Danni da ozono sulle piante, premiata la ricerca di San Michele



La ricerca condotta dall’Istituto agrario di San Michele sui danni alle piante provocati dall’ozono troposferico si è guadagnata la copertina della prestigiosa rivista Journal of environmental monitoring che si occupa di scienze ambientali.
Il gruppo di lavoro del Centro ricerca ed innovazione, coordinato dalla ricercatrice Elena Gottardini, si è concentrato sulla specie spontanea Viburnum lantana L., una pianta molto diffusa e che presenta comprovati sintomi da ozono, con l’obiettivo di capire se può essere considerata un affidabile bioindicatore e quindi utilizzata per valutare l’impatto dell’ozono troposferico sulla vegetazione spontanea.
Per la realizzazione dello studio in campo è stata scelta una zona del Trentino, la Valle dei laghi, poiché li sussistono le condizioni sperimentali ideali: ampia diffusione della pianta e la presenza di livelli di ozono molto diversi in uno spazio piuttosto ridotto. Le piante di V. lantana sono state costantemente analizzate da maggio a settembre 2009.
Ebbene, i risultati mostrano che nelle zone con i livelli di ozono troposferico più elevati si manifesta una maggiore frequenza di piante sintomatiche, una precoce insorgenza e uno sviluppo più rapido dei sintomi.
“Le concentrazioni di ozono rilevate in zone rurali e forestali della nostra provincia sono tali da determinare un frequente superamento dei livelli di rischio per la vegetazione. Alcune piante particolarmente sensibili a questo inquinante, spiega la ricercatrice Elena Gottardini, possono reagire manifestando particolari sintomi sulle foglie. Studiando la diffusione di tali sintomi possiamo “tracciare” il rischio potenziale a cui è sottoposta la vegetazione spontanea”.