Compostaggio: preziose foglie secche

Il compostaggio è il riciclaggio dei residui vegetali al fine di farne materiale per la coltivazione delle piante.

Ci sono compostaggi che utilizzano residui di vario genere, quali ad esempio quelli di cucina, e richiedono attrezzature e spazi grandi. Tanto è vero che oggi in molte città tedesche e svizzere ci sono impianti di compostaggio di grandi dimensioni per lo smaltimento degli scarti di manutenzione del verde che producono materiali utili al giardinaggio e all'agricoltura. In Italia questa tecnica di riciclaggio dei rifiuti si sta diffondendo, in particolare a opera della Scuola Agraria di Monza che è stata una delle prime in Italia a fare studi e progetti su questi tipi di impianti. In effetti il compostaggio risolve in parte il grande problema del riciclaggio dei rifiuti e fornisce materiale organico per la coltivazione delle piante. I costi di produzione del compost sono tuttavia ancora piuttosto elevati.
In queste righe mi occuperò del compostaggio che può effettuare un privato nel suo giardino, con tecniche semplici. Oggi che la sensibilità ecologica è un poco cresciuta e soprattutto che l'ecologia sta diventando un business, la pubblicità parla di ecogiardinaggio, intendendo con questo termine un giardinaggio che rispetti al massimo l'ambiente senza impoverirlo eccessivamente. Il compostaggio fa parte dell'ecogiardinaggio, ma bisogna dire che i veri floricoltori e hobbisti di giardinaggio hanno da sempre praticato il compostaggio artigianale, riutilizzando le foglie secche cadute in autunno dagli alberi per farne protezioni invernali alle radici e terricci con cui rinvasare le piante o rendere più soffice il terreno. Il terriccio di foglie è a tutt'oggi un prodotto ottimo per la coltivazione di arbusti e piante erbacee, soprattutto se le foglie di partenza sono quelle del faggio e del castagno.
In autunno la continua caduta delle foglie, che dura per parecchio tempo, poiché gli alberi non ne vogliono sapere di spogliarsi tutti nello stesso periodo, induce pensieri di amore e rimpianto nei confronti delle piante sempreverdi che i "non perdono le foglie". Non è vero, anche le piante sempreverdi perdono le foglie, ma in maniera continua e poco alla volta; è per questo che, almeno dal punto di vista della raccolta delle foglie, la loro gestione è più facile.
Per rendere utile questo gravoso lavoro ricicliamo le foglie per preparare terricciati utilizzabili nel giardino. Il riciclaggio dei residui vegetali è la base per un giardinaggio naturale basato sul risparmio energetico; in questo modo ci si può sentire un pochino più ecologisti e risparmiare molto nell'acquisto dei terricci organici per i rinvasi di primavera e i ricarichi di terriccio nelle piante da giardino.

Pacciamatura con foglie secche per proteggere le piante dal freddo

Stratificazione dei residui organici in un cassone di legno per la produzione di terriccio

Triturazione di legno e foglie coriacee per il compostaggio

Apertura del composta per il rimescolamento

Dagli scarti del verde si possono ottenere prodotti diversi a seconda del materiale di partenza, del livello di frantumazione e del tempo di maturazione.
La pacciamatura è un prodotto derivato dalla semplice frantumazione del legno, per mezzo di macchinari appositi che ne effettuano la triturazione (cippatrici).
La pacciamatura si ottiene preferibilmente da corteccia, ma anche da tronchi e rami di legno cippati. Il legno più adatto è quello di resinose (abete e pino) perché dà un materiale acido che limita le infestanti. Però si può usare il legno di qualsiasi pianta anche latifoglia come il pioppo, la quercia, il faggio. Se si teme che il materiale cippato provenga da piante malate è consigliabile la sterilizzazione col vapore per evitare di trasmettere infezioni fungine o attacchi di insetti.
Si userà la pacciamatura in questa stagione per proteggere le piante dal freddo ponendola direttamente nella zona radicale. In primavera estate manterrà più fresco il suolo e soprattutto limiterà le piante infestanti.
Mescolando terra e foglie si ottengono i terricci, tra i quali è ottimo il terriccio di foglie. Sono materiali ricchi di sostanza organica, soffici, molto adatti per il giardinaggio. Il terriccio di foglie si ottiene raccogliendo in autunno le foglie delle piante a fogliame deciduo stratificandole all'aperto con terra fine (ad esempio terriccio da vasi o da giardino esaurito).
Vanno bene tutte le foglie di piante decidue, in particolare faggio,. quercia e castagno; più lunghe da decomporsi le foglie del pioppo e del platano. Non usare le foglie di magnolia o di altra pianta latifoglia sempreverde.
Ad ogni doppio strato (sotto terriccio, sopra foglie), si aggiunge una piccola quantità di concime azotato, solfato ammonico o urea. La miscela deve essere ben bagnata, contenuta in un contenitore aerato per favorire la decomposizione e protetta dalla pioggia e dall'eccessivo dilavamento.
Il terriccio di foglie è pronto dopo 9-18 mesi, a seconda del grado di decomposizione fogliare che si desidera.
I contenitori per terriccio sono di solito gabbie in rete metallica o cassoni di legno. li rischio maggiore del terriccio è che può contenere nematodi, semi di erbe infestanti, spore di funghi, uova di insetti e altri componenti sgraditi.
Di solito per le somministrazioni nel giardino si usa così com'è, mentre se si usa per il rinvaso delle piante in serra o in casa deve essere sterilizzato coi fumiganti o col vapore; in caso contrario rischia di riprodurre in ambienti chiusi attacchi massicci di parassiti. Il vapore è preferibile rispetto alle sostanze chimiche fumiganti.
Il compose di rifiuti vari è alquanto più difficile da preparare rispetto al terriccio di foglie, ma permette di riciclare veramente tanti scarti diminuendo la produzione di rifiuti. I compost (o composte) sono prodotti ottenuti dalla decomposizione di sostanze organiche varie in ambiente misto aerobico e anaerobico. Si usano come concime o terriccio. La composta è un buon concime organico sostitutivo del letame che permette di utilizzare i residui della manutenzione del verde e della cucina, gambi di verdure, bucce, residui di tosatura del prato, legno e foglie di sempreverdi, questi ultimi soltanto se preventivamente frantumati.
Come per il terriccio è bene evitare di usare materiale che presenti segni evidenti di attacchi parassitari. I materiali vengono stratificati con concime azotato e si decompongono in sei mesi circa in ambiente aerato e in presenza di acqua e azoto. In queste condizioni i funghi e i batteri disgregano il materiale dando origine ad un prodotto soffice, di colore scuro, ricco di sostanza organica.
Il difficile è trovare il giusto grado di arieggiamento e innaffiamento per evitare che il cumulo si secchi troppo in fretta o, al contrario, che marcisca.
Oggi, per rendere più rapido e sicuro il processo di compostaggio casalingo, il mercato offre attrezzature quali biotrituratori e composta che consiglio poiché, facendo avvenire la reazione in ambiente chiuso, non danno problemi né cattivi odori.
Vediamo cosa sono e come funzionano questi apparecchi.
I composta sono contenitori appositi di dimensioni contenute (dai 200 ai 500 litri circa per uso individuale) nei quali si stratifica il materiale insieme a microrganismi ed enzimi che innescano e accelerano la reazione di decomposizione.
Durante la decomposizione si sviluppano temperature di 50-60 °C che in parte riducono la presenza di semi di piante infestanti, di spore di funghi e di uova di insetti. E' importante che il materiale sia umido, ma non eccessivamente bagnato.
Come già detto il legno e le foglie dure vanno prima frantumati con apposite sminuzzatrici (biotrituratori).
E' molto importante la grossezza dei pezzi di legno poi che un'eccessiva frantumazione fa sì che il mucchio si costipi eccessivamente con il rischio di un'eccessiva fermentazione anaerobica e conseguente sviluppo di marcescenze; viceversa frammenti troppo grossi possono far disseccare il mucchio per l'eccessiva presenza di aria.
Nelle compostiere il materiale nuovo va caricato dall'alto avendo cura di mescolare sempre materiali morbidi con legno frantumato e aggiungendo gli enzimi. Una o due volte a partire dalla seconda settimana il materiale va rimescolato accuratamente, estraendolo dal contenitore e reimmettendolo poi dall'alto. Dopo 1 mese, 1 mese e mezzo circa si ha il prodotto finito che si presenta come un materiale nero, soffice e inodore nel quale a volte si possono ancora vedere i materiali di partenza. Le compostiere esistenti in commercio e in vendita nei Garden Center, nei negozi di ferramenta e per corrispondenza sono di solito in plastica. Il compost ha tutte le caratteristiche e offre tutti i vantaggi di un buon terriccio organico: aumenta la sofficità e la capacità idrica del terreno e libera lentamente elementi nutritivi .
Il compost può essere usato in giardino preferibilmente in autunno inverno mescolato al terreno rispettivamente nella misura di 5 kg /mq. Nel terrazzo può essere usato come pacciamatura o mescolato superficialmente con il terriccio. In caso di rinvasatura mescolarlo con il terriccio già esistente nei vasi nella misura di circa metà e meta.