Dacus carota

Daucus viene dal greco Dauco, nome dato dagli antichi greci ad alcune ombrellifere, tra le quali la Pastinaca, coltivata ad uso alimentare per il suo fittone carnoso, mentre il nome comune carota proviene dal greco, Karoton; Kara-testa. Appartiene alle ombrellifere, famiglia che comprende molte piante eduli come, la carota, il coriandolo, la pastinaca, l’anice, il finocchio, ma che annovera anche piante velenose come, la cicuta, l’erba aglina, la cicutaria, il falso prezzemolo.

Le infiorescenze ad ombrello della carota selvatica.

È pianta erbacea, biennale, pelosa e rigida, con un fittone coriaceo. Nel primo anno emette le foglie basali, e nel secondo produce il fusto alto sino a m 2, eretto e ramificato. Le foglie sono bi-tripennate, pelose, con superficie che può variare da tomentosa a glabra.
I fiori sono bianchi o rosati a petali asimmetrici, raccolti in ombrelle. A rendere inconfondibile la pianta durante la maturazione i peduncoli dell’ombrella si arcuano verso il centro facendo assumere al corimbo la caratteristica forma di nido di uccello. In inglese questa pianta è chiamata «bird’s nest»: nido di uccello. Il fiore centrale dell’infiorescenza può assumere un colore rosa-porporino o nero. La fioritura della pianta avviene da aprile ad ottobre.
Il frutto ha forma appiattita, composta da due archeni con piccoli aculei sulle coste.
Da questa specie spontanea deriva la ben nota forma coltivata, Daucus carota ssp sativus, dalla radice saporosa e ricca di carotene, uno degli ortaggi più conosciuti e coltivati a partire dal XVIII sec.
La forma selvatica è specie comunissima in tutta Europa, ad eccezione delle regioni nordiche. Il suo habitat comprende, margini di fossi e strade, incolti, prati aridi, zone aperte e soleggiate, dal livello del mare alla fascia sub-montana.
Possiede molte proprietà medicinali con effetti vitaminizzanti, diuretici, mineralizzanti, depurativi e tonico-aperitivo. I principi attivi, carotene e Vitamina A sono presenti nei semi e nella radice. I semi, utilizzati in infusi e tisane, sono un ottimo rimedio coadiuvante nella cura delle diuresi, contro i gonfiori dello stomaco e per facilitare la secrezione lattea nelle gestanti.

Particolare delle radici.

La radice della carota, sia selvatica che coltivata, trova anche applicazioni in cosmesi nella cura della pelle come efficace antinfiammatorio. Le proprietà alimentari della carota coltivata sono ben note a tutti, mentre quelle della pianta spontanea lo sono un po’ meno.
Le foglie possono essere consumate come tutte le altre erbe eduli, lessate, passate al burro o aggiunte ai minestroni, mentre la radice può essere unita ad altre verdure nelle minestre alle quali aggiunge un sapore particolare, ma dopo averla tagliata in piccoli pezzetti in quanto la sua consistenza è piuttosto tenace.
Una certa attenzione va fatta per non scambiarla con la temutissima e mortale cicuta. Basterà solamente strofinare le foglioline tra le dita ed annusarle: la carota emanerà il ben noto profumo della radice che ben conosciamo, mentre la velenosa cicuta si potrà identificare dal disgustoso odore che emette.