Canna x generalis

Per quanto si possa essere convinti sostenitori e amanti delle più belle piante che compongono la vegetazione spontanea del territorio in cui viviamo, il giardino esiste in quanto tale solo quando custodisce al suo interno almeno una presenza rara e preziosa che ci fa pensare a terre lontane nel momento in cui sfioriamo con la mano le sue foglie e i suoi fiori. Il senso dell'esotico è connaturato al giardino; tuttavia, così come occorre resistere alla tentazione di dar vita ad un orto botanico, è altrettanto importante evitare il settarismo opposto di chi vorrebbe che il giardino fosse costituito da sole piante autoctone. Alle piante esotiche chiediamo caratteri distintivi spiccati, in modo che appaia netta la loro diversità rispetto alla vegetazione circostante, condizione necessaria affinché l'artificio raggiunga lo scopo prefissato. In clima mediterraneo dove dominano le foglie coriacee e piccole, i rami spinosi e il tomento biancastro, i riflessi argentati e i toni scuri, il fascino dell'opposto è forte. Sono quindi l'aspetto lussureggiante proprio delle atmosfere umide, la carnosità del fogliame e l'ampiezza dei fiori, ma soprattutto le dimensioni delle foglie e la loro turgidità a definirne l'esotismo.

Per queste ragioni la Canna X generalis continua ad essere accolta con interesse nei nostri giardini, nonostante sia stata introdotta in Italia ormai da quasi cinquecento anni. Sotto questo nome sono raggruppate numerose cultivar ottenute da specie provenienti dall'America e dall'Asia tropicale.

Si tratta di piante rizomatose che sviluppano fusti verdi eretti, alti fino a m 1,5, muniti ai nodi di foglie ovali-lanceolate lunghe anche 50 cm e larghe 20 cm i cui piccioli sono guaine avvolgenti il fusto stesso. Il colore delle foglie può essere, a seconda delle varietà, verde vivo o rosso bruno, oppure di tutti e due i colori nella stessa pianta. I fiori, di forma piuttosto complessa e molto grandi, appaiono in spighe terminali e sono gialli, arancio o rosa vivo, oppure screziati di giallo e di rosso. Si susseguono ininterrottamente da metà giugno fino a novembre con un'intensità maggiore durante il periodo estivo, purché si abbia l'accortezza, con tagli opportuni e continui, di evitare la formazione dei semi anche se in questo modo ci si priva della visione di frutti decorativi costituiti da involucri globosi, verdi e spinosi.
Canna X generalis ha bisogno di una posizione assolata, di terreno molto ricco, leggero e di annaffiature periodiche durante l'estate, almeno ogni otto-dieci giorni. Se si garantiscono queste condizioni ogni pianta è capace di formare in pochi anni un cespo di più di un metro di diametro, perché in clima mediterraneo i rizomi resistono in piena terra ad abbassamenti sporadici di temperatura fino a -10 °C se adeguatamente pacciamati; i fusti invece si seccano e vanno tagliati alla base alla fine dell'inverno.

La propagazione avviene facilmente per divisione in primavera, ma quando la temperatura non scende più sotto i 16 °C, in quanto solo in quel momento è possibile assicurarsi che ogni rizoma abbia, oltre a qualche radice, anche il suo germoglio; si piantano a non più di 5-8 cm di profondità e a 50-70 cm uno dall'altro.
Non c'è pianta meno adatta di questa ad associarsi con altre in giardino. È talmente esuberante in tutte le sue parti da sostenere con forza qualsiasi ruolo, ma non si commetta l'errore di coltivarne una sola se non si vuole avvilirla; in gruppi fitti invece, anche in aiuole formali, è capace di raggiungere un'intensa carica esotica.