Cosenza, Cerisano: Villa Zupi, un giovane di due secoli

Cerisano, paese calabro a sud-ovest di Cosenza, ha un bellissimo parco perfettamente conservato e gestito dagli eredi del fondatore che volle ricordasse il partenopeo parco «La Favorita».

Magnolia obovata 'Purpurea': fiorisce due volte all’anno.
In primavera prima dell’emissione delle foglie e nel mese di agosto

Tra la Sila Grande e la Sila Piccola il Parco nazionale della Calabria graffia coi suoi monti il cielo e si specchia nei suoi grandi e meravigliosi laghi per tessere una ragnatela di fiumi che corrono frettolosi verso lo Ionio.
Cosenza è la sontuosa porta di accesso al cuore del parco, si che questo pende al suo collo come una grande collana che ha, come fermaglio un prezioso monile che occhieggia verso il Tirreno: Cerisano.
Il riferimento al Parco nazionale della Calabria può sembrare una forzatura collocandosi ad est di Cosenza, mentre Cerisano si trova ad ovest, tuttavia il discorso si presenta unitario allorché si considera che tutta la Sila è un vero e proprio parco sì che, sotto questo profilo ambientale, si comprende meglio la radice di quel filone culturale che sta alla base del sorgere, proprio nel cuore di Cerisano e due cento anni orsono, di un parco privato, ancor oggi perfettamente conservato e sviluppato nella struttura dei suoi componenti, quale è, appunto, il parco di Villa Zupi.

L'importanza del parco
Per coglierne l'importanza dal punto di vista paesaggistico e, ancor più, botanico abbiamo a disposizione due elementi quanto mai puntuali: la relazione della soprintendenza per i beni ambientali di Cosenza, indirizzata al ministero della pubblica istruzione, per sottoporre il parco al vincolo paesaggistico e la documentazione foto. grafica gentilmente fornitaci dall'attuale proprietario, Federico Zupi, attraverso la quale è possibile renderci conto del valore botanico della testi. monianza. Ecco la parte saliente della relazione.
Il parco, detto comunemente Villa Zupi in catasto riportato sotto la denominazione S. Domenico, fu impiantato nel 1790 da Nicola Zupi, fisicomatematico, preside della facoltà di medicina dell’Università di Napoli.
Gli alberi secolari che vi si ammirano sono stati piantati nel 1970 ed i più maestosi sono: lecci, pini da pinoli, tuje, abeti, aceri, corbezzoli, sughero, tasso, bossi, agrifogli, lauro-ceraso, ligustri, bambù ecc.
Il parco ha tre ingressi di cui uno principale con cancello in ferro e gli altri di servizio.
L'ingresso principale immette nel viale più ampio detto «delle tuje» che divide il parco in due sezioni che, sebbene apparentemente separate, sono strutturalmente inscindibili, in quanto sono concatenate da servitù continue e apparenti (canali di irrigazione).
Dalla parte destra del viale principale si accede mediante una piccola gradinata, verso la zona coltivata a fiori ove, fra l'altro, si può ammirare un esemplare maestoso di Camelia di oltre 150 anni, mentre da sinistra, pure salendo una breve rampa, si va verso la zona boscosa detta boschetto.

Altre due vedute del giardino che mettono in risalto la ricchezza di vegetazione

Il boschetto ricorda il viale principale del parco napoletano La Fioridiana appunto perché il detto Nicola Zupi, che viveva per gran parte dell'anno in Napoli, volle far riprodurre nel s,,. parco le bellezze della città partenopea. Sotto il viale principale si trovi un'ampia vasca con ciprini e trote alimentata da una sorgente che nasce nei pressi del boschetto.
Il parco, ubicato nel centro del paese4 si inserisce nel contesto urbano, impreziosendo ancor più le caratteristi che montane del paese stesso. A giudizio dello scrivente tutto li parco è meritevole di essere salvaguardato dalle leggi vigenti in materia di tutela paesaggistica, in quanto esempio eclatante di parco privati mantenuto in modo veramente encomiabile dal proprietario.
Fin qui la parte della relazione de soprintendenza per i beni ambiente di Cosenza, le fotografie, per loro, concorrono a completare la testimonianza su questo parco vigoroso sempre giovane di due secoli.