Dieffenbachia: le varietà

Questa specie è considerata dagli arredatori come uno degli elementi più decorativi del mondo verde, sia per il fogliame grande e voluminoso, sia per la notevole varietà di forme.

Il valore ornamentale di Dieffenbachia è rappresentato dai disegni fogliari: sullo sfondo verde cupo si stagliano screziature avorio, giallo o verde pallido. Anche se accade di rado, è possibile che Dieffenbachia entri in fioritura, in estate, regalando splendide, grandi infiorescenze bianche. Le pannocchie sono lunghe più di una spanna, cilindriche e lievemente profumate. I floricoltori assicurano che quando avviene il fenomeno della fioritura in appartamento, vuol dire che la pianta, anche se per un breve periodo, ha sofferto la siccità e un irraggiamento troppo intenso. Quando finalmente viene riportata in posizione più consona, fiorisce, per assicurare la continuazione della specie.

Dieffenbachia 'Wilson Delight': le grandi venature bianche rendono le enormi foglie ancora più decorative

Dieffenbachia 'Alix': colore e screziature classiche per gli amanti delle tradizioni

Molto amata dagli architetti che trovano nella struttura compatta e robusta e nella rapida crescita il completamento ideale per uffici, edifici pubblici e atri condominiali, Dieffenbachia è una delle specie preferite soprattutto nel nord Europa. La preferenza ha anche un significato più profondo, infatti le grandi foglie filtrano l'aria degli ambienti, trattenendo sostanze nocive come il benzene e l'etilene, sprigionati spesso da materiali edili sintetici o da prodotti usati per le pulizie, responsabili di allergie e malesseri di cui, a volte, è difficile individuare la causa. Un depuratore naturale è comunque una garanzia di qualità in ogni ambiente confinato.
Originaria delle zone tropicali della Colombia, Brasile, Perù e Costarica, era considerata dalle popolazioni indigene una pianta sacra, o meglio uno strumento degli 'spiriti del male' per le sostanze tossiche e paralizzanti che la linfa di alcune specie contiene. Dalla linfa della Dieffenbachia seguine si ricavano pozioni velenose, usate nell'antichità per le esecuzioni capitali dei traditori e dei delatori, scegliendo per loro una morte lenta e dolorosa. Si dice che l'ingestione di queste pozioni provocasse la perdita della parola, per l'atrofia delle corde vocali, così il condannato non poteva neppure lamentarsi. Non è il caso di spaventarsi, questa varietà non è coltivata e in più Dieffenbachia seguine prodotte e cresciute lontano dalla patria originaria, perderebbero comunque buona parte della loro tossicità. Il genere conta più di 20 specie, tutte spontanee nella fascia tropicale americana. Il nome è un omaggio a J.F. Dieffenbach, curatore dei giardini imperiali austriaci, vissuto a Vienna nell'Ottocento. Questo omaggio gli fu tributato da Scott, un botanico che, successivamente, diventò il responsabile dei giardini di Schonbrunn, la residenza estiva dei reali.

Dieffenbachia 'Anja': le foglie superiori presentano una punteggiatura molto particolare che contrasta con l'uniformità di quelle inferiori

Dieffenbachia 'Camilla': i bordi di un verde acceso contornano la lamina chiara

Quando la pianta riceve luce abbondante i variegati disegni fogliari si intensificano, viceversa la scarsa luminosità provoca prima lo scolorimento e poi la totale perdita dei disegni laminari. Al contrario di quanto si pensa, questa pianta non desidera molte cure e non gradisce per nulla gli spostamenti. Le grandi foglie ovali, sorrette da grossi piccioli carnosi, presentano nervature molto evidenti.
I grossi fusti succulenti, eretti, a volte si inclinano e si contorcono, diventando prostrati per il peso del fogliame, che può essere tale da spezzare il tronco alla base.
La pianta però possiede ottime capacità rigenerative e dal tronco nasceranno facilmente nuove foglie. Il fusto spezzato e tagliato in porzioni, che abbiano almeno due foglie, può essere utilizzato come talea, immergendolo in acqua pura. Le talee, sia apicali che di fusto, formeranno nuovi esemplari. Volendo moltiplicarla in questo modo, il periodo ottimale è l'estate, con una temperatura minima di 24 °C.
Nonostante l'aspetto lussureggiante faccia pensare a specie avide d'acqua, i tessuti carnosi e gonfi di linfa non sopportano l'eccessiva umidità, che ingenera marciumi e malattie fungine. 
La specie più diffusa è Dieffenbachia amoena, dalla crescita tanto vigorosa da portarla a raggiungere diversi metri d'altezza. Le grandi foglie hanno spesso il bordo di un verde brillante, mentre tutto il resto è color crema, con striature più o meno accentuate.

Dieffenbachia amoena 'Excellent'

Dieffenbachia 'Vesuvio', anche in taglie piccolissime risalta la maculatura fogliare

Molto apprezzata 'Excellent' che, pur abitando in piccoli vasi, riesce a crescere fino a 90 cm.

Dieffenbachia non tollerano il sole pieno e abbisognano di annaffiature trisettimanali, che verranno ridotte tra ottobre e febbraio, diventando progressivamente settimanali. La temperatura ambientale ideale oscilla intorno ai 21 °C, e quindi l'acqua delle annaffiature non dovrebbe mai scendere sotto i 20 °C.

Freddo e umidità generano una malattia fungina che non perdona, Botrytis, ma possono anche provocare marciumi sulle foglie e sui fusti, uccidendo progressivamente la pianta. La temperatura minima che la pianta sopporta è di 15 °C.

Dieffenbachia non ama le spruzzature fogliari, che causano macchie, su cui poi si instaurano le spore fungine. Il bisogno idrico deve essere soddisfatto e, data l'intensa traspirazione fogliare, le lamine vanno lavate molto spesso per liberarle dalla polvere che occlude gli stomi, cioè i 'pori delle foglie', impedendo la respirazione. I lavaggi frequenti hanno anche lo scopo di conservare un buon grado di umidità relativa. Dieffenbachia ama una umidità ambientale molto elevata (80%) e quindi i frequenti lavaggi aiutano a mantenere ben turgido il fogliame. I lavaggi impediscono anche l'instaurarsi di cocciniglie, afidi e ragni rossi, che spesso attaccano piante polverose e trascurate.

Nel periodo vegetativo è importante una concimazione regolare, somministrata ogni 10 giorni. È bene rinvasare ogni primavera, utilizzando un terriccio permeabile e poroso che possa facilitare il drenaggio. La causa più frequente di deperimento e della successiva morte della pianta è proprio il ristagno d'acqua intorno alle radici. Dapprima cadono le foglie basali, poi lentamente ingialliscono e cadono anche le altre.

Quando le foglie presentano margini marroni, si controlli se la pianta non sia esposta a correnti d'aria o al freddo. È bene sapere che la perdita delle foglie basali è però una caratteristica della specie e quindi una moltiplicazione sistematica è praticamente obbligatoria. Si può procedere per talea apicale, cioè recidendo la parte superiore del fusto, ancora ornata dal ciuffo fogliare e per talea di fusto. Le parti di fusto, nudo, possono essere interrate sia verticalmente che in posizione semi-orizzontale, coprendole con sabbia, da mantenere umida fino alla radicazione. Si rinvasa poi in terriccio leggero e umifero.