Chamaecyparis: come coltivarle

Rustiche, poco esigenti e facili da coltivare, sono piante di grande utilità e valore ornamentale, sia per il fogliame persistente che per la gamma di colori, dimensione e portamento che contraddstinguono le diverse specie e varietà.

Chamaecyparis si prestano a creare siepi, barriere frangivento o gruppi di piante, ad essere utilizzate come sfondo ad altri arbusti, come tappezzanti o nei giardini rocciosi. Oltre a richiedere rari interventi di conciliazione e potatura, sono poco sensibili ai parassiti animali e vegetali.

Chamaecyparis lawsoniana

Chamaecyparis preferiscono il clima umido e fresco, al riparo dai venti secchi. Si adattano a quasi tutti i terreni da giardino, purché ben drenati: per quanto amino una certa umidità nel terreno, non tollerano il ristagno idrico, che favorisce il 'marciume radicale', malattia fungina responsabile del deperimento e della morte delle piante colpite. L'esposizione più indicata è l'ombra leggera, tranne che per le varietà a fogliame dorato, come C. pisifera 'Aurea' e C. 'Plumosa aurea nana', che producono un maggior numero di pigmenti gialli, e quindi conservano il proprio prezioso colore, se coltivate in pieno sole.

Trapianto
I mesi più adatti al trapianto sono ottobre-novembre, se il terreno è leggero e l'inverno non troppo rigido. In altri casi è meglio attendere l'inizio della primavera, per dare modo alle piante di attecchire e rafforzarsi prima del sopraggiungere della brutta stagione.

Concimazioni
Parche e lente a crescere, si accontentano di una conciliazione primaverile a base di azoto per ravvivare il colore del fogliame. Se però si desidera ottenere un rapido sviluppo, si deve somministrare concime organico, come farina d'ossa o cornunghia, all'inizio della primavera.

Potatura
Non sono necessarie potature regolari, anche perché, dove fossero richieste piante di dimensioni contenute, è sufficiente scegliere le varietà a portamento nano e compatto e a crescita lentissima. Interventi di potatura per ridurre l'altezza di piante adulte, invece, rischiano di provocare danni irreparabili: come quasi tutte le altre conifere, infatti, non rigettano facilmente dal fusto e dai rami maturi, in quanto possiedono solo poche gemme dormienti. Nelle piante adulte ci si limita quindi ad eliminare i rami morti o deperiti. Le piante giovani possono invece richiedere interventi di potatura per regolarne la forma, soprattutto nel caso di varietà a portamento compatto e delle siepi: i rami eventualmente troppo sviluppati o disordinati vengono allora tagliati in primavera. Vi sono alcune varietà di C. lawsoniana e C. pisifera, tuttavia, il cui fusto tende a biforcarsi all'apice, anche ad una certa altezza, con pessime conseguenze sul portamento e sulla futura stabilità e salute della pianta: diventa quindi necessario, verso marzo, recidere alla base uno dei due rami della biforcazione.

Malattie
Oltre che dai funghi responsabili del 'marciume radicale', Chamaecyparis sono colpite dagli afidi, soprattutto se si è ecceduto in concime azotato.

Propagazione
Tanto sono facili da coltivare, così sono lunghe da riprodurre, sia da seme che per talea! Per ottenere piantine simili ai genitori, si ricorre, nel caso delle varietà, alla moltiplicazione tramite talea. Si prelevano germogli lunghi una decina di centimetri, con un pezzetto del ramo, in gennaio, se si dispone di un cassone riscaldato a 15-18 'C, o altrimenti in maggio. Avvenuta la radicazione, in substrato composto da torba e sabbia in parti uguali, si trapianta in vasetti di 7-8 cm di diametro, riempiti da terriccio da giardino reso più permeabile con l'aggiunta di sabbia. Li si pone all'aperto, meglio se interrati per garantire un'umidità più costante; in autunno si trapiantano le nuove piantine in una zona del giardino adibita a vivaio: per poterle collocare a dimora, infatti, occorre attendere ancora 3 anni.
Le specie possono invece essere riprodotte anche da seme, che si ottiene aprendo i 'galbuli', cioè i frutti globosi e legnosi. Si pongono i semi in semenzaio tra marzo e aprile, senza bisogno di copertura. Appena le piantine sono alte una decina di centimetri, le si trapianta in un'aiuola apposita, dove rimarranno per due anni.