un grosso bulbo rotondo, che si pianta a una profondità di circa 15 cm e foglie lineari, nastriforme, verde chiaro.
I narcisi li pianterò a gruppi di 9-10, quasi rincorrentisi ad una profondità di 15 cm. Le varietà a grosso trombone bianco puro, giallo oro, giallo luminoso, bianco con corona rosa, semplici e doppi, molto profumati, illumineranno il giardino: I bulbi possono rimanere interrati e fioriranno sempre più copiosamente per diverse primavere successive. Dove poi avrò uno spazio vuoto, sistemerò un gruppo di Anemoni, multicolori, bellissimi in primavera e le cosiddette bulbose minori: Chionodoxa luciliae, Muscari, Scilla campanulata, lxia, Oxalis (adatto per bordure, ma un po’ infestante), ecc.
Le mie bulbose a fioritura primaverile le potrò godere da marzo a metà maggio; quando però le foglie dei tulipani cominceranno a ingiallire li dovrò levare e trasferirli in altro luogo per la maturazione del nuovo bulbo. A narcisi e giacinti e invece sufficiente tagliare le foglie ormai gialle a un palmo da terra.
Il terreno rimasto così vuoto sarà subito occupato dalle dalie che avrò fatto prevegetare in cassette con torba e sabbia. La dalia è un fiore prezioso per il giardino per la lunga fioritura, la bellezza del fiore, la vivacità del colore, assai adatto come fiore reciso. Le radici si piantano in buchette che possono accoglierle ben distese, distanti da 70 a 20 cm secondo l’altezza, ricoperte poi da 5 cm di terriccio fine. Un tutore a fianco di ognuna di esse servirà a tenervele legate durante la crescita. Cominciando all’alto verso il basso, vicino alle peonie, non trascurando le distanze necessarie, pianterò dalie decorative, cactus, semicactus, pompon, a collaretto, a fior d’anemone (in gradazione di altezza) e le piccolissime Topmix fino a lambire i bordi del semicerchio.
Di fianco alle dalie asimmetriche ad esse, sistemerò due belle macchie di Canna indica (che farò prevegetare anch’esse come le dalie) nei soli colori rosso e giallo. E’ un’erbacea perenne non rustica, rizomatosa, con fusto alto, foglie grandi, ‘verdi o rossastre, fiore molto vistoso e spettacolare.

Gigli, eremurus e gladioli
I gigli troveranno posto tra le dalie e le canne, a gruppi di tre, e si espanderanno fino al lato del giardino a pieno sole. Sono perenni e rustici, con bulbi scagliosi, stelo eretto, più o meno alto secondo la varietà, con fiori campanulati grandi molto belli e profumati. Si piantano in buche profonde 15 cm, mettendo un grosso pugno di sabbia sotto, sopra e attorno al bulbo. Se non potrò resistere a cogliere qualche fiore, dovrò reciderlo per due terzi della sua lunghezza per dar modo alle foglie che restano attaccate al rimanente stelo di nutrire e formare il bulbo che ritornerà a fiorire l’estate successiva e per molti altri anni. Piantati così inframmezzati a dalie nane e canne, avranno le radici all’ombra, condizione necessaria per la loro crescita. Faranno la parte del leone Lilium candidum (il solo che dovrà essere interrato in giugno-luglio dopo la fioritura) e Lilium regale, poi ‘Enchantemen’t, ‘Jambores Strain’, speciosum rubrum, ‘Pink Perfection’, ‘Pirate’, ‘Citronella’ e ‘Yellow star’, coi quali ho già avuto esperienza assai positiva.
La forma insolita del terreno, ripeto, lascia «scoperti» alcuni angoli dove coltiverò Eremurus ibridi, una bellissima pianta erbacea perenne con grosse radici fittonanti. Si pianta in settembre-ottobre, vive bene in posizione soleggiata e fiorisce durante l’estate; Papaver orientale che mi darà a maggio spettacolari macchie di colore rosso vivissimo; è una pianta erbacea perenne con grosse radici carnose che penetrano nel terreno in profondità. E’ alto quasi un metro con fusto, steli e foglie pelosetti. Si pianta durante il periodo di riposo e può essere moltiplicato da seme o per divisione delle grosse ceppaie. Con Gipsophila (velo da sposa) mi procurerò fasci di fiorellini bianchi e rosa da recidere che faranno da sostegno ad altri fiori recisi. Anche questa è un’erbacea perenne rustica con fusto nodoso e numerose ramificazioni. E’ pianta poco esigente che si adatta a terreni pietrosi, aridi, al sole.
Amo i gladioli e ne pianterò tanti, a gettata come i crocus: emergeranno con gli opulenti steli, lunghi fino a un metro, ricoperti da 5 a 15 fiori. Piantati così a gettata (e scalarmente) al termine della fioritura o per la raccolta del fiore, le due foglie che lascerò per alimentare i cormi, non daranno vuoti o fallanze. Quando poi le foglie saranno ingiallite, estirperò i cormi separando quelli vecchi (da buttare) da quelli nuovi (da conservare in cassette- con sabbia e torba) da ripiantare nuovamente in primavera.
Eccomi infine all’ultima fase dei lavori per il mio giardino di bulbose. Sul lato verso il marciapiede, lungo la rete metallica, pianterò Iris germanica o giaggioli intervallati a Hemerocallis. Sono piante così note, diffuse e facili da coltivare che non hanno bisogno di ulteriori presentazioni. Si piantano, dopo la fioritura, da agosto a ottobre, in buchette sufficientemente profonde per ben accogliere i rizomi degli iris e le radici tuberiformi e carnose degli Hemerocallis. Distanza cm 60 tra uno e l’altro, annaffiature abbondanti durante la fase di attecchimento, un po’ di concime minerale ternario in primavera (da interrare leggermente), poi non avranno più bisogno di nulla, salvo la divisione delle grosse ceppaie ogni 4-5 anni. Gli iris fioriranno a maggio, gli hemerocallis a giugno e affinché questo lato verso strada non rimanga senza fiori nei rimanenti mesi dell’estate, tra uno e l’altro pianterò ancora dalie seminane a grande fiore (Park Princesse, Orange Princesse, Border Princes Rocquencourt, Hartens, ecc.).
La mia fatica sta per terminare: cespuglietti di Armeria cespitosa rubra saranno piantati lungo tutto il semicerchio a chiusura dell’appezzamento. Fiorisce a maggio-giugno, poi resta una bella bordura verde, perenne, di effetto molto bello.
Avrò molta cura di questo particolare tip di giardino, zappettando, concimando, irrorando insetticidi e anticrittogamici per averlo sempre fiorito e rigoglioso, per esserne orgogliose e per farlo… vedere. Un ultimo pensiero: dove troverò tutti i tuberi e le altre piante menzionate?
Ho sfogliato diversi cataloghi ed il più completo è quello della Stassen, poi vengono tutti gli altri vivaisti ma nessuno ha tutte le piante citate. Riuscirò nella mia impresa? Spero proprio di si, anche perché il libro «Bulbose» succitato sarà sempre al mio fianco. Un sentito grazie vada quindi agli autori.