Carnivore: come coltivarle

La tentazione di coltivare in casa una pianta carnivora, così curiosa e in fondo inquietante, è forte. Anche se di aspetto grazioso e innocente, le carnivore sono infatti astute e capaci di rocurarsi il nutrimento da sole.

Dobbiamo imparare a non stuzzicarle e a fornire loro l'ambiente e le cure necessarie. In caso contrario, la vedremo deperire rapidamente. Le piante carnivore possono essere coltivate all'aperto e in casa, a seconda della specie. Le specie più facili da coltivare appartengono ai generi Dionaea (Dionaea muscipula), Drosera (es. D. rotundifolia), Pinguicola, Utricularia, Sarracenia e Nepenthes. Possono essere coltivate in casa o all'esterno, ma dove la temperatura scende sotto i +7°C, vanno riparate durante la brutta stagione.

Ascidi di Nepenthes

Un giardino di carnivore
In Inghilterra si coltivano le carnivore anche all'esterno, in zone del giardino preparate appositamente, in cui la luce giunge filtrata. Nei climi freschi Dionaea muscipula, Drosera e Sarracenia possono però essere coltivate anche in pieno sole, purché il substrato sia mantenuto sempre umido. Si scava una buca profonda almeno 60-80 cm e larga a piacere, vi si stende sul fondo un telo di PVC e quindi la si riempie con terreno torboso molto umido. Prima di procedere al trapianto delle carnivore, lo si bagna nuovamente per qualche giorno di seguito. Dopo il trapianto si rivestono gli spazi vuoti tra le piantine con muschio e sfagno, in modo da conservare la maggiore umidità possibile.

Coltivare in casa: dove collocarle
La maggiore difficoltà nel coltivare le piante carnivore in casa è costituita dall'eccessiva secchezza dell'aria: vi si rimedia ricorrendo a una piccola serra o un terrarium, oppure collocandole accanto alla finestra, in un sottovaso da tenere sempre pieno d'acqua. Alcune insettivore (Dionaea, Drosera, Sarracenia) devono essere collocate in ambienti molto luminosi, ma al riparo dei raggi diretti del sole, mentre altre (Pinguicola, Utricularia, Nepenthes) richiedono una luce più diffusa. Se occorre, si può ricorrere all'illuminazione artificiale, in modo da garantire 15 ore di luce in estate e da 8 a 12 in inverno.

Le piante carnivore vanno in riposo in inverno, ma se la temperatura rimane elevata, come avviene quando le si coltiva in casa, continuano a vegetare e saranno quindi più deboli l'estate successiva, al punto che, anno dopo anno, possono deperire fino a morire. Durante l'inverno, le si deve pertanto portare in un luogo luminoso ma fresco; in assenza di questo, gli esperti suggeriscono di recidere le foglie, estrarre le radici del terreno e porle… in frigorifero! In primavera si rinvasano le piante, somministrando per precauzione un fungicida: in poco tempo compariranno le nuove foglioline.

Cure colturali
Per prevenire i marciumi, si irrorano al trapianto piante e terriccio con un prodotto fungicida.

Le carnivore devono essere annaffiate spesso, mai troppo abbondantemente: il terriccio non deve mai asciugarsi, ma neanche essere troppo bagnato. Il sistema migliore consiste quindi nel somministrare l'acqua dal basso, riempiendo il sottovaso. L'acqua deve essere piovana o distillata. Attenzione a non bagnare le foglie quando le si annaffia, per non indurre lo sviluppo di malattie fungine.
Non occorre, in genere, concimare, in quanto le carnivore si procurano da sole l'azoto necessario, proprio perché si sono adattate a vivere in terreni poverissimi di azoto. Se tuttavia si teme che non abbiano "mangiato" abbastanza, le si può aiutare con una leggerissima fertilizzazione fogliare in primavera, utilizzando i concimi per le orchidee, ma dimezzandone le dosi.

Per preparare il terriccio di coltivazione gli esperti suggeriscono ricette diverse: per esempio mescolando parti uguali di torba e corteccia fibrosa, o torba e sfagno, oppure tre parti di torba, una di sfagno, una di vermiculite e una di sabbia silicea, oppure tre parti di torba e una di vermiculite; ciò che conta è ottenere un substrato a pH neutro capace di trattenere l'umidità.

Rispettate le esigenze di luce, temperatura e umidità, le carnivore non chiedono altro, anzi, più le si lascia in pace e meglio è: guai infatti a sollecitarle con uno stuzzicadenti per ammirarne il meccanismo di cattura, perché a lungo andare lo si danneggia e si indebolisce la pianta. E' inoltre inutile cercare di nutrirla con bocconcini di carne: le carnivore sono capaci di utilizzare soltanto insetti vivi, dopo che li hanno catturati da sole. Per aiutarle nel procurarsi l'alimento, possiamo perciò lasciare aperti per qualche ora la serra o il terrarium per far entrare mosche e moscerini o al massimo catturarli e liberarli all'interno.