Compostaggio: macchine e tecniche

Vietato bruciare le sterpaglie... proibito deporle nei cassonetti per la spazzatura...

 L'introduzione di severe normative comunali sulla raccolta differenziata dei rifiuti suggerisce di ricorrere al compostaggio per lo smaltimento di foglie, ramaglie, erba tagliata. Questa pratica, oltre a consentire il rispetto delle ordinanze pubbliche, permette di ottenere un concime naturale da distribuire su prati e aiuole per restituire loro quella preziosa sostanza organica, ricca di elementi nutritivi, che era stata assorbita dalle radici.

Sezione di biotrituratore elettrico con apparato di taglio a 6 lame. Sono ben visibili le due principali, più grandi (Foto Gutbrod)

Biotrituratore Cab 35 a motore, che utilizza benzina senza piombo. Il manico a carriola ne agevola lo spostamento (Foto Gutbrod)

La triturazione
Per diventare utile compost i rifiuti di origine vegetale devono innanzitutto i essere macinati molto finemente, soltanto con materiale ben sbriciolato infatti i microrganismi possono procedere alla degradazione dei tessuti vegetali. Tale operazione avviene per mezzo di bio-trituratori, macchine poco ingombranti, in grado di triturare le sterpaglie fino ad ottenere la base per un buon compost.

Regolatore a crivelli (a sx) e ad aste per variare la dimensione del materiale macinato (a dx)

Il mercato ne propone una vasta gamma; i modelli più piccoli sono indicati per giardini di modeste dimensioni, dove non vi siano grossi rami da eliminare. Altre macchine, più grandi, hanno due imboccature separate per sterpaglie leggere e rami di maggior diametro. A livello professionale, poi, ecco le grandi cippatrici capaci di ingoiare interi tronchi.
Cuore di qualsiasi biotrituratore è l'apparato di taglio, costituito da un numero di lame variabile a seconda della potenza del modello. Una macchina di tipo medio può avere sei lame, di cui quattro di pre-triturazione e di alimentazione che convogliano il materiale alle due lame principali, bifacciali e dotate di alette di scarico per evitare rischi di intasamento.

Biotrituratore professionale Ecoline R 3501 T azionato mediante la presa di forza di un trattore (Foto Negri)

Anche le ruote hanno la loro importanza; se larghe come nel Combi-Cut assicurano stabilità e manovrabilità anche su terreni sconnessi (Foto Blue Bird lndustries)

I modelli più grandi sono invece dotati di gruppo di triturazione a martelli, che sminuzza anche materiali duri, compreso eventuale pietrisco. Queste macchine sono in genere completate da un dimensionatore del macinato che permette di ottenere materiale più o meno fine per mezzo di crivelli o barre poste in basso, presso il punto di uscita del macinato. La maggior parte dei biotrituratori, anche piccoli, è carrellata, ovvero montata su ruote che ne facilitano lo spostamento. Alcuni modelli sono anche ripiegabili e possono comodamente essere trasportati nel bagagliaio dell'auto. Quanto alla sicurezza, la regola vuole che infilando un braccio nell'imbuto di carico non si possa toccare il gruppo di taglio (prova da farsi ovviamente a macchina spenta). Altri dispositivi impediscono il funzionamento del motore se sono aperti gli accessi alle parti interne. Questi sono indispensabili per pulizia, controllo e sostituzione delle lame, che si logorano ben più delle restanti parti della macchina.

Compo Schnell-Komposter, acceleratore di decomposizione da spargere sui residui vegetali già tríturati per rendere più rapida la loro trasformazione in un fertile compost (Foto Basf).

Biotrituratore Cramer a doppia bocca di carica. I rami vengono introdotti dalla larga apertura laterale, le ramaglie dall'alto (Foto Blue Bird lndustries).

Un ultimo fattore da tener presente nella scelta è il funzionamento elettrico o a benzina. Il primo è senza dubbio meno inquinante, ma presuppone la possibilità di raggiungere una presa di corrente. Il secondo rende il biotrituratore autonomo ed è pertanto in uso nei modelli più grandi ed in quelli professionali.

Il compostaggio
Il materiale triturato deve essere lasciato riposare per tre-quattro mesi affinché possa avvenire quel processo, biologico di decomposizione aerobica che lo trasformerà in un fertile terricciato. La miscelazione di parti vegetali macinate fini e di altre più grossolane rende il compost in maturazione più poroso e quindi impedisce la formazione di sacche di umidità che potrebbero provocare l'insorgere di processi di,putrefazione e conseguenti cattivi odori. Un buon compost non puzza né lascia percolare liquidi. Una volta preparato il materiale, l'attività dei microrganismi può essere stimolata mediante l'inoculo di prodotti adatti poi procede da sola; occorre soltanto rivoltare il mucchio di quando in quando e mantenerlo leggermente umido.

Il piccolo Biostar 1800 sta comodamente nel bagagliaio dell'auto
(Foto Scheppach/Generai Garden)

In giardino il compostaggio avviene in appositi silos da collocare in un angolo appartato. Ve ne sono in materiale plastico e in legno verniciato per renderlo inattaccabile dalle muffe. I silos devono consentire un buon arieggiamento all'interno, essere quindi forati o costituiti da assi che si possono sfilare. Questo accorgimento risulta assai comodo per prelevare il compost pronto, umidificare i residui vegetali in compostazione e mescolare per arieggiare il cumulo. Più semplice è coprire il mucchio con un telo apposito, impermeabile all'acqua piovana, ma poroso da permettere gli scambi gassosi fra ossigeno, necessario all'attività microbica, ed anidride carbonica prodotta dal processo biologico in atto. Sotto il telo il materiale vegetale mantiene un grado di umidità ottimale, quella desiderata dal giardiniere. Non viene inondato dalla pioggia né asciugato dal sole. Il compost così ottenuto trova diversi impieghi in giardino. Sparso a piccole dosi sui prati ne migliora il terreno, arricchendolo di humus e di elementi nutritivi. Può inoltre essere interrato nelle aiuole al momento della lavorazione del suolo, prima della messa a dimora di bulbi e piantine.

Il compostaggio sotto teli Top Tex in un'azienda vivaistica. Tale materiale è disponibile anche in piccole metrature per l'uso in giardino (Foto Biasion)

Per una buona maturazione del compost è necessario che l'aria possa circolare all'interno del cumulo di residui vegetali (Ridisegnato da Biasion)

Inoltre questo materiale può sostituire parzialmente la torba ed i terricci universali nei rinvasi. Esperienze avvenute presso l'istituto agrario di S. Michele all'Adige (TN) hanno dimostrato come le più comuni specie fiorite, quali gerani, fucsia, Impatiens, si sviluppino meglio in una miscela torba/compost in parti uguali. e la presenza di quest'ultimo è però superiore al 50%, l'effetto positivo tende a diminuire. Meglio quindi non esagerare e, caso mai, risparmiare compost mettendone un po' meno della metà.
I due substrati vanno ben mescolati prima di essere posti nel vaso e non stratificati nel contenitore. Il compost non utilizzato può essere conservato per qualche tempo in sacchi di carta o plastica. Non per molti anni, però: quando invecchia troppo il fertile humus si mineralizza e diventa una terra morta, come la torba.

Silos di compostaggio Al-ko in legno resinoso trattato antimuffa. I residui macinati si aggiungono dall'alto; l'apertura laterale consente il prelievo in basso del compost maturo. (Foto AI-Ko/Biasion)

Il compost esiste perché in esso vivono i microrganismi che l'hanno creato dagli scarti vegetali; vive perché la natura vuole che ogni materiale organico rientri in un ciclo che si perpetua negli anni. Praticare il compostaggio in un angolo del giardino significa inserirsi in questo perenne rinnovarsi della vita, invece di ridurla in cenere in un gran fuoco.