Concimazioni a misura di pianta

In un bosco o in altro ambiente allo stato naturale, il terreno si concima da sé. Il suo complesso sistema biologico è in grado di riciclare il materiale organico in decomposizione: foglie secche, rametti, erba morta. Tutti i "rifiuti" abbandonati da vegetali e animali vengono trasformati dalla microfauna e dalla microflora in composti minerali più semplici, acqua, anidride carbonica, che vengono riutilizzati senza lasciare residuo alcuno.
Quando però l'intervento dell'uomo introduce in un'area ristretta, quale può essere la superficie di un giardino, un certo numero di specie con specifiche esigenze, diventa indispensabile apportare sostanze nutritive che soddisfino quelle precise necessità. Non tutti i buongustai prediligono i medesimi piatti; non tutti i vegetali possono crescere bene nelle medesime condizioni.

Negli ambienti allo stato naturale la lettiera in degradazione, in cui si accumulano materiali organici di scarto, fornisce alle piante le necessarie sostanze nutritive grazie all'attività di decomposizione di microfauna e microflora.
(Disegno di Donata Bassanelli).

 

I "distinguo" di legge
Con l'intento di porre ordine in una materia quanto mai complessa, la normativa entrata in vigore nel 1984 definisce fertilizzante "qualsiasi sostanza che, per il suo contenuto in elementi nutritivi oppure per le sue peculiari caratteristiche chimiche, fisiche e biologiche, contribuisce al miglioramento della fertilità dei terreno agrario oppure al nutrimento delle specie vegetali coltivate o, comunque, ad un loro migliore sviluppo".
Il legislatore distingue poi i fertilizzanti in concimi veri e propri (spesso i due termini sono erroneamente considerati sinonimi) e in ammendanti e correttivi. I primi comprendono "qualsiasi sostanza, naturale o sintetica, minerale od organica, idonea a fornire alle colture l'elemento o gli elementi chimici principali della fertilità a queste necessarie per lo svolgimento dei loro ciclo vegetativo e produttivo".
I secondi invece non apportano sostanze nutritive, ma contribuiscono a "modificare e migliorare le proprietà e le caratteristiche chimiche, fisiche, biologiche e meccaniche di un terreno".

Gli elementi fondamentali
Sulle etichette delle confezioni di concime deve essere specificata la composizione, ovvero il contenuto in elementi minerali ed eventuale sostanza organica. E' consuetudine esprimere tale dato con una terna di numeri, ad esempio 13-13-21, che può risultare sibillina. Le cifre si riferiscono semplicemente al contenuto di azoto (N), fosforo (P), potassio (K) dei preparato. Tali valori vengono, per convenzione, riportati sempre nel medesimo ordine: N-P-K. Un'eventuale quarta cifra si riferisce al magnesio (Mg). Sono questi infatti gli elementi di cui le piante hanno maggiormente bisogno. L'azoto è presente in grandi quantità nei tessuti vegetali di cui costruisce la struttura, insieme all'idrogeno e all'ossigeno dell'acqua e al carbonio proveniente dalla fotosintesi. Viene assorbito soprattutto in forma nitrica e ammoniacale, mentre quella organica e la "fissata" ne rappresentano le principali riserve nel terreno, riserve che vengono gradualmente rilasciate.
In tempi recenti la scienza ha messo a punto concimi che si ispirano a questi processi naturali e costituiscono quindi vere e proprie riserve di azoto, che viene liberato gradualmente in un certo arco di tempo. I preparati a "lenta cessione" ovvero a "cessione programmata", assicurano un apporto nutrizionale almeno pari a quello dei concimi azotati tradizionali, ma permettono di risparmiare tempo e fatica perché basta somministrarli una o due volte all'anno. La liberazione dell'azoto è stimolata dalla situazione del terreno: umidità temperatura, pH, attività microbica. Quando la temperatura sale e l'umidità è assicurata, viene liberata una maggior quantità di azoto, proprio in coincidenza dell'aumentare dell'attività vegetativa e quindi dell'utilizzo da parte delle piante.
Il fosforo è necessario per il trasporto dell'energia all'interno dei tessuti vegetali e per la trasmissione del patrimonio genetico; è infatti presente nei cromosomi. La sua dinamica nel terreno è del tutto diversa da quella dell'azoto; si lega infatti alla sostanza organica e ai colloidi. Le secrezioni radicali spezzano tali legami e rendono così l'elemento pronto per essere assorbito dalle radici. E' quindi la stessa pianta a regolare la disponibilità di fosforo. Solo nel caso di anomale necessità nutrizionali l'elemento viene solubilizzato.
Il potassio rappresenta l'indispensabile tocco ai colori dei fiori e dei frutti. Interferisce infatti sulla produzione dei pigmenti, oltre a favorire l'accumulo delle sostanze di riserva, in particolare degli zuccheri. E' ovviamente presente in percentuale maggiore nei concimi specifici per piante e fiori. Nel terreno si trova anch'esso adsorbito sui colloidi, ma il suo rilascio è correlato alla concentrazione nella soluzione acquosa del suolo, ossia nelle particelle d'acqua presenti nel terreno.

Altri fattori di fertilità
Si è fatto cenno alla presenza del magnesio. nella formula di alcuni concimi. E' un elemento indispensabile alla sintesi della clorofilla, ma in quantità assai modeste.
Ancor minori disponibilità sono richieste per i microelementi: ferro, zinco, rame, manganese, boro e altri ancora. La loro carenza provoca scompensi fisiologici, come la clorosi (ingiallimento) delle foglie, tipico della mancanza di ferro. Nei concimi completi per orto e giardino la presenza di microelementi è specificata sull'etichetta.
Quest'ultima può anche riportare la voce "sostanza organica", la prima e più naturale fonte di energia per le colture in crescita.
Fino alla metà dei nostro secolo il materiale organico in forma di letame rappresentava l'unico concime disponibile. Dopo gli anni Cinquanta il diffondersi dei prodotti di sintesi aveva fatto pensare a molti agricoltori che queste "novità" fossero sufficienti a reintegrare le riserve dei suolo. Ben presto però ci si rese conto che il mancato utilizzo della sostanza organica portava a riduzioni dei raccolti. Nei prodotti per giardinaggio vengono impiegate diverse fonti di sostanza organica: letame, guano dei Perù (ottenuto dagli accumuli di escrementi degli uccelli marini), cornunghia, sangue di bue, composta. Quest'ultima può essere facilmente prodotta in proprio se il giardino prevede un angolo appartato dove collocare l'apposito silos nel quale accumulare tutti i rifiuti organici: avanzi di cucina, erba tagliata, foglie secche, rametti triturati. Un apposito prodotto cosparso sul cumulo favorisce il processo di decomposizione, abbreviando i tempi di preparazione della composta.

Somministrazione
Nel momento di scegliere un concime non si può tralasciare di considerarne le modalità d'impiego, anch'esse specificate sull'etichetta.
I concimi granulari, venduti in scatole o sacchetti, vanno interrati mediante una più o meno profonda lavorazione del terreno durante ben precise fasi colturali. La concimazione di fondo si effettua in autunno-inverno, nel corso della vangatura. Essa si propone di costituire una riserva di fosforo e potassio nello strato di terreno che verrà successivamente esplorato dalle radici. E' necessaria per le aiuole destinate a colture annuali e per i prati di nuova semina. La concimazione d'impianto è da prevedere 8-10 giorni prima della semina o del trapianto. Il concime viene sparso al suolo e interrato leggermente con una rastrellatura. Questo trattamento garantisce l'immediata disponibilità di elementi nutritivi nello strato più superficiale del terreno, in cui si verranno a trovare le prime radichette.
La concimazione di copertura avviene più tardi, almeno un mese dopo la messa a dimora delle piantine e si propone di rifornire il terreno di sostanze nutritive man mano che queste vengono asportate dall'attività dei vegetali. E l'unica concimazione applicabile ad alberi, arbusti, rose, perenni e tappeti erbosi già esistenti. Il prodotto viene sparso sul prato, sotto gli alberi e gli arbusti o distribuito fra le file; se possibile, è opportuno interrarlo leggermente.
Utilizzando preparati granulari con azoto a cessione programmata, il numero dei trattamenti viene molto ridotto e nella maggior parte dei casi si limita a 1-2 all'anno.

Il lento dissolversi di un granulo d'azoto "a cessione programmata". Questa formulazione consente un rilascio graduale e persistente nei periodi di maggior fabbisogno e quindi di assorbimento da parte delle piante.

 

Per le piante in vaso, allevate in casa o sul terrazzo, i concimi a lenta cessione sono disponibili in forma di pratici bastoncini da infilare nel substrato, presso il bordo del contenitore. Durano 3-4 mesi, non richiedono manipolazioni, non sporcano e si dissolvono completamente nel periodo di tempo indicato sulla confezione. Un'altra tecnica per nutrire le piante è la fertirrigazione, che prevede l'impiego di concimi liquidi o solubili in acqua da distribuire durante le innaffiature.
Nei campi e nelle serre le sostanze nutritive vengono immesse negli impianti di irrigazione. In ambito domestico si prepara la soluzione in una bottiglia o direttamente nell'innaffiatoio per le piante in vaso, in una pompa a spalla per l'orto o il giardino. I microelementi vengono assorbiti benissimo anche per via fogliare. Spruzzare le foglie con un nutrimento apposito è pertanto al via più diretta per far giungere tali indispensabili sostanze ai tessuti vegetali. Ovviamente perché questi li possano utilizzare al meglio è opportuno evitare gli accumuli di polvere che ne ostacolano la normale attività. Prima del trattamento è consigliabile quindi pulire le foglie delle piante da interni con un batuffolo di ovatta umida. Questi prodotti vanno riservati alle specie a foglia lucida e non possono esser usati su foglie coperte da peluria, perché ne resterebbero danneggiate.
Qualunque sia il tipo di concime prescelto, è sempre necessario leggere le indicazioni riportate sulla confezione, sia all'atto dell'acquisto che al momento dell'uso, e non eccedere mai con le dosi. Le piante troppo rimpinzate fanno "indigestione" e manifestano il loro malessere con ustioni alle radici e danni alle parti verdi.
Le industrie produttrici sono impegnate da tempo nello sviluppo di specialità idonee alle esigenze sia delle piante che del giardiniere. Un corretto impiego dei prodotti nati da queste ricerche consente di mantenere le piante sane e belle, ossia di elevato valore decorativo, senza, spreco di concime, e quindi di denaro per acquistarlo.