Ceropegia

CEROPEGIA (Linneo) Dal vocabolo greco «Keropègion» che significa candelabro, per la forma e la disposizione dei fiori. Fam.: Asclepiadaceae.    Specie: 160, originarie dell'Asia, dell'Africa tropicale e della Malesia. Sono […]

CEROPEGIA (Linneo)
Dal vocabolo greco «Keropègion» che significa candelabro, per la forma e la disposizione dei fiori.
Fam.: Asclepiadaceae. 
 

Specie: 160, originarie dell'Asia, dell'Africa tropicale e della Malesia. Sono in genere erbe o suffrutici, di solito a rizoma tuberoso, erette o decombenti. Foglie opposte, fiori riuniti in cime.
Poche sono le specie coltivate e anche queste raramente. Necessiterebbero di maggior diffusione le seguenti:
C. cumingiana Decaisne – origine: Giava; 1847, decombente.
C. gardnerii Thw. – origine: Ceylon; 1860, decombente.
C. sandersonii – origine: Sud Africa, volubile e carnosa.
C. stapeliaeformis Haw. – origine: Capo di Buona Speranza; 1824, stelo grosso e carnoso.
C. woodii Schultz origine: Natal, decombente a stelo ricoperto di tubercoli.

Ceropegia distincta, una specie poco diffusa

Particolari e inconfondibili i fiori di Ceropegia. Qui l'incrocio C. sandersonii x radicans

Moltiplicazione
Tutte le specie si propagano facilmente per talea, che si può fare in qualsiasi epoca essendo piante senza riposo stagionale.

Coltivazione
Per sé stesse, Ceropegia non sono molto esigenti, però si avvantaggiano di un buon terriccio non troppo soffice. Hanno in genere uno sviluppo lento. Quasi tutte si possono allevare sia decombenti che facendole ascendere lungo sostegni intrecciati. Hanno fiori in continuazione, poco vistosi, anche se molto belli e curiosi.

Temperatura – Luce – Umidità
Tutte amano la luce viva e possono sopportare anche un po' di sole, vanno quindi trattate come Croton sia per la luce che per la temperatura. Sono però meno esigenti in fatto di acqua e non vogliono spruzzatore.