Carpino bianco

CARPINO BIANCO

Nome scientifico

Carpinus betulus

Nome italiano

Carpino,
Carpino bianco,
Carpino comune

Famiglia

Corylacee

Distribuzione: E' una specie diffusa in gran parte dell'Europa, dai Pirenei sino alla Svezia, giungendo sino all'Asia minore, nel Caucaso e nella Persia meridionale. Molto comune in Italia sia come arbusto spontaneo sia come albero coltivato per ornamento, con esclusione delle sole regioni meridionali, si rinviene in pianura e nelle zone collinari, sulle Alpi si trova sino ai 900 metri di quota. E' presente spontaneamente come specie accompagnatrice in diversi tipi di boschi della nostra penisola, largamente rappresentato soprattutto nei boschi misti di latifoglie sia di pianura, consociato alla farnia dove costituisce il querco-carpineto, sia nei boschi collinari e submontani insieme al cerro e alla roverella, in montagna lo si incontra consociato al faggio o al carpino nero.

Sviluppo: E' un piccolo albero o cespuglione a lento accrescimento, raggiunge raramente i 15 metri di altezza, ma ha un ottima longevità (200 anni).

Corteccia: Quella del tronco è più o meno grigia, liscia, simile a quella del faggio ma con rilievi e depressioni longitudinali, si screpola pochissimo e solo quando l'albero invecchia. La corteccia è priva di ritidoma.

Habitat: Predilige le esposizioni solatie o di media ombra e i terreni freschi e profondi ma non umidi, vive spontaneo in boschi di latifoglie in pianura e collina. E' una specie termofila, sopporta la siccità e gli inverni lunghi e freddi, venti forti e ricchi di salsedine, tollera l'inquinamento atmosferico.

Terreno: Cresce vigoroso in terreni calcarei, argillosi e profondi ma essendo una essenza rusticissima e frugale si adatta molto bene anche in terreni più poveri, rifuggendo soltanto da quelli eccessivamente umidi o particolarmente aridi. In terreni molto poveri di sostanze nutritive, la specie cresce solo come arbusto.

Legno: E pregiato e ottimo come combustibile, impiegato per la costruzione di strumenti musicali e attrezzi, è particolarmente duro ed omogeneo, ha un colore particolarmente chiaro che ha dato origine al nome della pianta.

Radici: L'apparato radicale è profondo e sviluppato, costituito prevalentemente da una fitta trama di radici di medie dimensioni che assicurano alla pianta un ottimo ancoraggio anche in terreni poco consistenti e scoscesi.

Portamento: E' un albero caducifoglio con chioma molto fitta larga e tondeggiante ma può anche assumere irregolarmente forma ovale o conica, con rami ascendenti e ramoscelli di ultimo ordine penduli. Lo si trova spesso come arbusto o cespuglione, all'interno di dense siepi. Il tronco è spesso contorto e fittamente ramificato sin dalla base, con rigonfiamenti a spirale caratterizzati da numerose scanalature, sopporta bene le potature e l'allevamento a siepe regolare.

Importanza ambientale: Allo stato spontaneo costituisce una importante essenza forestale per il rimboschimento di terreni incolti, è una delle piante più diffuse del paesaggio colliare e montano della nostra penisola, viene impiegato sempre più spesso per la formazione di siepi grazie alla sua spiccata tendenza a ramificare dal ceppo e per la caratteristica di mantenere le loglíe secche durante l'inverno.

Gemme: Le gemme sono lunghe circa un centimetro, appuntite e fusiformi, appressate ai rami, crescono verticalmente rispetto alla base fogliare, sono distribuite in modo alterno sui rami, distanziate da brevi internodi, quelle invernali hanno un colore marrone scuro tendenti al rosso-mattone.

Fiori: Il carpino è una specie monoica, i fiori compaiono contemporaneamente alle foglie, quelli maschili sono portati dai rami dell'anno precedente lunghi amenti rossastri quelli femminili invece sono riuniti in spighe verdi sui rami dell'anno.

Resistenza: molto resistente alle potature, alle polveri e alle atmosfere inquinate tipiche delle nostre città, al freddo, alle nebbie, al vento e alla neve. Non subisce solitamente gravi danni da patogeni di origine vegetale o animale.

Foglie: Semplici di forma ovato-ellittica, appuntita, a base debolmente cordata, sono caduche, alterne, distiche, di lunghezza variabile da 5 a 10 cm, la lamina ha nervature molto regolari e parallele che raggiungono il margine, a sua volta doppiamente seghettato, il picciolo è lungo 5-12 mm. La pagina superiore è glabra e di un bel verde scuro, la pagina inferiore è pubescente e più chiara, in autunno le foglie virano di colore e diventano dapprima gialle e successivamente marroni.

Frutti: Sono riuniti in infruttescenze pendule che numerosissime adornano l'albero nel periodo autunnale ed invernale. Sono chiamati acheni ma in realtà sono delle piccole noci, portate ciascuna da una brattea trilobata lunga 3-4 cm, atta alla dispersione del seme da parte del vento (frutti secchi alati). Le noci si presentano ovate, costolute, coriacee, monosperme, prima di colore verde poi brune. I frutti cadono durante l'inverno.

Uso: Essenza particolarmente adatta al rimboschimento di terreni poveri e marginali, viene apprezzata anche per l'arredo di giardini, parchi, aree sportive, fasce frangivento e alberate rurali. Viste le sue doti di resistenza allo smog, alle polveri e alle atmosfere inquinate delle città, ben si presta alla creazione di viali di piccole dimensioni o barriere ai margini di strade anche ad intenso traffico autoveicolare. Per quanto riguarda le distanze di impianto si consiglia di non mettere le piante a dimora a meno di 3/5 m di distanza una dall'altra se in gruppo, e di 1,5/2 m nel caso di alberature in filare (siepi). La reperibilità sul mercato vivaistico di questo albero è ottima, sia per quanto riguarda la disponibilità di giovani piante sia per la ricerca di esemplari di medie dimensioni.