Calluna: bellezza e rusticità


Calluna vulgaris:
l'elemento che ne condiziona la presenza è la forte acidità del suolo

Nei volumi che descrivono la flora spontanea italiana (ad es., quelli del Pignatti), accanto ad ogni pianta è riportata una cartina del nostro Paese, rappresentante la diffusione – o areale- di quella specie nelle varie regioni.
L'areale che accompagna la voce Calluna vulgaris è singolare, dal momento che l'assenza viene segnalata esclusivamente in tutte le regioni settentrionali, in Toscana, Umbria e Marche. Più a sud, il 45° parallelo opera da -linea gotica-, così che di tale pianta non si ha traccia in nessuna delle altre zone centro-meridionali. Il fenomeno non è certo raro e interessa molte altre specie (anche in senso contrario a quello descritto), ma ciò che stupisce è che, sotto il profilo ecologico, Calluna mostra di avere grande versatilità: infatti, i suoi habitat vanno dal pascolo magro al cespuglieto al bosco di conifere, tutti ambienti di cui il Meridione – quale più quale meno – non difetta.

Su terreni acidi
Calluna non è particolarmente esigente in relazione alla quota sul livello del mare, poiché è facile trovarla in pianura così come in collina e in alta montagna.
Tuttavia, il vero elemento che ne condiziona la presenza è la forte acidità del suolo, con particolare predilezione per quei terreni che affondano le loro origini geologiche nelle vicende connesse alle lontane glaciazioni, e questa è storia soprattutto dell'alta Italia. Le cerchie moreniche e i terrazzi fluvio-glaciali che si formarono alla fine del Pleistocene sono tuttora gli elementi caratteristici del paesaggio della pianura prealpina, con un suolo spesso ferrettizzato, vale a dire quasi completamente decalcificato in seguito all'ossidazione e all'idratazione dei composti di ferro. In altre parole, si tratta di un terreno assai povero di humus, frequentemente ciottoloso, assai dilavato e carente di sali minerali. Naturalmente, questo fenomeno può assumere differenti aspetti in relazione alle varie situazioni locali, tanto è vero che, a seconda delle zone geografiche, si parla di -brughiere, (Varesotto), "groane" (Alto-milanese), "baragge" (Novarese), magredi (Friuli) e così via.

Particolare dell'infiorescenza di Calluna vulgaris

I fiori di colore bianco candido di Calluna vulgaris 'Alba praecox'

La vegetazione che si è insediata in questi ambienti, pur con le ovvie distinzioni fra luogo e luogo, ha presentato fin da quei lontani tempi caratteri di povertà floristica, che con l'intervento dell'uomo si sono ulteriormente accentuati (v. la sostituzione delle querce ad opera del castagno e della robinia). Limitandoci alle sole piante arbustive, sappiamo che in queste zone sono comuni alcuni tipi di ginestra (ad es. Genista germanica e Cytisus scoparius), ma soprattutto le ericacee, come il mirtillo (Vaccinium myrtillus), l'uva orsina (Arctostaphylos uva-ursi), le eriche (Erica sp. pl.).

Due recenti tipi, particolarmente utilizzati nei giardini scozzesi
'Loch Turret' e 'Mullardoch'

Confusa con l'Erica
Regina, fra tutte, è però Calluna vulgaris, che per lunghi anni – e spesso ancora oggi – è stata confusa con le eriche, soprattutto con Erica herbacea, da cui però si distingue assai facilmente perché possiede fiorellini con il calice più lungo dei petali, mentre nel genere Erica accade il contrario.
Anche nelle denominazioni volgari si è frequentemente assistito ad una sovrapposizione fra i due generi, chiamati entrambi "erica", ma in alcune zone del Nord Calluna è conosciuta universalmente con il nome di "brugo", da cui è nato appunto il termine brughiera. Inoltre, va sottolineato ancora una volta che Erica herbacea fiorisce alla fine dell'inverno e Calluna in tarda estate, senza nessuna possibilità di equivoci.
A dispetto delle sue origini povere e in virtù delle sue capacità colonizzatrici (la pianta è famosa per la sua prerogativa di insediarsi sui terreni devastati da incendi), Calluna è stata largamente utilizzata dall'uomo, in numerosi modi.

'Silver Rose, una delle forme più rappresentative del gruppo a fiori rosato-violetti.

'Gold Haze' deve il suo carattere ornamentale sopratutto alla colorazione del fogliame di un brillante giallo dorato che rimane tale per tutto l'anno

Numerosi utilizzi
In primo luogo la flessibilità dei fusti e dei rametti ne ha consigliato l'uso per la fabbricazione di scope rustiche o spazzole; poi, la presenza di un buon nettare l'ha sempre messa ai primi posti fra le piante d'interesse mellifero.
Ma è soprattutto in giardino che si è potuto sfruttare la sua semplice bellezza, la rusticità – una volta che le si sia assicurato un suolo con giusta acidità – e anche la notevole variabilità, già allo stato spontaneo, del colore del fogliame e dei fiori.
Sulla base di quest'ultima caratteristica, gli orticoltori hanno ricavato dalla specie-tipo decine e decine di cultivar, che possono così essere divise in numerose categorie.

Decine di cultivar
Innanzi tutto esistono forme a fiori semplici e altre a fiori doppi. Poi, è possibile orientare le proprie preferenze in relazione al colore dei fiori: bianco, rosa, salmone, rosso, cremisi, porpora, lilla, malva e così via.
Uguale criterio è possibile usare in riferimento al fogliame, per il quale si può variare dal giallo brillante al verde scurissimo, passando per il mattone, il bronzeo e il variegato, senza contare che la stessa disposizione delle foglioline lungo i rametti può essere assai mutevole. Inoltre, l'altezza della pianta può assumere caratteristiche diverse, dal momento che vi sono forme nane, di medie proporzioni, semi-striscianti, con portamento compatto o lasso. Infine, particolare attenzione va posta al periodo di fioritura, specialmente se vogliamo ottenere effetti di continuità nel corso dei mesi, magari con sapienti alternanze a macchie mediante l'impiego di altri generi della stessa famiglia, come Erica e Daboecia. Grosso modo, le varie forme possono aprire i loro fiori tra giugno e luglio, oppure fra agosto e settembre e fra ottobre e novembre.

Calluna vulgaris 'Ruth sparkes' con fogliame verde giallo brillante

I getti primaverili di 'Multicolor' , di colore rame, creano un bel contrasto con le foglie

A fiori bianchi
Le cultivar a fiori bianchi sono tra le più invitanti, anche per il contrasto che spesso si crea tra i colori delle infiorescenze e quelli del fogliame. Calluna vulgaris 'Alba Praecox', ad esempio, possiede piccoli fiori quasi candidi che sbocciano, in piena estate, sulla cima di ramoscelli non molto alti ma eretti. Due recenti forme, particolarmente utilizzate nei giardini scozzesi, sono 'Loch Turret' e 'Mullardoch'. La prima, quando è in piena fioritura, risulta molto attraente per i suoi fiorellini relativamente grandi, aperti sia nel calice che nella corolla, il cui impatto visivo supera quello delle foglioline, verdi e piuttosto strette. La seconda cultivar, invece, dispone di fiorellini più piccoli in infiorescenze compatte. Completamente diversa è invece 'Silver Rose', una delle forme maggiormente rappresentative del gruppo a fiori rosato-violetti: la sua stessa denominazione si riferisce sia al colore rosa-malvaceo delle infiorescenze, abbondantissime e assai compatte, sia a quello delle foglioline, che in effetti tendono al verde argentato. La pianta non supera i 40 cm di altezza e fiorisce in piena estate.

Sfumature fogliari
Di grande utilità, infine, sono le numerose cultivar che affidano le proprie fortune, specialmente nei mesi invernali, alla forma e soprattutto al colore del fogliame. 'Gold Haze' produce piccoli fiori semplici di colore bianco a partire da luglio-agosto, ma ciò che più conta sono i suoi lunghi rami, di un brillante giallo dorato che tale rimane per tutto l'anno: questa è anche una delle forme più alte, poiché raggiunge i 70 cm. 'Ruth Sparkes', invece, con fiorellini bianchi e doppi, si avvale di un fogliame verde-giallo brillante, che però tende a regredire al solo verde.

'Sir John Carrington', sfoggia foglie brillantissime, giallo verdi
sulla pagina inferiore e variegate di rosso scarlatto in quella superiore

La cultivar 'Multicolor' raggiunge solo i 30 cm di altezza e fiorisce più tardi, verso la fine d'agosto, ma è interessante per il fogliame verde-giallastro, con le punte dei rametti tendenti al giallo e al rosso soprattutto nel mesi invernali; i nuovi getti primaverili, inoltre, sono di color rame e creano un bel contrasto con le foglie più vecchie. Sotto questo profilo, però, la cultivar che sembra avere maggiore efficacia decorativa è 'Sir John Carrington', che sfoggia foglie brillantissime, giallo-verdi sulla pagina inferiore e variegate di rosso-scarlatto su quella superiore.
Va ricordato che per tutte le cultivar a fogliame ornamentale, è opportuno effettuare le potature delle vecchie infiorescenze entro il mese di marzo.